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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica Oria

Scontro su Oria, l'uomo di Ferrarese punta sulla poltrona del sindaco Ferretti

ORIA - La terra trema sotto i piedi del sindaco oritano Cosimo Ferretti. Dopo la debacle di giovedì scorso che ha mandato gambe all’aria la maggioranza, registrando un pericoloso dieci a dieci nel voto consigliare sulle variazioni di bilancio, si torna in aula lunedì. All’ordine del giorno iscritto in tutta fretta al protocollo, la liberalizzazione delle licenze per le attività commerciali, ma si capisce che la prova sul banco delle assise è tutta politica. Se la maggioranza tiene, il sindaco ex uddiccino transitato nel Pdl, resta in sella. Se la cordata dell’opposizione riesce a cooptare l’undicesimo uomo, per l’attuale esecutivo suona inesorabilmente l’ora di tornare a casa, ad appena sei mesi dalle prossime amministrative. I guastatori, manco a dirlo, fanno nemmeno tanto segretamente capo al presidente della Provincia Massimo Ferrarese, pronti a fare quadrato intorno al candidato sindaco in pectore Cosimo Pomarico, detto Mimino, l’attuale assessore provinciale all’Agricoltura.

ORIA - La terra trema sotto i piedi del sindaco oritano Cosimo Ferretti. Dopo la debacle di giovedì scorso che ha mandato gambe all'aria la maggioranza, registrando un pericoloso dieci a dieci nel voto consigliare sulle variazioni di bilancio, si torna in aula domani, lunedì 6 dicembre. All'ordine del giorno iscritto in tutta fretta al protocollo, la liberalizzazione delle licenze per le attività commerciali, ma si capisce che la prova sul banco delle assise è tutta politica. Se la maggioranza tiene, il sindaco ex uddiccino transitato nel Pdl, resta in sella. Se la cordata dell'opposizione riesce a cooptare l'undicesimo uomo, per l'attuale esecutivo suona inesorabilmente l'ora di tornare a casa, ad appena sei mesi dalle prossime amministrative. I guastatori, manco a dirlo, fanno nemmeno tanto segretamente capo al presidente della Provincia Massimo Ferrarese, pronti a fare quadrato intorno al candidato sindaco in pectore Cosimo Pomarico, detto Mimino, l'attuale assessore provinciale all'Agricoltura.

Pierferdinando Casini non perdona, Ferrarese nemmeno. I tempi duri per il primo cittadino oritano sono cominciati quattro anni fa, il pomeriggio dopo il voto, quando la maggioranza bulgara di quindici consiglieri su venti si ridusse a undici uomini (a Oria, come altrove, di consigliere elette manco l'ombra). Ma il terremoto, quello vero, che produce i suoi effetti oggi, si verificò all'indomani dello scontro fra Ferrarese e Michele Saccomanno. Ferretti non ebbe dubbi da che parte stare. Stralciò la tessera scudocrociata senza ripensamenti, e oggi gli ex compari gli presentano il conto. L'obiettivo, chiaro e netto, è quello di mandarlo a casa prima della fine del mandato, cucendogli addosso la camiciola di candidato impresentabile alle prossime competizioni, per manifesta debolezza elettorale.

Le prove generali, si capisce, si giocano in campo istituzionale. La mazzata è arrivata con la levata di scudi, in piene assise, dell'infermiere Gianfranco Sorrento, uomo da 450 voti e passa che a fine legislatura ha voluto fare la conta degli obiettivi programmatici messi a segno dall'amministrazione e quelli mancati. Sorrento insomma, in bizzarra coincidenza con le ragioni privatissime del distacco sindacale, leva la voce contro Ferretti determinando il pareggio sulle variazioni di cui sopra. Il sindaco, a dirla tutta, sembra pagare in prima persona lo scotto della amicizia diventata ex con il patron della Fials (Federazione italiana autonomi lavoratori sanità, ndr) Pino Carbone, deus ex machina riconosciuto della politica di marca oritana.

Resta l'incognita Egidio Conte, l'ex pidiellino transitato insieme a qualche altro ex di Forza Italia, nelle magre fila (a Oria per lo meno) di Futuro e Libertà. Conte, abbasserà lo sguardo sulla realtà locale, facendo spallucce di fronte alle distanze fra il suo partito e il Cavaliere, o abiurerà definitivamente? Quel che è certo è che Conte, stando ai numeri, potrebbe fare la differenza. E se non fosse pronto ad imbracciare le cause altrui, lui che mantiene perfetta equidistanza da Ferretti e Ferrarese, potrebbe fare parte per se stesso. Sempre che l'accordo con La Destra e le nuove leve dell'Udc oritana, arrivi all'altare dell'ufficialità.

Per inciso, malgrado le insegne, gli uddicini di nuovo conio con un recente comunicato stampa hanno fatto pubblica professione di indipendenza, svincolandosi dagli impegni futuri nel nome di Pomarico, o chi per lui (vedi http://www.ilcontrovento.it/2010/11/udc-oria-svincolati-da-ogni-rapporto.html). Insomma, un bel po' di lavoro per il senatore Michele Saccomanno e l'onorevole Luigi Vitali, se non vogliono perdere il trono che fu dell'imperatore Federico in persona. Nelle pieghe di alleanze vecchie e nuove, trama l'opposizione. Partito Democratico, Sel e, naturalmente Lista Ferrarese. Pronti al contrattacco.

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