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Il consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli

Il consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli

Scoppia lo scontro Matarrelli-Consales

BRINDISI - Un tempo la sostituzione di un assessore in giunta sarebbe stata preceduta da qualche riunione di maggioranza e magari seguita da scontri nelle segrete stanze. Oggi accade tutto su Facebook. Ormai è la regola: è accaduto anche nel caso di Dolores Fiorentino, l'assessore di Sel che in consiglio comunale non rappresentava più nessuno, e che il sindaco Mimmo Consales ha sostituito con Giampaolo D'Onofrio per garantirsi i due voti dei consiglieri di Impegno sociale.

BRINDISI - Un tempo la sostituzione di un assessore in giunta sarebbe stata preceduta da qualche riunione di maggioranza e magari seguita da scontri nelle segrete stanze. Oggi accade tutto su Facebook. Ormai è la regola: è accaduto anche nel caso di Dolores Fiorentino, l'assessore di Sel che in consiglio comunale non rappresentava più nessuno, e che il sindaco Mimmo Consales ha sostituito con Giampaolo D'Onofrio per garantirsi i due voti dei consiglieri di Impegno sociale.

Toni Matarrelli, il consigliere regionale mesagnese appartenente al partito di Vendola (e candidato alla Camera), alle 9 di questa mattina ha attaccato il primo cittadino sul social network. E alle 9.37 ha ricevuto pan per focaccia. Ne è nato un simpatico trafiletto, più degno di un dialogo tra amici al bar (com'è d'uso fare su Facebook) che di uno scontro tra politici. Un siparietto che riportiamo integralmente, compresi gli errori di ortografia e di sintassi che sui social-network a quanto pare sono irrilevanti.

«Mimmo, Mimmo... - ha scritto Matarrelli - già fare il sindaco di Brindisi sembrava impresa difficile, ma non mi sembra che tu stia facendo un granchè per facilitarti il compito... Credi che buttare fuori una donna (anche valente, lo hai affermato tu diverse volte) dalla tua giunta per accontentare Carmelo Palazzo che ti ricattava sia una mossa adeguata? Addirittura lasciando che il tuo segretario la chiamasse (magari toccava a te comunicargli personalmente la determinazione che hai assunto in piena autonomia, senza convocare i partiti, un Sindaco fa così, chiama lui e non il suo segretario) adducendo come motivazione della revoca il fatto che io non abbia voluto parlare con uno dei tuoi ricattatori? Estromettendo Sel, e cioè l'unico partito alleato alle politiche proprio ad un mese dallle elezioni? Ah, Mimmo...Va bè...Pensiamo alle cose serie a vincere le elezioni, a Vendola e a Bersani...».

Ecco al risposta del primo cittadino.

«Toni Toni, anche fare il leader di partito non è semplice. E lo si evince da quello che tu scrivi. Dolores è diventata assessore solo per le mie infinite insistenze perché tu hai insistito fino all'infinito perché nominassi il marito (alla faccia delle pari opportunità...). Tu sai bene che a suo tempo hai assunto degli impegni che non hai mantenuto in riferimento alla necessità di strutturare il tuo partito in consiglio. E sai bene che sei stato proprio tu a chiederci di parlare con il marito. Quanto a quello che tu chiami il "ricattatore", non sono stato certo io a decidere di fare una lista unica tra Sel e Impegno Sociale che ha sancito la netta vittoria di quest'ultimo rispetto a Sel (e quindi la successiva rottura nei vostri rapporti). La politica è fatta di numeri, caro Toni. L'ho imparato proprio da te... Infine la vicenda Dolores. Il mio segretario l'ha chiamata semplicemente per fissare un appuntamento per me. Io, in ogni caso, ho in animo di valorizzare le sue capacità con un importante riconoscimento. Fino a prova contraria sei tu che mi hai detto di soprassedere... Comunque hai ragione: adesso pensiamo a vincere le elezioni. Un abbraccio».

Buona parte dei dettagli e dei "ricatti" svelati erano cosa nota: tutti sapevano che la Fiorentino era entrata in giunta perché Sel voleva un suo uomo, ma non potendo fare entrare nell'esecutivo Vito Gloria, era stato trovato l'escamotage di inserire la moglie. All'epoca il centrosinistra e Consales non brillarono per originalità e non diedero un segnale di cambiamento. Oggi invece, a non fare una bella figura, è Matarrelli.

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