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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

"Servizi sociali, rileviamo alcune criticità nel consorzio Brindisi-San Vito"

Quattro consiglieri del Movimento 5 Stelle su cinque si sono astenuti dalla votazione sullo schema di convenzione e di statuto

BRINDISI - Ieri, mercoledì 29 dicembre, i consigli comunali di Brindisi e San Vito dei Normanni hanno approvato lo schema di convenzione e di statuto del consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare nell'ambito territoriale Br1. A Brindisi la delibera è stata approvata con 22 voti favorevoli (quindi anche parte dell'opposizione ha votato a favore) e due astenuti. A San Vito 13 favorevoli e 2 astenuti. Stamattina, 30 dicembre, alle 12 i due sindaci firmeranno la convenzione nella sede dei Servizi sociali di Brindisi. "L'idea del consorzio di Brindisi - San Vito dei Normanni per la gestione dei servizi parte da una base condivisibile, ma la fretta e la mancata condivisione dei proponenti pongono criticità di difficile soluzione. Per questo, alla stessa maniera dei colleghi di San Vito dei Normanni Marco Ruggiero e Anna Caroli, ci siamo astenuti durante la votazione sulla nascita del consorzio". così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Brindisi e San Vito Gianluca Serra, Tiziana Motolese, Marco Ruggiero e Anna Caroli.

"Grazie al consorzio - continuano - si era aperto lo spiraglio per una gestione diretta dei servizi sociali. Eppure questa scelta ha visto una serie di problematiche, fra cui la scarsa condivisione con le altre forze politiche; l'assenza dell'Asl nel consorzio, la cui presenza avrebbe costituito con l'ente un'autentica rete sociale sul territorio, risolvendo in parte le criticità dell'assistenza domiciliare Adi e Sad; si deve prestare attenzione anche all'assorbimento del personale e alla fase transitoria, durante la quale bisognerà garantire i livelli occupazionali e servizi di qualità. E' necessario anche rendere compatibili i costi di gestione del consorzio con il piano di riequilibrio ed evitare che il nuovo ente non diventi solo un dispendioso strumento di distribuzione di incarichi; inoltre notiamo che nella fase provvisoria, ancora una volta, si sia preferito ricorrere alle procedure semplificate degli affidamenti diretti sotto soglia, quando invece si potevano prediligere i bandi intervenendo per tempo. A riprova di come questo rappresenti un errore, basti pensare alla cooperativa che, se non fosse stata colpita dall'interdittiva anti mafia, sarebbe stata comunque fra quelle destinatarie dell'affidamento. Il rischio è quello di violare il principio di rotazione e, se i tempi di costituzione del consorzio saranno lunghi, il divieto di artificioso frazionamento degli appalti. Per questo l'entusiasmo iniziale per la nascita del consorzio si è dovuto smorzare di fronte alle tante criticità che abbiamo evidenziato durante la seduta di ieri del Consiglio comunale" concludono.

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