Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica Ceglie Messapica

Ceglie Messapica, veleni a profusione sulle elezioni comunali

Il sindaco Caroli: “Sfogo suicida del deputato: da lui calunnie”. Ciracì: “Non mi candido, che si ritiri anche chi ha avvelenato i pozzi”

CEGLIE MESSAPICA – Non sembra esserci limite a  Ceglie Messapica, dove l’onorevole azzurro Nicola Ciracì ha sfidato pubblicamente a duello il sindaco uscente Luigi Caroli, Ndc, che ha risposto alla sfida: se le stanno dando di santa ragione i due e non c’è preghiera che tenga per  il miracolo della pace in campagna elettorale.

Ciracì ha caricato le armi, ha sparato a raffica e poi ha lanciato un messaggio provocazione: “Non mi candido alle amministrative”, ha detto. “Che facciano lo stesso Caroli e Argese e tutti coloro che hanno avvelenato i pozzi”. La risposta? “Solo calunnie, le sue, dopo un’azione suicida”, ha replicato il sindaco in carica. Altro che attacco, una missione kamikaze nel senso che la vera vittima sarebbe lo stesso parlamentare, con le bombe che si era sistemato alla cintura.

Impossibile vedere i contendenti stringersi la mano. Possibile immaginare strascichi in altre sedi, già domani (mercoledì 22 aprile) se Ciro Argese, portavoce provinciale del Nuovo centro destra e prima ancora cegliese d’origine, incontrerà il prefetto per affrontare il presunto caso di un aspirante consigliere comunale che prometta posti di lavoro in cambio di voti.

Di certo c’è che l’apoteosi della guerra si è avuta oggi pomeriggio, quando nella sede del Laboratorio di Ceglie, il deputato Ciracì ha sparato a go go puntando dritto al Comune, usando il fucile di precisione per colpire il primo cittadino Caroli che vorrebbe bissare il mandato: “Che rapporto c’è tra la Cogeir e l’agenzia di assicurazioni del sindaco?”, ha chiesto. “Vedremo candidati anche alcuni dipendenti della ditta?”. E via con il fuoco anticipato 24 ore prima sul suo profilo Facebook.

Nicola Ciracì con Raffaele Fitto-3Con tutta l’eco della visita che i carabinieri hanno fatto in municipio nel bel mezzo dello scontro sulla piazza virtuale del social network: i militari hanno acquisito una serie di documenti, in risposta a chi chiedeva l’accesso agli atti per ricostruire una serie di vicende, come per esempio quella dei buoni benzina, 1.250 di venti euro ciascuno senza alcuna registrazione su un apposito “libro”, e quella di affidamenti diretti a una coop per un importo pari a 400mila euro in un anno, per lo svolgimento delle attività di manutenzione e giardinaggio.

“E’ uno sfogo suicida quello del parlamentare cegliese relativamente all’allarme lanciato di promesse di posti di lavoro in cambio del voto, di minacce di licenziamento in caso di mancato voto al candidato prescelto e di candidature forzate di dipendenti da parte di un imprenditore”, ha scritto Caroli. “Invece di porre attenzione sulla gravissima e inquietante questione, ha accusato, per deviare l’attenzione, in maniera sconclusionata e falsa, l’amministrazione comunale”. Ed ecco le tre verità del sindaco uscente.

“Innanzitutto non esistono candidati nelle nostre liste che siano lavoratori interinali del Comune, a differenza di imprese schierate dalla sua parte che minacciano la perdita del posto di lavoro se i dipendenti non accettano la candidatura al consiglio comunale”. In secondo luogo, “non esistono affidamenti diretti fatti in violazione della normativa vigente, invece esiste un conflitto di interessi enorme di un consigliere comunale della sua parte che ha sollecitato, pressato e sensibilizzato gli uffici comunali in relazione al trattamento di un’azienda da lui seguita professionalmente, la cooperativa Kalia, della quale compagine compariranno candidati, invece, nelle liste del candidato sindaco da lui sostenuto”.

Infine, “è una calunnia il fatto dell’ esistenza di rapporti di lavoro con la ditta Cogeir nati successivamente alle elezione di Luigi Caroli a sindaco , in quanto la ditta che gestisce il servizio raccolta dei rifiuti era già cliente da anni dello stesso sindaco e che l’affidamento dell’ appalto era già avvenuto con l’amministrazione Federico”.

In una sola parola, secondo il titolare della fascia Tricolore, calunnie: “Forte del ruolo parlamentare Ciracì dimentica che le campagne elettorali non si fanno con le calunnie, le menzogne e le minacce ma con i programmi. L’ amministrazione Caroli è l’ amministrazione dei fatti e si propone di continuare a farli, lui rappresenta l’inconcludenza di un soggetto politico che pensa solo a se stesso e che è stato solo capace, in questi pochi mesi, di presentare interrogazioni e interpellanze parlamentari contro la sua Città”.

Il colpo finale: “La candidatura di un uomo di paglia non nasconde affatto che il parlamentare in questione abbia voluto sempre, da decenni, mettere le mani sulla città. Non ci riuscirà mai”. E allora, che la guerra continui.

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