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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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“Sindaco litigioso”: opposizioni nel pomeriggio dal prefetto

OSTUNI - Lo avevano annunciato. “Prima di rimettere piede in Consiglio comunale vogliamo garanzie da parte del Prefetto, sul rispetto del nostro ruolo tra i banchi dell’assemblea”. Richiesta accolta. Alle 17 di oggi pomeriggio, infatti, il Prefetto di Brindisi, Nicola Prete, incontrerà una delegazione dei gruppi della minoranza, per ascoltare le loro ragioni in merito alle frizioni venutesi a creare durante l’ultima seduta consiliare e che avevano spinto gli stessi rappresentanti dell’opposizione ad abbandonare l’aula, in segno di protesta e solidarietà con il capogruppo della Sinistra alternativa, Salvatore De Stradis, protagonista di un alterco con il primo cittadino, Domenico Tanzarella, che, stando alle lagnanze della minoranza, nel corso dei lavori dell’Assise avrebbe attaccato duramente il consigliere dell’opposizione.

OSTUNI - Lo avevano annunciato. "Prima di rimettere piede in Consiglio comunale vogliamo garanzie da parte del prefetto, sul rispetto del nostro ruolo tra i banchi dell'assemblea". Richiesta accolta. Alle 17 di oggi pomeriggio, infatti, il prefetto di Brindisi, Nicola Prete, incontrerà una delegazione dei gruppi della minoranza, per ascoltare le loro ragioni in merito alle frizioni venutesi a creare durante l'ultima seduta consiliare e che avevano spinto gli stessi rappresentanti dell'opposizione ad abbandonare l'aula, in segno di protesta e solidarietà con il capogruppo della Sinistra alternativa, Salvatore De Stradis, protagonista di un alterco con il primo cittadino, Domenico Tanzarella, che, stando alle lagnanze della minoranza, nel corso dei lavori dell'Assise avrebbe attaccato duramente il consigliere dell'opposizione.

Ad innescare il violento diverbio, una interrogazione presentata dal rappresentante della Sinistra alternativa in merito all'opportunità che il Comune continuasse ad affidare la gestione dei parcheggi con ticket alla società Sis, i cui dirigenti furono travolti nella primavera scorsa da un'inchiesta giudiziaria legata alla gestione degli appalti in altre realtà comunali. Una bufera che portò a decapitare i vertici aziendali, indagati per turbativa d'asta e corruzione.

"La risposta del sindaco non mi ha convinto e mi sono limitato ad esprimere nel merito la mia opinione e le mie riserve. Ciò è stato sufficiente a scatenare la reazione scomposta del primo cittadino", accusava De Stradis, confortato dai colleghi della minoranza. Da qui la decisione del fronte dell'opposizione di coinvolgere il Prefetto, al fine di sollecitare un suo formale intervento, a garanzia del regolare svolgimento del dibattito consiliare. "O il Primo cittadino torna ad assumere, nel rapporto con la minoranza, toni consoni alla sua carica istituzionale oppure ci rifiuteremo di partecipare alle prossime sedute consiliari". Questa la linea annunciata dalla minoranza.

"Non è la prima volta - commenta Antonio Galizia (Pdl) - che assistiamo a simili aggressioni verbali. Atteggiamenti che non consentono ai consiglieri di svolgere serenamente le funzioni istituzionali per le quali sono stati democraticamente eletti. Non è ammissibile che chiunque intervenga ai lavori consiliari, con il proposito di sollevare dubbi e perplessità sulla gestione amministrativa, debba temere ogni volta di ricevere dal sindaco non repliche ma violente reazioni verbali ed offese". Sotto accusa, per le opposizioni, anche il presidente del Consiglio comunale, Angelo Melpignano: "Dovrebbe garantire il civile e regolare confronto, viceversa mostra in tali circostanze la sua debolezza e la sua subordinazione alla maggioranza e al sindaco".

Ma Tanzarella non ci sta e ribadisce: "Il rispetto che si chiede dev'essere reciproco. Su ogni argomento l'opposizione parte pervicacemente con la presunzione di illegittimità e illegalità da parte della Giunta, che viceversa opera nella massima trasparenza, con quotidiano impegno e sacrificio". Secca anche la replica dei consiglieri della maggioranza: "Opposizioni dal prefetto per dire cosa? Che il sindaco ha un caratteraccio? Bella scoperta. Non scherziamo. La verità è che le regole democratiche sono sempre state rispettate in Consiglio. Quanto alle offese, la minoranza faccia anche autocritica", commenta Cosimo Moro (capogruppo del Partito socialista).

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