Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

Maggioranza impantanata nella crisi: Marchionna attende risposte dai partiti

Ancora non si sblocca uno stallo che si trascina da due settimane. Il sindaco chiede ai partiti di trovare la quadra sulle proposte. Salta l'incontro con i consiglieri

BRINDISI - La situazione non si sblocca. Continua a trascinarsi stancamente la crisi di maggioranza che si è aperta lo scorso 14 giugno, quando i gruppi consiliari hanno chiesto al sindaco Marchionna di azzerare la giunta, per poi formalizzare la richiesta di revoca delle deleghe. Di fatto si è ancora fermi al documento che il 18 giugno è stato sottoscritto da 19 consiglieri di maggioranza su 21.

Nel frattempo si sono svolti due vertici di maggioranza (l’ultimo nella giornata di mercoledì, 26 giugno) che non hanno sortito effetti concreti. I confronti sono andati avanti all’interno dei partiti, ma i nodi sulla composizione della “nuova” giunta non sono stati ancora sciolti. Ieri si pensava che il primo cittadino potesse convocare i 19 firmatari della proposta di revoca, per uscire dal pantano. Ma il sindaco, a quanto pare, non intende incontrare i consiglieri fino a quando i partiti non troveranno una quadra sulle proposte da formalizzare.

E allora si torna al punto di partenza. Ancora non è chiaro se si andrà verso un azzeramento, un rimpasto o una redistribuzione delle deleghe, mentre par remota l'ipotesi che il sindaco possa rassegnare le dimissioni. Di certezze, insomma, ve ne sono ben poche. 

E' ormai noto che le situazioni più ingarbugliate si registrano fra le file dei due partiti di maggioranza. Ossia Forza Italia (che ha tre assessori) e Fratelli d’Italia, che esprime il vicesindaco e un assessore. Non a caso gli unici due non firmatari del documento unitario appartengono proprio al gruppo di FdI. Si tratta della capogruppo Maria Lucia Vantaggiato e del segretario cittadino Cesare Mevoli . Una schiarita potrebbe arrivare a breve sul fronte di Fi, a seguito di due riunioni interne che si sono svolte negli ultimi due giorni. 

L’apertura della crisi è stata ufficialmente motivata con problemi di comunicazione fra giunta e consiglieri di maggioranza, fin dall’avvio della consiliatura, nel giugno 2023. Si vocifera anche di consiglieri che avrebbero aspirato a un posto nell’esecutivo. Ma al di là di là di eventuali beghe o dispute per ruoli di potere, l’impasse, dopo due settimane, è diventata stucchevole. Una città che arranca in una grave crisi occupazionale, non può permettersi anche una crisi politica a oltranza.

A maggior ragione in prossimità del consiglio comunale monotematico dedicato all’approvazione del bilancio 2023 e del piano di risanamento triennale della Brindisi Multiservizi.  L’assise non è stata ancora convocata. Si attende il parere del collegio dei revisori dei conti sul piano proposto dall’amministratore unico della partecipata, Gianvito Morelli. Il centrodestra non potrà permettersi di arrivare a un appuntamento così importante, in ordine sparso.

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