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Giunta pronta a Carovigno. Matarrelli: "Non farò l'assessore a Mesagne"

Giro di consultazioni tra i partiti delle coalizioni vincenti alle comunali in vista degli assetti per le gunte, partendo da un punto fermo: cinque assessori, uno dei quali in "rosa", per effetto delle disposizioni di legge. Tutto il resto è a discrezione dei sindaci eletti e degli accordi interni

BRINDISI – Giro di consultazioni tra i partiti delle coalizioni vincenti alle comunali in vista degli assetti per le gunte, partendo da un punto fermo: cinque assessori, uno dei quali in “rosa”, per effetto delle disposizioni di legge. Tutto il resto è a discrezione dei sindaci eletti e degli accordi interni, a partire dall’ingresso nelle squadre di governo cittadino di “esterni”, vale a dire non eletti in consiglio e neppure eletti.

Carovigno. Il più veloce di tutti sul fronte della composizione della giunta,  è il primo cittadino di Carovigno, Carmine Brandi, che sarà proclamato eletto nel pomeriggio di oggi (18 giugno) e ha già le idee chiare, tanto è vero che i nomi dei suoi assessori sono stati resi noti già in occasione del primo comizio da “sindaco”, subito dopo la chiusura delle operazioni di scrutinio, da cui è emerso il 56,53 per cento dei consensi, risultato di una coalizione di centrodestra, che vede assieme Forza Italia e Oltre con Fitto (caso insolito, visto quel che è avvenuto), Fratelli d’Italia e poi la lista Carovigno Duemilaventi, Movimento politico Schittulli e persino quelli della Lega di Noi Con Salvini.

Nell’esecutivo entrano: Gerardo Natola, commercialista, assessore esterno, come vice sindaco e titolare della delega al Bilancio; Mara Brandi, architetto, (nessuna parentela con il sindaco a dispetto del cognome), esterna anche lei, probabilmente in corsa per l’Urbanistica; Pietro Laghezza della lista Carovigno 2020, organizzatore di eventi, proiettato alle Attività produttive; Mara Petrosillo di Forza Italia, consuler ed Enzo Vacca del Movimento politico per Schittulli.

“Avremo una squadra giovane che lavorerà in sinergia”, dice Brandi. “Ho chiesto la disponibilità per almeno quattro ore al giorno in Comune. Partiremo dalla riorganizzazione dell’Urbanistica con l’obiettivo di riprendere il discorso sul Pug, rimasto congelato con la giunta di Mimmo Mele e dare velocità alle pratiche in giacenza”.

Oria. Sarà proclamato oggi pomeriggio anche Cosimo Ferretti, sindaco di Oria praticamente per una manciata di voti: 50,80 per cento al ballottaggio, con il sostegno di Uniti con Ferretti sindaco, Identità e coesione, Forza Italia, Unione di centro e Fratelli d’Italia. Vorrebbe trattenere per sé la delega all’Ambiente che viaggia di pari passo con la gestione dei rifiuti, dal momento che si è occupato della materia quando era presidente dell’Ato, l’Ambito territoriale ottimale. A conferma del “desiderata” c’è già in agenda un incontro con i funzionari dell’organismo deputato al ciclo dei rifiuti.

Le altre deleghe sono sul tavolo e sono assolutamente libere nel senso che non sono in alcun modo legate ai consiglieri più suffragati: “Il principio secondo cui gli assessori vanno nominati partendo dagli eletti non trova alcun tipo di accoglimento”, dice il neo sindaco. “Su questo punto c’è stato l’accordo di tutte le forze politiche”.

Latiano. Fresco di cerimonia di proclamazione, è il primo cittadino di Latiano, Cosimo Maiorano, eletto al secondo turno con il 56,97 per cento, con una coalizione espressione di liste civiche: Insieme con Maiorano, Noi ci siamo Latiano, Ecopacifisti a sinistra e Bene in Comune. Non essendoci i tradizionali partiti, il sindaco ha nei fatti maggiore libertà nella composizione della Giunta, ma di deleghe da trattenere e da assegnare e soprattutto di nomi se ne parlerà per la prima volta in serata. Pare certo, in ogni caso, l’inserimento di un esterno fra i cinque assessori.

San Vito dei Normanni. Nessun “tecnico”, invece, nella Giunta che nascerà sotto la guida di Domenico Conte, sindaco di San Vito dei Normanni, proclamato nel pomeriggio di ieri, e due donne in Giunta: il nuovo corso del centrosinistra vede in testa il Pd con il sostegno delle liste civiche Con Te”, tenuta a battesimo partendo dal nome del primo cittadino, Noi a sinistra per la Puglia e San Vito cambia verso.

Conte, vice dirigente della Squadra Mobile, in aspettativa, guida la città dopo venti anni di amministrazione firmata dal centrodestra, partirà a breve con l’impegno del sindaco in prima persona sul fronte della legalità, della sicurezza e dell’ordine pubblico, deleghe che saranno trattenute dal Capo dell’Amministrazione, probabilmente in abbinamento alla Polizia municipale.

Mesagne. Punto interrogativo sulla proclamazione di Pompeo Molfetta a sindaco di Mesagne: sino ad oggi non è arrivata alcuna comunicazione dall’Ufficio centrale elettorale. Nonostante questo si è scatenato il toto assessore e fra i nomi più ricorrenti è spuntato quello del deputato ex Sel, Antonio Matarelli, co-autore della vittoria di Molfetta che l’ha spuntata al ballottaggio su Francesco Mingolla, ex presidente della Provincia, sostenuto dal Pd: 57,55 per cento per Molfetta con i voti raccolti dalla lista civica che porta il suo nome, più La mia città, più la civica composta da Vizzino (senior), al servizio dei cittadini e ancora Mesagne al centro, Mesagne futura e Mesagne domani, contro il 42,55 dell’altro ottenuto dalla coalizione che al traino del Partito democratico vedeva insieme la lista civica Io ci credo, Mesagne Democratica, la federazione dei verdi.

“Sono stato della partita e sono contento del risultato ottenuto perché Mesagne merita un sindaco di spessore, politico, professionale e umano come Molfetta. Ma io mi fermo qui”, dice il parlamentare per mettere a tacere le voci che circolano. “Il sindaco ha piena autonomia di decidere per la Giunta e lo dico tante e tante volte”. Eppure chissà perché a Mesagne sostengono che proprio Matarrelli sia a un passo dall’ingresso dell’esecutivo: “Non è vero. Non ho chiesto niente e soprattutto non mi interessa entrare in Giunta. Ripeto Molfetta è l’unico titolare a decidere, non ci sono condizionamenti di sorta da parte di nessuno”.

Bisognerà aspettare, quindi, per sapere come andranno davvero le cose. Anche perché Matarrelli aggiunge altro: “Se escluso di entrare in Giunta, non posso dire lo stesso sulla permanenza in Consiglio”. Cosa vuol dire? Che non esclude e neppure conferma di restare in Municipio, alternativa che interessa al primo dei non eletti della lista di Matarrelli, Roberto D’Annona. Blindatissimo il sindaco: “Taccio completamente”, si limita a dire. E aspetta di indossare a pieno titolo di Tricolore. Una ferita per il Pd.

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