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Sforamento patto di stabilità: il sindaco adesso ammette e giustifica

"Il Comune sotto di un milione e 597mila euro. Ma il consutivo si chiude con un avanzo di 24 milioni". “Sforamento ridicolo: come perdere la partita al 91esimo”. “Salvate 172 famiglie della Multiservizi”

BRINDISI – E verità fu: “Lo sforamento del patto di stabilità è ridicolo, è pari a un milione e 597mila euro, in pratica è come perdere la partita al 91esimo minuto. Altro che dissesto. Per la cronaca il consuntivo si chiude con un avanzo di 24 milioni. Mi turba lo sbilanciamento, certo, ma allo stesso tempo penso alle 172 famiglie della società Multiservizi che sono state salvate grazie a una scelta consapevole del Comune. Perché a tanto ammonta il bonifico di ripiano parziale delle perdite della partecipata”.

Il sindaco. L’equazione sforamento-salvataggio della “Bms” (Brindisi Multiservizi) porta la firma del sindaco Mimmo Consales, che nella tarda mattinata di oggi (22 aprile) ha deciso di rompere il silenzio per spiegare cos’è successo e quali conseguenze ci saranno sui conti pubblici. Niente di nuovo, in effetti, dal momento che la notizia dell’elusione del patto di stabilità era cosa nota e certa da 22 giorni e la ragione dello sbilanciamento pure.

Non era mistero per nessuno il peso che in questa vicenda ha avuto e avrà la Multiservizi, da anni una spina nel fianco del Comune, tanto da essere stata definita un carrozzone. Ma il primo cittadino ha ritenuto di parlare in vista nell’approvazione del conto consuntivo 2014, argomento sul quale i consiglieri di opposizione hanno già iniziato ad attaccare. Fa parte del gioco politico-amministrativo tra maggioranza di governo e minoranza. Il punto è che “brucia” la dimensione dello sforamento e soprattutto che le news del Palazzo circolino ugualmente nonostante l’embargo.

“Ci sono veline che sfuggono al protocollo e vengono spacciate per ufficiali”. E allora, parola al sindaco, arrivato con mezz’ora di ritardo sulla convocazione, in perfetta solitudine dal momento che erano assenti, sia pure giustificati, l’assessore al Bilancio, Carmela Lo Martire, in Abruzzo per motivi di famiglia e a un passo dal rimettere la delega per dedicarsi alla campagna elettorale per le regionali al fianco di Michele Emiliano e il vice sindaco Giuseppe Marchionna finito a Lecce per impegni istituzionali.

Nessun sostenitore, quindi, per il primo cittadino rimasto solo sul campo di calcio, con la responsabilità di difendere la porta, mentre in panchina si sono visti il suo capo di gabinetto, Angelo Roma, e il segretario generale Paola Giacovazzo, e qualche assessore di passaggio assieme a consiglieri comunali di maggioranza. Poco importa, in ogni caso, chi c’era e chi no.

Lo sforamento. La questione è che i gufi ci avevano preso. E che Consales, alla fine, ha ammesso: “Il Comune di Brindisi sfora il patto di stabilità per un milione e 597mila euro, poca cosa rispetto a quanto è avvenuto l’anno scorso a Torino, dove la somma è stata pari a 38milioni e mezzo oppure a Catania dove sono stati 22 milioni di euro o ancora in un Comune che si chiama Verbania con 17 milioni”, ha esordito dopo aver citato una errata comunicazione della società Abaco che si occupa della riscossione dei tributi per conto dell’amministrazione alla base della conclusione a cui sono arrivati i revisori.

Nel collegio resta il commercialista Massimo Mangiameli, finito nel mirino dei suoi stessi sostenitori (Forza Italia) perché incompatibile essendo anche sindaco nella società Bocche di Puglia. Presi com’erano dalla contestazione, hanno sì votato per la sua incompatibilità, ma in consiglio hanno dimenticato di dichiarare la delibera immediatamente esecutiva. Pazienza. Mangiameli resta tra gli interlocutori con il quale il Comune deve rapportarsi. Tanto è vero che a breve ci sarà una nuova comunicazione al collegio, anche in vista del conto consuntivo che il sindaco vorrebbe in giunta venerdì mattina, per passare all’ufficio di presidenza nella stessa giornata e in Assise a fine mese, salvo proroghe da Roma.

La Multiservizi. “Non mi preoccupa molto perché c’è piena assunzione di responsabilità politica”, ha detto il primo cittadino. “Responsabilità per aver bene operato in un contesto di estrema difficoltà, visto che in gioco c’era il futuro di una società come la Multiservizi su cui poggia il destino di 172 persone e quindi altrettante famiglie”.

Il nesso di casualità, quindi, c’è tutto. Il bonifico partito dalla ragioneria di Palazzo di città è del 30 dicembre, ore 11, per un milione e 580mila euro. “In quel caso, gli uffici ci misero al corrente del rischio di sforamento”, ha ammesso Consales. “Ma ci sarebbe stato un rischio differente, grave, come lo sarebbe stato il mancato pagamento dell’Iva da parte dell’amministratore della società, prima Danilo Arigliano e poi Francesco Trane”.

Il Comune, in altri termini, sapeva. Poteva immaginare. Altro che fulmine a ciel sereno a cui sembrano aver fatto riferimento i funzionari in sede di audizione nella Commissione consiliare al Bilancio del 7 aprile scorso: dal verbale, infatti, si evince che secondo questa tesi i revisori si sarebbero presentati in ufficio solo il 31 marzo 2015, ultimo giorno utile per l’invio della certificazione del patto, “prelevando la documentazione utile e che alle ore 14, senza interlocuzione”, hanno consegnato la nota contestando l’imputazione di “spese di competenza per l’esercizio finanziario 2014 a quello successivo ed entrate relative alla fase di riscossione coattiva delle imposte e delle tasse che hanno o avrebbero dovuto essere oggetto di accertamento negli esercizi precedenti”. E che “nella migliore delle ipotesi costituiscono maggiori residui attivi e giammai entrate di competenza dell’esercizio finanziario 2014”.

A quanto pare il mese “doloroso” sarebbe stato quello di dicembre perché entro la fine dell’anno, il Comune ha versato 700mila euro all’Università per la prosecuzione dei corsi di Laurea: “I conti, di conseguenza, sono andati in sofferenza”, ha affermato il sindaco. “Ma da qui a parlare di dissesto, ce ne passa: non ce ne sono i presupposti. La violazione dei pagamenti effettuati rispetto alle entrate non significa che c’è deficit di bilancio. Vuol dire che il Comune ha amministrato senza inasprire la pressione fiscale e senza ridurre i servizi offerti ai cittadini, tanto è vero che noi abbiamo applicato un bonus di 200 euro sulla prima casa, uno tra i più alti del Mezzogiorno”.

Il consuntivo. A conti fatti, quelli del consuntivo, dovrebbe esserci spazio per un avanzo da 24 milioni di euro: carte alla mano, i consiglieri di opposizione avranno modo di leggere le singole voci prima di andare in Assise. C’è già chi grida agli sprechi tra manifestazioni e mostre, con tanto di megafono elettorale. Previsioni di quel che avverrà in Aula? “Nessun problema, non ci saranno obiezioni neppure dai revisori”, anticipa Consales.

“Subito dopo l’approvazione sarà il tempo del riaccertamento dei residui. Certo, resta il fatto che si tratta di un bilancio di rigore, come quelli degli ultimi tre anni. Tanto è vero che il Comune pensa di eliminare il superfluo dal patrimonio immobiliare attraverso la dismissione di quei beni che non sono strategici, in modo da recuperare fondi per la realizzazione di opere pubbliche”. Strada di cui si parla da tempo, tanto è vero che l’elenco degli immobili che potrebbero essere messi in vendita esiste da mesi.

Le conseguenze. Più che il futuro lontano, interessa quello prossimo per le conseguenze dello sforamento del patto di stabilità, sotto forma di sanzioni: innanzitutto, sino al 31 dicembre prossimo, c’è il blocco delle assunzioni e c’è lo stop alle consulenze. “Questo non vuol dire che il Comune fermi il procedimento per l’individuazione dei nuovi dirigenti o che faccia lo stesso per il concorso dei vigili urbani”, ha tenuto a precisare Consales. “Ci sarà una detrazione del trenta per cento dei costi della politica”.

Che vuol dire? Che sindaco, assessori e consiglieri dovranno accettare il taglio delle indennità. Il Comune, inoltre, dovrà fare i conti con una spesa corrente parametrata a quella degli ultimi tre anni, non potrà contrarre mutui per tutto il 2015: “Ci sono quelli che sono stati accesi in precedenza che possono essere usati”, ha detto il sindaco. Ma qualcuno ha messo in dubbio che stando così le cose, possa arrivare a conclusione il discorso Palazzetto che tanto sta a cuore a chi segue il basket.

Ulteriore conseguenza è la sanzione del due per cento sulla somma dello sforamento da applicare nel 2016. E, infine, quanto al personale, scatta il blocco del trasferimento delle risorse del bilancio in favore della contrattazione collettiva. Detto in soldoni, non possono esserci extra per progetti vari.

La colpa. La responsabilità di tutto questo o la colpa di chi è? La risposta di Consales: “Del sindaco, me ne assumo io tutta la responsabilità, essendo fiero di aver sacrificato il patto di stabilità per la Multiservizi che sta ripagando lo sforzo per il salvataggio dopo anni in cui è stata portata avanti la voragine. Tutto si può dire di questo sindaco e della sua amministrazione, ma non che non sia un governo responsabile, come è stato sottolineato proprio ieri in giunta, dove è arrivato il sostegno degli assessori per il percorso sin qui seguito”.

“Ricordo che abbiamo tagliato tutti i sub appalti alla Multiservizi e triplicato le ore di lavoro per la manutenzione del verde. E che sarà la società ad occuparsi del canile, dopo quanto è avvenuto con l’Associazione temporanea di imprese che se ne occupava (c’è un’inchiesta della Procura in corso, ndr). Da ultimo mi permetto di ricordare che i conti sono a posto per la farmacia comunale per la Energeko. E che sono in arrivo finanziamenti importanti, come i 400mila euro per le reti a Punta della Contessa per la questione delle lepri. Chi verrà dopo di noi, troverà i conti in ordine”.

Parola di primo cittadino. “Finora ci ho rimesso io, con la mia faccia, con lo scivolamento all’88esimo posto nella classifica del gradimento e ora con lo stipendio da sindaco che verrà ridotto di mille euro”. Questione di responsabilità, dopo l’equazione sforamento-salvataggio.

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