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Maurizio Bruno

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Crisi a Francavilla Fontana, si dimette il sindaco dopo addio di Sel e Rifondazione

Si è dimesso, con una lettera resa nota stamani, il sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, anche presidente della Provincia e segretario provinciale del Pd. Erano usciti nei giorni scorsi dalla maggioranza Sel e Rifondazione Comunista, con il vicesindaco e un altro assessore, ma anche la titolare dell'Urbanistica, Roberta Lopalco. Un comunicato di Rifondazione, e una lettera della stessa Roberta Lopalco. La segreteria provinciale del Pd sostiene Bruno

FRANCAVILLA FONTANA - Si è dimesso, con una lettera resa nota stamani, il sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, anche presidente della Provincia e segretario provinciale del Pd. Erano usciti nei giorni scorsi dalla maggioranza Sel e Rifondazione Comunista, con il vicesindaco e un altro assessore, ma anche la titolare dell'Urbanistica, Roberta Lopalco (intervistata ieri dal nostro giornale). La ragione principale di tale prematura fine del ritorno al governo della città della sinistra, le aperture di Bruno al Nuovo centro destra di Massimo Ferrarese, circostanza negata dallo stesso sindaco ora dimissionario, ma anche i metofi di governo, contestati ad esempio da Roberta Lopalco. Nei prossimi giorni (venti quelli a disposizione del sindaco per ritirare le dimissioni), si vedrà se c'è spazio per una diversa soluzione a Palazzo Imperiali, o se si andrà a nuove elezioni amministrative.

La lettera di dimissioni - "Sono note le difficoltà politiche in cui versa l’amministrazione comunale di Francavilla Fontana all’indomani dell’uscita dalla maggioranza dei partiti e dei consiglieri comunali di Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e libertà. Nei giorni seguenti a quella decisione, che ancora oggi considero incomprensibile e irresponsabile date le drammatiche conseguenze politiche a cui essa inevitabilmente sta portando, ho cercato con tutte le mie forze di individuare insieme al mio partito una soluzione che non ponesse fine a un’esperienza di governo tanto attesa e voluta dalla maggioranza dei cittadini francavillesi. Un’esperienza che, nonostante le difficoltà, ha dato già i suoi frutti, e tanti altri ne avrebbe prodotti proprio nell’anno appena iniziato.

Tuttavia, e devo riconoscerlo con grande amarezza, le condizioni politiche per poter serenamente continuare ad amministrare non ci sono più. Francavilla Fontana ha bisogno di stabilità. E per quanto il quadro politico in Consiglio comunale non sia del tutto definito e cristallizzato a sfavore di questa amministrazione, quella stabilità manca. Non intendendo assumermi la responsabilità di governare con una maggioranza risicata, variabile e, come spesso accade in questi casi, ricattabile, ritengo sia meglio lasciare ora e chiedere ai cittadini, col ritorno al voto, se intendano continuare a voltare pagina o tornare indietro.

Per queste ragioni rassegno le mie dimissioni da sindaco di Francavilla Fontana. Perché il lavoro fatto fino ad oggi per non vada vanificato. Perché la rivoluzione gentile non sia soffocata nella culla da chi se ne è proclamato padre. Perché siano, come la mia educazione e formazione politica mi hanno insegnato, sempre e comunque i cittadini a decidere il loro futuro". E con questo commiato, si vedrà se provvisorio, Bruno apre la crisi al Comune di Francavilla Fontana. Alla Provincia, Maurizio Bruno con il Pd ha gli stessi numeri del centrodestra. Fa da ago della Bilancia proprio l'Ncd.

Mario Paiano-2La nota di Rifondazione - Sulle dimissioni di Bruno è intervenuto nella tarda mattinata Mario Paiano, segretario di Rifondazione Comunista a Francavilla Fontana: "Abbiamo appreso delle dimissioni del Sindaco Bruno che ancora una volta addossa le responsabilità della crisi amministrativa su Prc e Sel. Ricordiamo, se ce fosse ancora bisogno, che l'unica condizione posta dal Prc per rimanere in maggioranza è stata il ritiro del bando sul servizio tributi con lo scopo primario di tutelare i quattro lavoratori della Cerin.

Tale condizione è stata posta prima, durante e dopo l'uscita del bando, da ultimo durante la riunione dei segretari e capigruppo tenutasi all'indomani del consiglio comunale del 21 dicembre scorso (durante il quale il voto contrario di un esponente di Ncd ha affossato il nostro ordine del giorno). La posizione intransigente tenuta dal Pd su questo punto fa ben intendere come non ci fosse alcuna intenzione da parte loro di ricucire lo strappo.

Inoltre, se si pensa che l'unica condizione posta da Sel, anche questa disattesa, è stata la richiesta di una smentita ufficiale di eventuali accordi tra il PD e il Ncd, è evidente anche agli occhi di un bambino che la crisi amministrativa sia attribuibile esclusivamente al Pd.  Quindi perché scaricare su di noi le colpe delle proprie dimissioni?

Evidentemente, quando ha deciso di non ricomporre la frattura creatasi nella coalizione di centrosinistra, dialogando con parti del centrodestra e quindi tradendo il patto con gli elettori, il Pd non ha fatto bene i conti, rilevato che ad oggi non è stata ancora trovata una quadra tra il Pd e il Ncd. Almeno per il momento".

La lettera di Roberta Lopalco - Riceviamo e pubblichiamo anche questa lettera dell'assessore all'Urbanistica, già dimissionaria, architetto Roberta Lopalco: "Pur dopo le mie dimissioni, le cui motivazioni credevo fossero chiare, attesi anche i riscontri che si sono susseguiti in questi giorni, ritengo necessario intervenire per offrire precisazioni in merito. Innanzi tutto nessuna preclusione politica sulle scelte che il sindaco è libero di fare, anche in considerazione del ruolo ricoperto dalla sottoscritta più che altro di natura tecnica.

Riconosciuto ciò, si dimentica forse che l’incarico assegnato presupponeva la condivisione delle strategie ed obiettivi in merito alle scelte urbanistiche e di gestione del territorio ben chiare sin dalla presentazione del mio ruolo in pubblico comizio, in occasione del secondo turno delle ultime amministrative. 

Sin da allora infatti erano ben note le posizioni di contrasto ai contenuti del Pug da parte del Ncd, peraltro ribadite anche in recentissimi interventi di esponenti di quella forza politica. Come pure non posso tacere alcuni rilievi e posizioni da me non condivise ma espresse da alcuni esponenti del Pd e presenti nel programma elettorale della coalizione.

Mi preme, in proposito, rammentare ancora di non aver chiesto di far parte dell'esecutivo ad alcuno ma di essere stata chiamata per chiudere un percorso già definito e già noto e non per definirne uno nuovo. Certamente una revisione del Pug era nelle facoltà del sindaco ma non sarebbe stato un atteggiamento coerente da parte mia assecondare tale volontà.

Roberta Lopalco (da Il Controvento)A conferma delle perplessità manifestate al momento della proposta di incarico assessorile, da subito sono emerse le contraddizioni anche da parte di alcuni esponenti della coalizione di maggioranza, che si è cercato di arginare attraverso comunicati che smentivano di volta in volta ciò che invece accadeva in incontri e comunicati pubblici e che non sto qui a ricordare tutti.

Nonostante tutto ho cercato responsabilmente di portare a compimento il percorso che avrebbe quanto meno sbloccato la situazione urbanistica che vive la città ormai da molto tempo. Ricordando a me stessa che il Pug deve sempre rispondere alle esigenze della città e ove queste cambiassero il Pug, per come pensato e strutturato, consente una flessibilità d'intervento, a differenza del Programma di Fabbricazione che per sua natura ad oggi ingessa la città, in assenza di regole certe.

Non ho parlato di pressioni o interessi ma di mancanza di decisioni politico-amministrative coerenti con le strategie poste alla base del Piano, atteso che dopo l'adozione e fino all'approvazione ci saranno comunque della fasi da affrontare evitando stravolgimenti e conseguenti lungaggini.

Oggi il Pug sarebbe pronto per essere adottato e la verifica delle incompatibilità, secondo quanto disposto all'art.78 del D. Lgs. 267/2000, è stata sollecitata con note formali dalla sottoscritta e non da altri. A fronte di tanto mi sono permessa di rilevare quanto meno ritardi e un’inerzia tecnico-amministrativa, diverse volte lamentate per la difficoltà di dare seguito agli atti amministrativi sia in materia urbanistica che ambientale.

Dare seguito ad una delibera del gennaio 2015 solo in data 29 dicembre, in emergenza e a tempo quasi scaduto e nonostante gli insistenti solleciti, non mi pare sia un esempio di efficienza. Le delibere una volta approvate vanno eseguite, così come i solleciti di un assessore meritano una risposta. Spero che questo porti almeno a fare delle riflessioni.

A non parlare di alcune scelte e vicende (alcune conosciute solo per caso) che, proprio in ragione di tale inerzia e ritardi, rischiano di incidere negativamente sugli indirizzi già presenti nel Pug. Quanto sopra è stato più volte rappresentato al sindaco, alla giunta e agli organi burocratici preposti, tanto da essere tacciata di petulanza nei confronti delle figure dirigenziali responsabili.

Per tutta risposta si è continuamente mostrata diffidenza o noncuranza nei confronti della sottoscritta. Che la nave affondi non lo penso, mi pare invece di aver dato l’opportunità di andare avanti secondo schemi probabilmente già stabiliti.

Il logo del PdLa segreteria provinciale del Pd sulle dimissioni - Ecco la posizione della segreteria provinciale del Pd sulle dimissioni da sindaco del suo segretario di federazione: "La crisi politico amministrativa che si è venuta a determinare con le dimissioni del Sindaco Bruno ci inducono ad aprire una riflessione seria rispetto alle prospettive di alleanze politico amministrative che il PD dovrà costruire per rispetto del mandato e delle ambizioni dei cittadini. Quella di Francavilla Fontana è stata una vittoria che senza tanta enfasi, possiamo definire storica in una città che da troppi anni era oppressa dai soliti sistemi e meccanismi di potere che aveva individuato nella destra il loro interlocutore principale. Maurizio Bruno nella sua alleanza ha saputo rappresentare in quella occasione l’elemento di discontinuità e di rottura col passato offrendo ai cittadini una proposta seria e tangibile di governo del cambiamento. Quelle speranze non possono essere interrotte così prematuramente.

In questo breve periodo di governo della città Bruno è stato capace di affrontare i temi ed i nodi più complicati dell’amministrazione pubblica segnando con i fatti quel cambiamento che la città attendeva. Ora dobbiamo constatare con amarezza che una parte di quella maggioranza, quella che simbolicamente si rifà alla così detta sinistra radicale sta dimostrando l’incapacità di misurarsi col governo del cambiamento e vuole evidentemente tornare al ruolo che forse più gli si addice, quella della sterile opposizione. La Segreteria Provinciale del partito democratico di brindisi, in queste ore è impegnata a sostenere tutte le iniziative politiche e istituzionali che il PD di Francavilla Fontana nonché il Sindaco Bruno intendono mettere in atto per consentire che i francavillesi siano governati nella stabilità dal Sindaco che poco tempo fa si sono scelti.  Auspichiamo pertanto che Bruno possa tornare sui suoi passi e che l’avventura amministrativa possa riprendere".

Articolo aggiornato alle ore 18.55

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