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Sì della giunta regionale al ddl sull'Acquedotto

BRINDISI - La Giunta regionale pugliese ha approvato il ddl che punta a regolare il governo e la gestione del servizio idrico integrato e a costituire l’azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese-Aqp”. Lo rendono noto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati.

BRINDISI - La Giunta regionale pugliese ha approvato il ddl che punta a regolare il governo e la gestione del servizio idrico integrato e a costituire l'azienda pubblica regionale "Acquedotto pugliese-Aqp". Lo rendono noto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l'assessore alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati. Il disegno di legge si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione dell'azienda pubblica regionale che subentra all'Acquedotto pugliese Spa. In particolare, si è ritenuto opportuno sottolineare che "la configurazione legislativo-amministrativa dell'Aqp è di società per azioni a totale partecipazione pubblica"; l'attuale assetto proprietario è ripartito tra la Regione Puglia (87% circa) e Regione Basilicata (13% circa), anche se allo stato la Giunta Regionale si è impegnata ad acquisire le azioni detenute dalla Regione Basilicata non appena saranno reperite le somme necessarie, pari a 12 milioni e 200mila euro.

Inoltre, la Giunta pugliese ha adeguato il disegno di legge alla recente decisione del Governo nazionale di sopprimere entro il termine di un anno gli Ato. Strettamente funzionale alla garanzia del diritto fondamentale dell'acqua potabile, affermato dall'articolo 1, è la previsione contenuta nell'articolo 2 della configurazione del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica affidato ad un organismo di diritto pubblico sottratto alle regole della concorrenza. La legge prevede, agli articoli 3 e 4, due strumenti a tutela del diritto all'approvvigionamento idrico: un fondo regionale, per garantire il diritto all'acqua potabile ai residenti, ed un fondo di solidarietà internazionale per finanziare progetti in paesi esteri. L'articolo 5 della legge prevede la trasformazione di Aqp Spa in soggetto giuridico di diritto pubblico senza scopo di lucro, con la possibilità di gestire anche attività diverse dal servizio idrico integrato, pur destinando gli eventuali utili al potenziamento del servizio idrico integrato. Il governo dell'azienda è improntato alla trasparenza e alla partecipazione delle comunità locali e della cittadinanza: l'art. 8, tra l'altro, prevede infatti la presenza, nel consiglio di amministrazione, di tre rappresentanti eletti da un'assemblea di sindaci dell'ambito territoriale ottimale; inoltre l'articolo 6 assicura ai cittadini la partecipazione alle principali decisioni, e la sorveglianza e il controllo. L'articolo 7 disciplina le procedure per l'approvazione dello statuto dell'azienda mentre l'8 stabilisce la composizione del Cda, riservando allo statuto la fissazione delle cause di impedimento e incompatibilità, le attribuzioni, il funzionamento e le indennità. L'articolo 9 prevede il transito del personale di Aqp Spa nell'organico della azienda di nuova istituzione e il 10 indica i controlli regionali sulla società e i suoi organi, le ipotesi di revoca degli amministratori e di scioglimento del consiglio, e i poteri del commissario straordinario nominato in caso di scioglimento del Cda.

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