Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica

Sì del consiglio al consuntivo: tensione alle stelle tra Consales e Pennetta

Diciotto "sì" espressi dai consiglieri di maggioranza sono serviti a liquidare il conto consuntivo del 2014 e a cancellare il rischio di scioglimento delle Assise, ma peggio non poteva finire: dal confronto politico acceso in aula si è precipitati nel vortice infernale dello scontro tra il sindaco Mimmo Consales e il consigliere d'opposizione Giampiero Pennetta

BRINDISI – Diciotto “sì” espressi dai consiglieri di maggioranza sono serviti a liquidare il conto consuntivo del 2014 e a cancellare il rischio di scioglimento delle Assise, ma peggio non poteva finire: dal confronto politico acceso in aula  si è precipitati nel vortice infernale dello scontro tra il sindaco Mimmo Consales e il consigliere d’opposizione Giampiero Pennetta, arrivati a urlare l’uno contro l’altro, al punto che sono intervenuti i rispettivi colleghi a separarli temendo chissà cosa.

Il sindaco Mimmo ConsalesLa lite. Purtroppo è avvenuto anche questo pochi minuti prima che avesse inizio l’appello nominale per il voto, dopo una mattinata partita all’insegna della tensione pura davanti alle entrate e alle uscite sostenute dal Comune l’anno passato e certificate dai nuovi revisori, tutti e tre presenti in Aula. Assente Impegno sociale che per il Pd è da ritenere ormai automaticamente fuori dalla coalizione di governo. E a questo punto potrebbe esserlo anche dalla giunta, a breve.

E’ stato un continuo battibecco da una parte e dall’altra. Certo, che sarebbe stato un consiglio esplosivo lo si poteva anche immaginare visti i battibecchi andati in scena nelle ultime settimane, parallelamente all’odissea del parere dei revisori atteso dall’ormai ex collegio e arrivato invece dai nuovi componenti dopo quattro sedute in sei giorni. Ma che si potesse arrivare a tanto, no. Questo proprio no. Non in un’aula consiliare. Roba che probabilmente farebbe gola a quelli di Striscia la notizia, sempre a caccia di materiale. Tant’è. Una brutta pagina da scrivere.

Antonio MonettiLe nespole. Cos’è successo? E accaduto che in un’aula in cui le scintille si sono rincorse per quattro ore di fila, Giampiero Pennetta si è avvicinato al banco occupato dall’assessore all’Ecologia, Antonio Monetti, per lasciare qualcosa: nespole bruciate dal sole e raccolte dagli alberi del giardino interno del municipio più un mandarino spremuto sino a bagnare lo scranno, si scoprirà a consiglio finito, dopo l’entrata in azione dei “pompieri”.

Consales è schizzato dalla sua sedia: “Lei è un maleducato, se ne vada a casa”. E Pennetta: “Vergognatevi”. Nel mezzo Monetti che ha cercato di lasciar correre, ma i due si sono avvicinati molto, troppo. Tanto che l’assessore all’Urbanistica, Pasquale Luperti, ha messo una mano sul petto del sindaco e Pennetta è stato portato al suo posto dai consiglieri Ferruccio Di Noi e Luigi Sergi, mentre il presidente del consiglio, Luciano Loiacono cercava di invitare al rispetto dell’ordine.

“Bisogna assecondarlo”, dirà Monetti, una volta lasciato il Palazzo. “Non è la prima volta che Pennetta fa cose di questo tipo rivolgendosi a me dicendo’tanto tu sei l’assessore alla spazzatura’. Purtroppo è instabile dal punto di vista dell’umore e allora fa cose di una goliardia stupida. Lo conosco da più di trenta anni. E’ così”. La pazienza di Monetti ovviamente non poteva essere di tutti. Per cui dai banchi del Pd ci sono state prese di posizione contro Pennetta.

I voti favorevoli. Sono stati sessanta secondi o forse qualcosa di più di ordinaria follia e non è stato semplice riportare tutti a sedere per l’appello finalizzato al voto sul consuntivo: 18 sì, arrivati da tutti i consiglieri della maggioranza e sei no, bocciatura arrivata da Mauro D’Attis, Riccardo Rossi, Roberto Fusco, Giovanni Brigante, Luigi Sergi che, come si sa, ha lasciato il centrosinistra per passare dall’altra parte, e Pennetta appunto. Sull’immediata esecutività 18 voti favorevoli, astenuti gli altri.

I nuovi revisori-2Stesso risultato per la rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti Spa, per un totale di 23.259.041 euro e 62 centesimi al primo gennaio 2015. La votazione non è stata semplice per l’eco di quanto era successo poco prima, tanto che il sindaco ha dovuto ricordare l’importanza della delibera che permetterà ora al Comune di realizzare economie da destinare al finanziamento di spese correnti e di ridurre la rata annuale per effetto del posticipo al 31 dicembre 2044 della scadenza di ammortamento. “Si tratta di 700mila euro di risparmio”, ha sottolineato il primo cittadino, subito dopo assediato dai cameran per l’intervista. (Nella foto, i nuovi revisori)

La Corte dei Conti. Fine della questione sul conto consuntivo andata avanti per più di un mese? Non sembra proprio. No, stando alle intenzioni svelate in Aula dai contestatori che pur partendo da diverse estrazioni politiche, chi da destra, chi da sinistra e chi dall’estrema sinistra, si sono trovati d’accordo nel sostenere la necessità di esporre tutto quello che è avvenuto al Comune di Brindisi, dinanzi alla Procura della Corte dei Conti e al Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questa direzione andranno D’Attis, al quale spetta la paternità dell’azione, seguito da Pennetta,  Rossi, Giovanni Brigante, Luigi Sergi e Fusco.

Non solo. Non è affatto chiaro un altro aspetto: la sorte degli ex revisori, Vittorio Dell’Atti, Massimo Mangiameli e Rita Saracino. Che fine hanno fatto? Gli oppositori lo hanno chiesto spiegazioni, hanno persino ipotizzato qualcosa nella speranza che qualcuno smentisse, ma niente. Gli attacchi partiti dalla parte destra dell’aula sono stati respinti e rispediti al mittente dalla parte sinistra, nel momento in cui i lavori sono entrati nel vivo, vale a dire dopo che Sergi ha letto il documento con cui ha spiegato le ragioni per le quali ha preso le distanze dalla maggioranza.

Luigi Sergi-2Il caso Sergi. “Dico basta all’approssimazione e alla continua emergenza, basta con questo continuo gioco al massacro”, ha detto dopo aver elencato i punti sui quali l’azione del governo Consales avrebbe tradito Scelta Civica, lista nella quale è stato eletto. “Politiche abitative, servizi sociali, società partecipate e palazzetto dello sport che rischia di diventare sovradimensionato se la società non mantiene gli impegni, mentre Brindisi è in piena emergenza”. Fine della liason. E avvicinamento a Oltre con Fitto, stando alle apparizioni di Sergi degli ultimi giorni: dalla presentazione dei candidati consiglieri regionali a sostegno di Francesco Schittulli alla conferenza stampa di Massimiliano Oggiano per respingere l’impresentabilità emersa dalla Commissione parlamentare antimafia.

Salvatore Brigante, capogruppo del Pd, non se l’è tenuta: “Sergi, io ti voglio bene, ma vederti assieme a Oggiano no, tu che rappresenti Mario Monti: che brutta fine hai fatto, con tutto il rispetto per Oggiano, però non c’entri niente”. Replica immediata di Sergi: “Lestofanti, siete il fallimento di questa città”. Loiacono: “Abbiate pietà di  me che non ho il microfono”. Sì, non funzionava, tanto è vero che ha lasciato lo scranno più alto per passare accanto. Ci si è messa anche la tecnologia a complicare le cose. Tanto è vero che per riportare nei ranghi del confronto politico con toni consoni all’aula, il presidente del consiglio è stato costretto a battere i pugni sul tavolo.

Giampiero PennettaIl parere. Lo ha fatto per la prima volta quando ha chiesto la parola Giampiero Pennetta, salvo cedere poco dopo il posto ad Antonio Elefante per la direzione dei lavori, perché i due proprio non si prendono. Basti vedere le sedute precedenti. L’affondo, in ogni caso, è arrivato subito: “Intanto abbiamo un parere dei revisori che ci è stato notificato in corso d’opera”. Ieri sera, dodici ore prima del Consiglio.

“Capisco che siete arrivati da poco, ma noi ci troviamo davanti a un prospetto delle partecipate da cui emerge un disallineamento di 700mila euro, senza contare che per quanto riguarda la Fondazione del Nuovo Teatro Verdi il capo di gabinetto ha sollevato eccezione per alcune fatture”, ha detto Pennetta.

Il riferimento è andato alla somma di 124.675,39 euro. “Credo che ci sia schizofrenia istituzionale perché il sindaco è anche presidente della Fondazione del teatro. Quanto ai residui, ci sono 76 voci per le entrate tributarie che sono state cancellate senza che ci sia stato un verbale del concessionario, senza che siano indicati i debitori. Sindaco, lei si renderà conto che potrebbero esserci danni erariali e per questo chiediamo spiegazioni ai revisori, così come attendiamo chiarimenti sul fatto che due su tre dei vecchi non hanno dato il parere, arrivato in zona Cesarini”.

I nuovi revisori. Il nuovo collegio, presieduto da Antonio Simone, con Raffaele Petracca e Alberta Caterina Colella, non si è fatto trovare impreparato e ha consegnato una lettera indirizzata al presidente del consiglio, con cui si spiega che “l’attività dell’organo non può in alcun modo espletarsi nei riguardi di singoli soggetti, bensì a servizio dell’organo consiliare”, per cui chi “è legittimato a rivolgersi ai revisori con specifiche istanze” è “solo il presidente del consiglio”. In questo modo “l’ente può tendere a una gestione ordinata, senza esporre il collegio dei revisori a potenziali strumentalizzazioni”.

Più Pennetta insisteva per avere spiegazioni su alcuni aspetti ritenuti poco chiari, come per esempio la mancanza del controllo analogo sulle partecipate, più Elefante gli teneva testa leggendo il contenuto della missiva. “E’ una pagliacciata”, si è lasciato scappare Pennetta che si è seduto solo quando ha preso la parola, il suo vicino di banco, Mauro D’Attis.

L'intervento di D'AttisMauro D’Attis. Il leader dell’opposizione ha esordito facendo gli auguri ai nuovi revisori, ma di frecce ne ha lanciate parecchie: “Non farò né il ragioniere e né il revisore dei revisori, qui ognuno si assume le sue responsabilità e dico che da parte mia ci sarà una denuncia alla Corte dei Conti e al Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze, ndr). Dico anche che non c’è stata conferenza dei capigruppo prima di arrivare in aula, né tanto meno una sessione di bilancio. Quanto poi alla conclusione del parere dei nuovi revisori, la conclusione è roba che un prof di ragioneria avrebbe detto ‘e ci mancherebbe pure’. A cosa dovrebbe servire l’avanzo disponibile, se non a coprire residui attivi di dubbia esigibilità, debiti fuori bilancio e passività potenziali? Se i revisori pensano di essere arrivati nella città delle banane, hanno sbagliato Assise”.

“Noi veniamo da settimane di travaglio e per la prima volta nella storia di questa città che conosco dal ’96, c’è stato lo sforamento del patto di stabilità con conseguenze per i cittadini: anche le dichiarazioni del sindaco che prima nega, poi ammette, così come quelle dell’assessore che sta facendo volantinaggio elettorale, saranno allegati al pacchetto regalo alla Corte dei Conti, assieme al parere di questi revisori che salvano la coscienza dei consiglieri di maggioranza tra i quali c’è anche qualcuno che dice che non durerà”.

“La richiesta di proroga alla diffida del prefetto ha fatto ridere l’Italia e ora dopo tutto questo il sindaco, il primo cittadino con la ‘p’ maiuscola, non spiega niente, senza alcuna umiltà. Per me il sindaco è altra cosa. E checché ne dica Salvatore Brigante, secondo cui le colpe sono delle precedenti amministrazioni, è vero il contrario. Vedasi la tragedia della Multiservizi che sarà una catastrofe tra qualche mese. Chi ha deciso che la società non dovesse essere creditrice? Le avete prese voi queste decisioni, allegramente”.

“Succede poi che questa maggioranza aziona un frullatore e macina crisi, tu te ne vai, io vengo, quella che è brava la mando via, roba da vignette umoristiche. Non basta: avete detto del Pug che cambierà il volto di Brindisi, ma nel 2014 non è stata avviata alcuna opera. Sul lungomare, via del Mare, piazzale Lenio Flacco voi non c’entrate niente. C’è anche la storiella dei rifiuti con la discarica sequestrata, la questione del porto che nel 2014 l’Unione europea ha disposto diventasse di seconda fascia”.

Il presidente Flora in piedi, a fianco a lui il sindaco Mimmo Consales e l'assessore allo Sport Ingrosso-2Il calcio e Flora. “In tutto questo c’è stato il silenzio colpevole di Consales che ha portato all’eutanasia anche in questo caso, salvo poi sedersi accanto ad Haralambidis che fino a poco tempo fa era un nemico. Roba comica. Consales determina pure le condizioni che hanno messo il calcio nelle mani di Flora”.

E qui il sindaco ha risposto immediatamente: “Ma quanta gentaglia hai messo tu?” D’Attis ha insistito: “Quando è successo lo scandalo del calcio (con l’arresto di Flora, ndr) ha detto che si sarebbe costituito parte civile, eppure nel 2014 il suo vice sindaco disse che sarebbe stata pleonastica e strumentale una simile decisione nel processo in cui è imputato Consales, lì dove il Comune è stato indicato come parte offesa”.

“Mi permetto dire, quindi, che il 2014 è stato l’anno del disastro e che il 2015 ve lo state giocando: avete difficoltà a chiudere i conti e difficoltà politiche. In questa città si parla malissimo di voi. E vi permette di fare lezioni di correttezza a noi che chiediamo spiegazioni? Ma siete fuori? Ho capito che c’è un muro di gomma di chi considera il Comune cosa personale”. Quanto al voto sul consuntivo 2014: “Per tutto questo il voto è negativo. A me sembra strano il passaggio a parere negativo accennato  o annunciato a quello positivo con lezioncina di oggi, mi pare strana questa dicotomia. “.

Riccardo Rossi-2Riccardo Rossi. La parola è passata a Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune, candidato governatore della regione per l’Altra Puglia: “Sono perplesso quando si dice controllo formale, vorrei capirne il senso: è un parere quello dei revisori o una presa d’atto? Mi inquieta questa cosa. A pare un parere un po’ naif, senza contare il fatto che è stato consegnato praticamente in aula. Chiedo chiarimenti”. Loiacono: “Li avrà dopo”. “Dopo quando? A Natale? Penso che la seduta non sia valida, non ci sono i presupposti. I chiarimenti sono preliminari, siamo su Scherzi a parte? Mi associo a D’Attis”.

Giovanni Brigante. Sulle stesse frequenze, Giovanni Brigante, candidato consigliere alle regione con Emiliano: “Avrei gradito che un rappresentante della maggioranza avesse risposto e invece devo rilevare che il tempo impiegato dai nuovi revisori credo non sia obiettivo, pochissimi giorni in una situazione non facile, caricano di responsabilità gli stessi revisori, per cui spedirò tutto alla Corte dei Conti e adesso chiedo il voto per appello nominale. Devo chiedere se questo iter è legittimo. Ne ho viste tante, ma sono rimasto sbigottito”.

Le accuse di Salvatore BriganteSalvatore Brigante e il Dissenten. Al capogruppo del Pd, peraltro cugino, la replica: “Questa non è la repubblica delle banane, ricordo che il collegio non è di parte e invece questo stava accadendo”, ha detto Salvatore Brigante. “La cosa strana, mai accaduta prima, è che i revisori non presentano un documento obbligatorio da allegare al conto consuntivo. Bene ha fatto il sindaco ad andare dal prefetto. Cosa dovevamo fare, andare allo scioglimento? E no, questa soddisfazione non ve la daremo. Questo ostruzionismo di parte del collegio (ha portato) all’empasse ovvia: voluta o non voluta? C’è una voce e non un certezza che uno si è espresso in questi termini: ‘farò in modo di mandarli a casa’. Vox populi, vox dei. Registratemi e vediamo se mi denunciano. Ora non c’è bisogno del Dissenten (un farmaco di noto impiego, ndr) per approvare il conto consuntivo”.

Più di qualche parola in chiave elettorale, sino a tornare sul binario del consiglio: “Lo sforamento è stato un fatto tecnico anche perché lo Stato impone una forbice di tagli”, ha detto. “Non va dimenticata la questione Gestor con il rilevante ritardo nel riversamento delle somme incassate. Ora al sindaco diciamo: se ci sono immobili che possiamo vendere, facciamolo subito. Sulle partecipate, una riflessione bisogna farla, ad eccezione della Multiservizi che deve essere il braccio operativo dell’Amministrazione. Se per un anno o due non facciamo feste e sagre, questa è una scelta della maggioranza”.

Giampiero Pennetta ha chiesto di nuovo la parola: “Qui neanche Tsipras riuscirà a risanare i conti del Comune. Il patto di stabilità è truccato ecco perché era stato chiesto il ricalcolo dai revisori vecchi. Qui la finanza è creativa, si crea come spendere male i soldi della comunità”.

Massimo PagliaraL’intervento conclusivo in nome e per conto della maggioranza è toccato a Massimo Pagliara: “Il parere dei revisori è stato fatto con oculatezza e ci mette al riparo da eventuali ricorsi”. Pennetta in quei minuti era fuori nel cortile a raccogliere le nespole che avrebbe di lì a poco lasciato sul banco dell’assessore Monetti. Benzina sul fuoco. Parapiglia con il sindaco, uno schiaffo al luogo istituzionale e di conseguenza ai brindisini costretti a leggere anche questo. Purtroppo.

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