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Il notaio Errico non garantisce più per la Carluccio: oggi l'addio

Avrà sentito puzza di zolfo, come direbbe Tex Willer, oppure ha dedotto dopo non pochi mesi che fare da garante a questa maggioranza è impresa improba? Comunque sia, il notaio Michele Errico se ne va dal municipio di Brindisi

BRINDISI - Avrà sentito puzza di zolfo, come direbbe Tex Willer, oppure ha dedotto dopo non pochi mesi che fare da garante a questa maggioranza è impresa improba? Comunque sia, il notaio Michele Errico se ne va dal municipio di Brindisi, dove gli era stata riservata una stanza di lavoro con targhetta accanto alla porta, lasciandosi dietro un laconico biglietto per la stampa: "Informo che in data odierna alle ore 16,30 ho presentato alla sindaca di Brindisi le mie dimissioni irrevocabili con la seguente comunicazione: Le comunico le mie dimissioni irrevocabili dall’incarico affidatomi, ritenendo di non essere utile per le finalità dell’amministrazione da Lei condotta”.

Adios dunque al percorso comune con Angela Carluccio e le liste civiche che la sostengono assieme ai Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto. Il notaio lascia, preceduto dall'avvocato Francesco Silvestre nei fatti anch'egli chiamato a fare da garante, ma piuttosto maltrattato dal gruppo di comando della maggioranza, che pensava di utilizzarlo come foglia di fico per un settore, quello dell'igiene urbana, divenuto un campo di battaglia sia dal punto di vista del contenzioso amministrativo che dell'impatto del problema rifiuti sulla città ed i suoi abitanti.

Ma a Brindisi le foglie cadono anche in inverno inoltrato, non solo in autunno. E vedremo, sentiremo o leggeremo quale spiegazione giungerà questa volta per le dimissioni del gran garante. E se Michele Errico sarà sostituito da altra figura chiamata a certificare il grado di moralità amministrativa della maggioranza in carica. Che ciò accada a meno di una settimana dalla seduta del consiglio comunale dedicata alla voto di fiducia al sindaco forse non è casuale. Cosa farà ora Michele Errico è un'altra faccenda, invece. Ritiro definitivo dalla politica, oppure attenzione puntata sulle vicende che sembrano condurre verso una scissione nel Pd, aprendo quindi altri scenari anche a Brindisi e in Puglia?

Chissà, ma oggi la domanda più importante riguarda il cammino di un'amministrazione comunale che non ha ancora impostato o prodotto alcunché, e forse chi si era fatto abbagliare dallo scudo del "garante" dovrebbe chiedersi a cosa serva una costante certificazione ad una maggioranza che si senta sicura dei propri programmi e del proprio personale politico. Per convincere gli scettici, per rassicurare i diffidenti? Quando mai si era vista una cosa simile. Il garante di un'amministrazione è il sindaco, chi deve vigilare e garantire l'efficienza della struttura sono il segretario generale o il direttore generale. La commedia è finita: perchè questa era stata l'impressione di moltissimi.

Eppure nei primi giorni di gennaio il notaio aveva arringato le truppe scosse dalle dimissioni (poi rientrate) del sindaco Angela Carluccio con un lungo messaggio, che concludeva: "Quello che rimarrà nella storia di questa città è ciò che si è fatto. Nessuno ricorderà il nome del consigliere comunale o dell’assessore che si è opposto o ha approvato quella delibera; ciò che si ricorderà è quello che si è riusciti a lasciare in termini di utilità pubblica. Ed allora ritengo che sia maturo il tempo di stare intorno alla nostra sindaca con estrema gratuità di se stessi, per proseguire un percorso che ha in sé già tutti gli elementi prodromici di sostanza e di sistema, per essere contenuti in proposte da formulare dalle forze di maggioranza agli organi decisionale ed alla città intera”. Avrà dedotto che ciò che conta per i suoi interlocutori è altro.

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