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Il vicesindaco Marchionna si dimette: "Prima che il potere cambi me"

Giuseppe Marchionna non è più vice sindaco di Brindisi: "E' arrivato il momento di tornare alla mia attività professionale che è la mia isola felice, nella quale mi rifugio quando diventa imminente il pericolo che il potere cambi me prima che io cambi le cose"

BRINDISI –  Giuseppe Marchionna non è più vice sindaco di Brindisi: “E’ arrivato il momento di tornare alla mia attività professionale che è la mia isola felice, nella quale  mi rifugio quando diventa imminente il pericolo che il potere cambi me prima che io cambi le cose”. Questa mattina attorno alle 11 ha rassegnato le dimissioni nelle mani del primo cittadino, Mimmo Consales, consegnando personalmente una lettera di una pagina, in cui riassume le ragioni della decisione che svela una situazione non idillica all’interno della squadra di governo e nei rapporti tra l’esecutivo e l’apparato burocratico.

Decisione sofferta, sicuramente. Ma a quanto pare non più rinviabile e soprattutto definitiva, al punto da essere inevitabile stando a quelle righe scritte nei giorni scorsi, ma tenute nel cassetto per evitare di creare scompiglio nel periodo della campagna elettorale per le regionali, già di per sé alquanto complicato per il centrosinistra brindisino e per il Partito democratico soprattutto. Tanto più che Marchionna ha sempre avuto un certo feeling con Francesco Renna e poi con Francesco Cannalire.

Ci ha riflettuto e pure parecchio nelle ultime settimane, stando a quanto riferiscono i suoi amici di lunga data, quelli con i quali ha condiviso le gioie e i dolori degli anni in cui lui stesso ha indossato la fascia tricolore diventando sindaco. Ha pensato e ripensato, ma la conclusione è stata sempre la stessa: fine della storia. Capitolo da chiudere, quello all’interno della giunta di Consales, nella quale è arrivato 15 mesi addietro, quando il primo cittadino su richiesta dei partiti della maggioranza di governo, rimescolò le carte. Non per la prima volta, ma per la quarta volta.

Il sindaco Mimmo Consales e il vicesindaco MarchionnaE adesso dovrà farlo per la quinta, alla ricerca di una persona di spessore in grado di raccogliere l’eredità sicuramente non facile lasciata da Marchionna al quale aveva affidato la responsabilità della delega alla Programmazione economica, nella convinzione di dare smalto all’azione amministrativa, anche tenuto conto della necessità di stringere i tempi per arrivare alla ridefinizione urbanistica di Brindisi.

Marchionna accettò di buon grado, per lo meno stando alle cronache di quei giorni che adesso sembrano lontani anni luce se non addirittura cancellati in un colpo solo dal contenuto di quella lettera. Perché l’ormai ex vice sindaco e assessore alla Programmazione, qualche sassolino che dava fastidio nelle scarpe calzate ogni giorno per andare al Comune, se l’è tolto lo stesso senza sparare a zero, senza imbracciare fucili come spesso accade nella politica.

Non è nel suo stile. Ha ponderato bene le parole, ha scelto quelle giuste da spendere con eleganza e al tempo stesso in grado di scuotere e non poco l’amministrazione cittadina, arrivando a confezionare il carico da novanta, esploso nelle mani di Consales, già costretto a fare i conti con i problemi di bilancio e il punto interrogativo sul futuro della delega assegnata a Carmela Lo Martire.

Pesa e fa male la parola “potere” messa nero su bianco sul foglio di carta. Effetto dirompente. Ma cosa significa esattamente? A cosa e soprattutto a chi ha voluto fare riferimento Marchionna? Impossibile provare a strappare una dichiarazione, soprattutto se si tratta di fare nomi, come vorrebbero i giornalisti. Niente da fare. Non cede, nonostante  il patos del momento e forse la voglia di sfogo, perché sicuramente non è stato facile comunicare le ragioni di una scelta, sapendo che a stretto giro ci sarebbe stato un turbinio tra telefonate, messaggi e richieste di incontri.

“Non c’è altro da dire, se non che ho formalizzato la mia decisione”, si limita ad affermare al telefono, appena uscito da Palazzo Nervegna. Si è lasciato alle spalle l’assessorato, il sindaco, i colleghi di giunta e quel potere di cui parla nella missiva. Non ha resistito Marchionna, non poteva andare avanti. Non voleva e non poteva correre il rischio di finire lui stesso vittima di quel “potere” che cambia le cose, le situazioni e quel che è peggio le persone. Voleva e soprattutto vuole restare se stesso. Un libero professionista che probabilmente conserverà la passione per la politica e che seguirà le vicissitudini di palazzo di città da lontano. Molto lontano.

Il sindaco Consales ha ringraziato il suo ormai ex vice "per il lavoro svolto ed ha ottenuto la garanzia da Marchionna di continuare a collaborare con l’amministrazione comunale per il conseguimento dei risultati nei settori in cui lo stesso ha operato con successo nei sedici mesi di impegno amministrativo".

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