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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Su Consales il gup decide a giugno. Il paradosso: il Comune non sarà parte civile, ha scelto il sindaco

L'udienza preliminare si celebrerà tra poco più di due mesi: sarà il gup Maurizio Saso a decidere il 10 giugno prossimo se rinviare a giudizio o meno il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e altre cinque persone che in concorso con il primo cittadino rispondono a vario titolo di abuso d'ufficio, truffa e concussione.

BRINDISI - L’udienza preliminare si celebrerà tra poco più di due mesi: sarà il gup Maurizio Saso a decidere il 10 giugno prossimo se rinviare a giudizio o meno il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, e altre cinque persone che in concorso con il primo cittadino rispondono a vario titolo di abuso d’ufficio, truffa e concussione. E toccherà sempre allo stesso gup, Maurizio Saso, esprimersi sulle costituzioni di parte civile, qualora dovessero essere sollevate delle questioni da parte delle difese. Ad ogni modo sembra proprio, dalle dichiarazioni che nelle scorse ore il sindaco ha rilasciato alla stampa, che il Comune, indicato dalla procura come parte offesa, non sarà in aula a chiedere di entrare nel processo per rivendicare il risarcimento del danno eventualmente subito.

Il pm Giuseppe De NozzaIn sede di udienza preliminare il sindaco, così come gli altri cinque imputati, avrebbe facoltà di chiedere di essere giudicato con rito abbreviato o addirittura di patteggiare. Quasi certamente non lo farà. Il suo avvocato, Massimo Manfreda, è lo stesso che ha assistito l’ex sindaco di Brindisi, Giovanni Antonino, uomo politico dalle mille vicissitudini giudiziarie che optò nella gran parte dei casi di uscire dalle inchieste in cui era coinvolto con l’applicazione della pena concordata fra accusa e difesa. Non c’era però, allora, la legge Severino. Non incombeva sugli amministratori la sicurezza di una sospensione in caso di condanna in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione. Se anche Consales è convinto di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati, a partire dall’affidamento del servizio di rassegna stampa e comunicazione istituzionale alla News Sas, è scelta strategica e scontata quella di allungare i tempi il più possibile. La consiliatura termina nel 2017. Il giudizio non avrebbe avvio prima dell’autunno 2014. E si sa, i tempi della giustizia non sono poi così rapidi.

Ribadiamo chi sono gli imputati e qual è l’accusa formulata dai pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani che hanno chiesto il rinvio a giudizio del sindaco, del suo socio storico, del nipote di quest’ultimo, di due dirigenti comunali e dell’ex direttore dell’agenzia di Brindisi di Equitalia, a conclusione di un inchiesta affatto semplice, per cui è stato necessario analizzare una ingente mole di documenti, condotta dai poliziotti della Digos diretti dal vicequestore Vincenzo Zingaro.

Innanzitutto gli imputati sono: Cosimo Consales, il sindaco di Brindisi, classe '59, difeso dall'avvocato Massimo Manfreda; Angelo Roma, dirigente dell'ufficio di gabinetto, classe '57 di Ostuni, difeso dall'omonimo avvocato Angelo Roma; Alessio Vincitorio, 38 anni, di Brindisi, new entry nella News Sas, difeso dall'avvocato Cosimo Pagliara; Sabino Porro, 56 anni, residente a Durres in Albania, difeso dall'avvocato Carmelo Molfetta, socio storico di Consales nella News; Tommaso Gagliani, di Latiano, dirigente dei Servizi finanziari, 62 anni, difeso dall'avvocato Giancarlo Camassa; Giuseppe Puzzovio, ex direttore dell'agenzia di Brindisi di Equitalia, 68 anni, residente a Bari, difeso dall'avvocato Pio Tommaso Caputo.

Quindi le contestazioni: si rileva un conflitto di interessi di circa 800mila euro, tra società e questioni private. La somma in questione sarebbe l’ammontare del debito della società di comunicazione appaltatrice del Comune, News Sas, amministrata dal sindaco fino al 2012. Secondo i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani, la News Sas, sarebbe però stata di fatto riconducibile a Consales, giornalista, anche in epoca successiva.

Savina ToscaniConsales risponde di truffa e di abuso d’ufficio, in concorso con, Sabino Porro, il suo socio storico nella News Sas, le cui quote il primo cittadino ha lasciato nel maggio 2012, con Alessio Vincitorio, attuale amministratore della società e con il dirigente dell’ufficio di gabinetto del Comune Angelo Roma per aver “sottaciuto” la condizione debitoria per circa 428mila euro di cui 385mila di debiti tributari e verso istituti previdenziali della società e per averle affidato, in regime di proroga, il servizio di rassegna stampa e comunicazione istituzionale del Comune. Inoltre Consales avrebbe continuato a utilizzare, anche dopo la cessione delle sue quote, l’auto (una Ford Kuga) e i telefoni aziendali.

Il primo cittadino, poi, in concorso con i due dirigenti comunali, Angelo Roma e Tommaso Gagliani (Servizi finanziari), difeso dall’avvocato Giancarlo Camassa, avrebbe commesso irregolarità per affidare alla società Motumus l’organizzazione dell’evento Culturamiamo Brindisi creativa 2012, ovvero il cartellone di iniziative estive e natalizie. Lo stanziamento previsto è di circa 153.000 euro sulla cui rendicontazione, pure, sono state rilevate anomalie.

In concorso con Giuseppe Puzzovio, ex direttore dell’agenzia di Brindisi, Consales risponde di concussione e di abuso d’ufficio. I dipendenti di Equitalia sarebbero stati costretti ad accettare in contanti il pagamento a rate di una somma complessiva pari a 315mila euro, debito personale del sindaco. Puzzovio avrebbe inoltre messo a disposizione di Consales il proprio conto corrente per l’emissione di un assegno circolare di 4.500 necessario al pagamento di una delle rate pattuite.

Altra strada segue l’inchiesta per riciclaggio, ricettazione e abuso d’ufficio, che coinvolge il sindaco insieme all’ex responsabile dello staff, Cosimo Saracino, al commercialista di Lecce, Massimo Vergara e al patron della Nubile, Luca Screti. Sull’affaire Nubile si scava ancora. Anche sui conti personali del primo cittadino e sul suo conflitto di interessi, nei diversi aspetti che lo caratterizzano. Sui debiti privati, sui debiti in termini di imposte e tributi, sui debiti con l’Ente comunale.Un solo spicchio dell’attività d’indagine può ritenersi ormai chiaro e definito, secondo l’accusa, tanto da reggere a processo.

Sulla parte ritenuta ormai “assodata” in tutti i suoi aspetti si esprimerà un giudice terzo, valutando se sia il caso di disporre un approfondimento dibattimentale. Sul resto c’è ancora da lavorare. Il primo cittadino non intende dimettersi, il Pd prenderà una posizione in queste ore. Il Comune che, val la pena di sottolinearlo, è un ente pubblico e rappresenta la collettività e si occupa dei suoi denari, non sarà parte civile perché il sindaco non lo ritiene, proprio perché il capo dell'esecutivo è certo di non aver procurato alcun danno alla Città (che deve fidarsi). La costituzione di parte civile è un atto politico e non dirigenziale. E’ la giunta a decidere. Ci vuole qualcuno però, che avanzi la proposta. Consales avrebbe l’obbligo di astenersi, qualora si dovesse convocare una giunta ad hoc, ma ha già espresso la propria opinione. Senz’altro condivisa dalla sua squadra. Brindisi la pensa allo stesso modo? Così facendo, in caso di condanna, il Comune resterebbe “danneggiato” e non risarcito. Cornuto e mazziato. A quel punto sì, ma sono scenari futuri su cui è prematuro fare valutazioni, potrebbe tornare ad occuparsi della faccenda la Corte dei conti. Esattamente come fu per Antonino.

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