Scrutatori, la teoria Epifani: "Sorteggiare danneggia i poveri"

Lo scontro si estende ai social, e chi critica la scelta della designazione diretta viene definito "sciacallo"

BRINDISI – “Cari sciacalli”, è la dedica da parte di Giampiero Epifani, uno dei membri della commissione elettorale comunale, a chi ha espresso critiche sul suo operato e su quello degli altri due componenti dell’organismo che per la consueta gestione delle nomine degli scrutatori. Evidentemente Epifani non teme risposte alla Cambronne o alla Beppe Grillo, e imperterrito fa seguire alla dedica una spiegazione francamente molto traballante.

In realtà, secondo l’ex consigliere comunale della ormai disciolta area Rollo-Ferrarese, e nuovamente in lista a sostegno del candidato Roberto Cavalera, il rifiuto di sorteggiare gli scrutatori sarebbe stata dettata dall’attenzione verso le fasce deboli, cioè “disoccupati, indigenti e bisognevoli”, altrimenti penalizzate da una lotteria che avrebbe potuto selezionare persone che non hanno certo bisogno dell’indennità attribuita ai componenti dei seggi.

Non ha avuto questa  remora invece il sub commissario che ha partecipato alle operazioni, il quale ha deciso invece il sorteggio della quota di scrutatori di sua competenza. Infatti solo secondo Giampiero Epifani il sorteggio è una forma discriminatoria, mentre altrove è concepito come l’esatto contrario. Ma si sa, Brindisi è speciale in tutto: qui ad esempio la chiusura al traffico del centro storico è un danno economico e sociale, mentre nel resto del mondo è un modo per migliorare la qualità della vita e la salute delle persone.

Giampiero Epifani, con i colleghi Antonio Pisanelli e Luigi Sergi, ha comunque formalizzato la richiesta al sub commissario di effettuare sì un sorteggio, ma solo tra le già citate fasce deboli, e la risposta è stata che per poter procedere in tal modo bisognerebbe cambiare il regolamento comunale. Quindi la faccenda è finita come al solito: nella lista degli scrutatori sono finiti i nomi degli elenchi già preparati dai tre consiglieri comunali. Ovviamente ricavati rigorosamente tra soggetti delle “fasce deboli”.

Sui social le invettive non sono mancate, e ai contestatori Epifani ha dedicato il “caro sciacalli” di cui all’inizio dell’articolo. Per quanto riguarda i candidati sindaco, Massimo Ciullo e Riccardo Rossi fanno sapere che andranno fino in fondo (entrambi chiedevano il sorteggio, Roberto Cavalera non ha invece battuto ciglio), e hanno fatto mettere a verbale le loro eccezioni.

E ora spieghiamo, con parole sue, perchè Roberto Cavalera non è intervenuto pur dichiarandosi favorevole al sorteggio e promettendo che se diventerà sindaco renderà tale procedura obbligatoria con il rinnovo della commissione elettorale. "Il dato rilevante è che, indipendentemente dalle posizioni di ciascun candidato sindaco, la commissione elettorale è un organo previsto dalle legge che svolge il suo compito in piena autonomia e sulle cui determinazioni non si può influire. In caso contrario, si commetterebbe un reato!", dice il candidato sindaco di Forza Italia e centristi.

"La realtà – ed i miei avversari lo sanno bene – è che il legislatore è passato, nel tempo, dal sorteggio alla designazione per dare garanzie ai cittadini nell’espletamento delle operazioni di voto. Tutto il resto, è solo pura strumentalizzazione", afferma Cavalera, riferendosi alla necessità di mettere nei seggi persone già pratiche ed esperte. Ma è anche vero che la legge non parla di "scrutatori a vita". Infatti Cavalera lo sa e promette radicali cambiamenti. Ma per questa volta va bene così. Il resto? E' ovvio, solo speculazioni degli avversari.

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