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Versalis, Rossi: "Pronto a ricorrere al Tar se ministero rilascerà l'Aia"

Sindaco contrario alle conclusioni della conferenza dei servizi svoltasi a dicembre: "Va prevista una rete di monitoraggio dell'aria"

BRINDISI – Ricorso al Tar in caso di rinnovo dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) a Eni Versalis, senza l’inclusione di una serie di misure a tutela dell’ambiente e della salute. Il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, si è detto pronto a portare in tribunale il ministero dell’Ambiente. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa in cui ha manifestato il suo disappunto per l’esito della conferenza dei servizi che si è svolta lo scorso 18 dicembre. Il primo cittadino, affiancato dall’assessore all’Ambiente Roberta Lopalco e dal dirigente del settore Ambiente e Igiene Urbana, Francesco Corvace, ha convocato la stampa a cinque giorni dalla nuova accensione delle torce del petrolchimico che lo scorso 28 gennaio è stata causata da un'interruzione di fornitura di energia elettrica dovuta a un guasto sulle attività della centrale Enipower.

La questione Eni Versalis torna di attualità dopo l’ordinanza sindacale di blocco dell’impianto firmata nel maggio 2020 dal primo cittadino, sempre a seguito del blocco del cracking. Quel provvedimento venne ritirato dopo una serie di impegni assunti dalla società nell’ambito di un tavolo che riunì le istituzioni del territorio e l’Arpa. In quella sede si decise di migliorare il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria attraverso la realizzazione di una rete di centraline sia all’interno che sul perimetro dello stabilimento. Il sindaco si aspettava che tale misura fosse inserita nell’Aia discussa lo scorso 1 dicembre, sulla scorta anche di un incontro avvenuto tre mesi prima, ma le cose non sono andate così.

“L’elemento più imbarazzante – dichiara Rossi – è che nel verbale sulla conferenza dei servizi rilasciato il 18 gennaio, si dicono alcune cose, ma non si è conseguenti”. Il sindaco fa riferimento all’intervento del rappresentante unico delle Autorità statali, che nel corso della conferenza dei servizi, da quanto emerge dal verbale, rimarcò come a Brindisi la situazione ambientale fosse delicata, sulla base anche dei dati riportati dallo studio epidemiologico “Forastiere” del 2017. Il rappresentante statale parlò anche della necessità di tener conto “del contesto e dell’effetto cumulativo, cioè della presenza di tutte le Aia della zona industriale di Brindisi (non solo quella di Eni Versalis, ndr) in vista di un approccio che si intende svolgere nel prossimo futuro”, spiega Rossi. Ed è proprio questo il nodo. “Il ragionamento del rappresentante lo condivido in pieno – afferma Rossi - ma non ci si può sentir dire che varrà dalle prossime Aia”.

Al sindaco non va già che si sia deciso di prevedere il miglioramento del controllo del processo produttivo e la realizzazione di una rete di centraline, solo tramite un protocollo successivo all’Aia, da completare entro sei mesi. “Noi chiediamo che queste considerazioni – afferma Rossi -  debbano diventare parti integranti delle Aia”. Per questo sia l’amministrazione comunale di Brindisi che la Regione Puglia hanno espresso pareri (non vincolanti) sfavorevoli, che potrebbero non intaccare il parere “prevalentemente favorevole” espresso dalla conferenza dei servizi. “Se il ministro dovesse firmare un decreto favorevole a questa autorizzazione – afferma Rossi – noi riconfermeremo il parere negativo e ricorreremo al Tar. Una situazione di questo tipo è vergognosa. Siamo nel 2021 e noi dobbiamo ricorrere al Tar di fronte a uno Stato che pensa che qui si possa fare ciò che si vuole. Questo è inammissibile. Cercheremo di contattare il ministro, che si dovrà assumere la responsabilità di approvare questo decreto".

Il sindaco rimarca che non vi è alcun accanimento nei confronti di Versalis, i cui rappresentanti ieri hanno incontrato l’amministrazione comunal. Il suo ragionamento vale infatti per tutte le aziende del petrolchimico e anche per quelle che si trovano all’esterno dello stabilimento. Il primo cittadino, anzi, ha accolto con favore i “notevoli investimenti fatti dalle aziende del petrolchimico per adeguare la rete elettrica che dovrebbe rendere più stabile l’impianto”. Nei mesi scorsi è stato inoltre preso l’impegno di realizzare delle torce a terra al posto delle attuali torce che svettano sullo skyline brindisino. Ma tutto questo “presuppone comunque – chiarisce il sindaco – un’attività rigorosa di monitoraggio e controllo”. 

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