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Ceglie Messapica: fulmini e saette sul Comune e sulla campagna elettorale

Argese: “Un imprenditore promette posti di lavoro”. E va dal Prefetto. Ciracì pronto ad andare in Procura. Intanto carabinieri in Municipio, e verifiche dell’Ente anticorruzione

CEGLIE MESSAPICA – Fulmini e saette sul Comune di Ceglie Messapica, dove il clima elettorale si è riscaldato a tal punto che da un lato c’è Ciro Argese, Ncd, che corre dal prefetto a denunciare di aver saputo di un candidato consigliere (della parte opposta) che prometterebbe posti in lavoro in cambio di voti e dall’altro che c’è l’onorevole Nicola Ciracì, fittiano convinto, che vorrebbe esporre un bel po’ di fatti, e non solo a sua eccellenza.

E mentre i due si lanciano strali, anche  su Facebook, stamattina in municipio i carabinieri hanno acquisito una serie di documenti su bandi e affidamenti, circostanze cui si aggiungono le richieste pervenute dall’Ente nazionale anticorruzione.  Come se non fosse abbastanza, il candidato sindaco del Pd, Pietro Mita, grida dai manifesti “basta ricatti”.

Lo scenario. Giornata al cardiopalma quella odierna a Ceglie. A quanto sembra non l’unica, ma la prima di una lunga serie, stando alle premesse che lasciano intendere che potrebbe esserci altro dietro lo scontro politico-amministrativo in chiave elettorale, in vista dell’appuntamento del 31 maggio. Qui la competizione è diventata guerra. E la guerra è guerra. Senza esclusione di colpi. Tanto è vero che c’è chi è pronto a scommettere che a breve ci saranno i primi cadaveri (in senso politico, ovviamente) a poca distanza dalla sede del Comune.

Di certo c’è che Ceglie Messapica è una polveriera alimentata dai big dei principali partiti, dal Nuovo centrodestra - Area popolare a Forza Italia da intendere come Oltre la Puglia, senza dimenticare il Partito democratico. Quale sia stata la miccia e da dove sia partita la guerra è impossibile dirlo, dal momento che le versioni sono ovviamente differenti. Ognuno lancia il suo “je accuse”, con annessi sostenitori. Per ricostruire la storia non resta che provare a seguire l’ordine temporale, con l’aiuto di Facebook perché in questa campagna elettorale, prima ancora che nei comizi di piazza, gli attacchi vengono sferrati sui social network.

Ciro Argese-3Ciro Argese. E’ successo che di primo mattino si è fatto sentire Argese, coordinatore provinciale di Ncd-Area Popolare, candidato consigliere regionale, cegliese di nascita e residenza, sostenitore del sindaco uscente Luigi Caroli che lascia una giunta monocolore: “La libertà è la cosa più bella. Mi giungono parecchie voci di un imprenditore che sta usando metodi a dir poco schifosi”, ha scritto sul suo profilo.

Prima bomba lanciata. Il tizio apparterrebbe alla parte politica opposta. “Tale individuo dice: ‘Se sei con me mantieni il posto di lavoro, se hai deciso di votare altri, ti licenzio’ oppure ‘se mi voti ti assumo per qualche mese’”, sostiene Argese che ha voluto comunicare pubblicamente la “scoperta”,  alimentata da varie vox populi. “Bisogna denunciare questo marciume e tutelare le persone sottoposte a questi odiosi e indecenti ricatti. So bene che dire queste cose è pericoloso, ma io, nella mia vita, ho affrontato tutto a testa alta e viso aperto”.

Chi è il presunto candidato citato da Argese? Il nome circola eccome, basta fare un salto a Ceglie Messapica per conoscerlo. Ma Argese non lo dice. Ne parlerà vis à vis con il prefetto al quale ha chiesto un incontro urgente, anticipando il contenuto del colloquio: “Lo vedrò mercoledì mattina”, fa sapere. “Non si può aspettare oltre in una situazione del genere che definire inquietante è poco. La campagna elettorale va riportata in un alveo di serenità e se effettivamente ci sono personaggi di quel tipo, allora, sono necessari provvedimenti”.

Nicola Ciraci?-2Nicola Ciracì. L’avversario politico invece altri non è, se non il deputato Nicola Ciracì, autore a Ceglie del colpo di mano ai danni di Luigi Vitali che aveva commissariato il circolo, con la convocazione della segreteria cittadina di Forza Italia, dalla quale è uscito vincitore:  “Mi hai rubato l’idea”, ha scritto a stretto giro sul suo di profilo rivolgendosi ad Argese.  “Anche io avevo deciso di incontrare Sua Eccellenza il prefetto di Brindisi per sottoporgli fatti e atti gravi con i quali la tua amministrazione comunale di Ceglie con continue violazioni di legge sta turbando la prossima competizione elettorale”.

“Non è un caso che un candidato sindaco ha dovuto urlare il suo basta ai ricatti”, ha aggiunto. Il riferimento è tutt’altro che casuale e riguarda Pietro Mita del Partito democratico che dai suoi manifesti grida ‘Una città senza ricatti’. Offensivo, secondo alcuni, modo becero per inasprire gli animi secondo altri.

Parentesi a parte per Mita, Ciracì non è stato per niente tenero nei confronti di Argese: “ Visto che vai dal prefetto, se cortesemente puoi parlargli delle assunzioni interinali fatte dal tuo sindaco in disprezzo delle norme e sforando il bilancio comunale e guarda che se per caso questi o loro congiunti saranno candidati nelle liste del sindaco li segnaleremo pubblicamente uno per uno”.

Mica è finita qui. “Stesso discorso per gli imprenditori che hanno avuto affidamenti diretti e magari adesso li ritroveremo in lista tramite figli e affini. Non si fanno le liste approfittando dei soldi pubblici che sono dei cittadini. Non dovrebbero esistere più logiche da caporalato”, ha scritto sempre su Facebook.

E ancora: “Dai al Prefetto anche l’elenco degli affidamenti diretti a una sola coop, senza mai una gara pubblica, violando la soglia comunitaria. Se prima di andare cortesemente rammenti al segretario generale che sono in attesa delle copie delle assicurazioni del Comune relative all’appalto della nettezza urbana, sono curioso di sapere quale agenzia le ha emesse e voglio capire se per caso stiamo parlando di un amministratore che invece di tutelare il Comune e i cittadini abusa del suo ruolo e garantisce l’azienda e magari poi realizza transazioni con la stessa ditta per centinaia di migliaia di euro. A proposito, vedremo candidati anche dipendenti Cogeir?”.

Come un uragano Ciracì che del resto nello scontro con Vitali si è autodefinito Braveheart, facendo riferimento al film con Mel Gibson: “Troppe commistioni tra imprese e coop che beneficiano di appalti pubblici rischiano di far pensare male e porterebbero a paragoni con comuni devastatati da vicende giudiziarie vedi Cellino o Marino”. Nella vicina Cellino San Marco, l’ex sindaco Francesco Cascione, avvocato penalista, è finito in carcere per presunte mazzette, accusa che per ora resta in piedi nonostante la professione d’innocenza dell’indagato.  

Il municipio di Ceglie Messapica“Per il momento mi fermo qui e ti chiedo (sempre rivolto ad Argese, ndr) di andare dal Prefetto insieme che risparmiamo tempo, anche perché io sto andando da un’altra autorità a Brindisi”. Dove va Ciracì? I suoi fedelissimi – conoscendolo – si aspettano di vederlo in Procura per esporre una serie di fatti, poiché è da ottobre scorso che prova a chiedere documenti al Comune, senza ottenere risposta. Così dicono.

Lui rimanda a quello che ha postato su Fb, dove si legge ancora: “A proposito, rammenta al sindaco e al segretario generale che l’autorità anticorruzione ha aperto diversi fascicoli sulla loro attività e attende risposte scritte guarda caso entro oggi. Le hanno fatte? Comunque domani faccio una conferenza stampa, se per caso vuoi venire ne discutiamo in pubblico, perché visto che qualcuno dice che sono il suo incubo di notte, tanto vale esserlo anche di giorno e poi gli incubi vengono solo a coloro che hanno la coscienza sporca. Ultima cortesia, puoi farti promotore di raccattare pure l’avvocato in coalizione  perché vedervi tutti insieme sul palco, non ha prezzo. Buona giornata e ti aspetto per andare da Sua eccellenza o in conferenza stampa”.

Se non è un attacco questo, cos’è? C’è da aspettarsi fuochi d’artificio in conferenza stampa, nella sede del Laboratorio Ceglie che è il quartier generale dell’aspirante sindaco, Angelo Maria Perrino, direttore ed editore del quotidiano on line Affari Italiani. C’è da scommettere che Argese non resterà in silenzio.

I carabinieri. Coincidenza ha voluto che proprio nel bel mezzo del conflitto a distanza tra i due, in municipio sarebbero apparsi i carabinieri, guidati dal comandante della stazione: sarebbero arrivati stamattina. Si dice su richiesta dello stesso Ciracì, a sentire chi si è trovato davanti i militari. Vero o falso? “Vero che è da mesi ho fatto richiesta assieme ad alcuni consiglieri, di avere copia di atti e vero che sino ad oggi non c’è stata risposta, anche a dispetto di diverse interrogazioni”, afferma l’onorevole.

Poi il silenzio. Ma di “rumore” a Palazzo di città ce n’è stato parecchio, dal momento che i carabinieri sono stati lì per almeno due ore: avrebbero raccolto una serie di documenti su bandi, gare, aggiudicazioni e affidamenti diretti negli ultimi dodici mesi più il carteggio in essere tra il segretario generale Domenico Ruggiero e il Collegio dei revisori dei conti presieduto da Giovanni Quartulli che tra l’altro è il dirigente dell’Ufficio Ragioneria del Comune di Ostuni.

piazza plebiscito ceglie messapica1Chi ha seguito le vicende interne agli uffici del Municipio di Ceglie, ricorda che il proprio il segretario avrebbe diffidato a fornire gli atti alcuni dirigenti, tra i quali il responsabile dell’area economico-finanziaria, Domenico Guidotti, e il collega del’Ufficio Tecnico, Michele Mauroantonio. Neanche l’ultimatum avrebbe sortito effetto.

L’Ente nazionale Anticorruzione. Il caso, inoltre, ha voluto che proprio oggi sia scaduto il termine di venti giorni per rispondere ai quesiti che il Dipartimento della Funzione Pubblica e l’Ente nazionale anticorruzione hanno posto all’amministrazione di Ceglie Messapica su un ventaglio di materie: condotte ritenute mobbizzanti, sistema di videosorveglianza del Municipio, affidamenti esterni pur in presenza di personale in possesso di professionalità, restituzione di alcune somme da parte dei dirigenti, uso considerato abnorme di assunzioni tramite agenzie interinali, mancato ricorso al mercato elettronico e incentivi di progettazione contestati.

Voci a parte sarebbero costituite dagli affidamenti diretti alla coop Daf per un importo pari a 400mila euro in un anno, per lo svolgimento delle attività di manutenzione e giardinaggio e dai buoni benzina per 1.250 di venti euro ciascuno senza alcuna registrazione su un apposito “libro”. Scaduto il termine, la prassi vuole che scattino le verifiche. Il che significa che tanto il Dipartimento della Funzione Pubblica  che l’Ente nazionale Anticorruzione terranno d’occhio, sotto stretta osservazione, il Comune di Ceglie Messapica. Nel bel mezzo della campagna elettorale.

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