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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

"Io sono Giorgia"? No: "Io sono Antonio". Analisi del voto alle europee nel Brindisino

I dati in provincia: Antonio Decaro, il più votato, traina il Partito Democratico e stacca di oltre sei mila preferenze la presidente del Consiglio Meloni. Lega male, nonostante la "visita" di Matteo Salvini a Brindisi: nel 2019 il leader del Carroccio era sulla cresta dell'onda

BRINDISI - Va bene, il primo partito, anche nel Brindisino, è l'astensionismo. Al voto sabato e domenica sono andati 127.657 elettori (il 39,54 per cento) su 322.820 votanti. Al netto di questo dato, sui cui deve riflettere la politica di ogni ordine e grado, si segnala che i brindisini hanno preferito un candidato originario di Bari, Antonio Decaro, forte delle sue 23.854 preferenze. Tanto per intenderci, Meloni Giorgia detta "Giorgia" ne ha raccolte in provincia 17.110. Ovviamente era una candidatura di bandiera, non avrebbe mai lasciato lo scranno di Palazzo Chigi per andare a Strasburgo. Chi volerà sicuramente lì, unica esponente politica del territorio, è l'ex parlamentare Cinque Stelle e presidente del Consiglio comunale di Ostuni Valentina Palmisano (6.414 preferenze). Per tentare una prima analisi, potrebbe essere utile un rapporto non solo con le ultime elezioni europee (2019), ma anche con quelle politiche di due anni fa, anche se il sistema elettorale non aiuta.

"Iì sò Andonie", il traino del Pd

Gli anglosassoni la chiamerebbero "character assassination". Non è bastata. Antonio Decaro, sindaco uscente di Bari, in Puglia ha raccolto 351.853, portando il suo Pd al 33,57 per cento. Nel Brindisino ha raccolto 23.854 voti e nel capoluogo 3.801. Il Partito Democratico è il primo partito in Puglia e a Brindisi, ma non in provincia, dove si ferma al 27,06, a un punto e spicci dal primo, Fratelli d'Italia. Le inchieste giudiziarie (in cui l'ex sindaco non è in realtà direttamente coinvolto), lo stop alle primarie in città e la gaffe di Emiliano non hanno convinto gli elettori, che hanno dedicato a Decaro numeri impressionanti: nella circoscrizione Sud ha raccolto 495.774 voti. E il paragone con i numeri di Giorgia Meloni in questa provincia provano quanto la figura di Decaro sia politicamente "positiva" per gli elettori. Un ultimo dato: tra i candidati alle europee non c'era nessun politico espressione diretta del territorio, si spiega anche con questo dettaglio parte del successo di Antonio Decaro.

Giorgia Meloni (foto sito ufficiale presidenza consiglio ministri)

FdI primo partito, grazie a Meloni

Nel 2022 Fratelli d'Italia ottenne il 22,90 per cento nel Brindisino, ma non andò oltre il 17,47 nel capoluogo. Il voto effimero nei confronti di Giorgia Meloni ha questi dati: 17.110 preferenze in provincia, 3.107 a Brindisi città. Nel primo caso è il partito più votato, nel secondo arriva - si perdoni il gioco di parole - secondo, dietro al Partito Democratico. Sono dati sostanzialmente analoghi a quelli delle elezioni politiche del 2022. Un bel passo avanti rispetto al 2019, quando, sempre alle europee, Giorgia Meloni arrivò seconda nel suo partito con 3.876 voti nel Brindisino, dietro Raffaele Fitto. Al netto della popolare leader e presidente del Consiglio, forse nel Brindisino - come in realtà nel resto d'Italia - mancano figure di contorno "forti" e capaci di attrarre gli elettori, per poter fare ancora un balzo. Essere però primo partito nel Brindisino è sicuramente un dato importante e positivo per FdI, dopo due anni di governo. Detto ciò, FdI rimane il primo partito in Italia, soprattutto grazie alla sua leader.

Matteo Salvini

Il generale e il capitano

Sono invece lontane le elezioni del 2019, quando il solo Matteo Salvini, nella circoscrizione Sud inanellò 357.444 preferenze, oltre 11 mila nel Brindisino. Poi, la richiesta di "pieni poteri", l'estate del Papeete, praticamente un harakiri. Provò ad archiviare Giuseppe Conte, mandò in soffitta se stesso. E il suo partito. Nel 2022 in Puglia il Carroccio si attestò intorno a un modestissimo 5 per cento, che nel Brindisino saliva al 6,95. Cinque per cento e spicci nel capoluogo. Eppure Salvini ci ha provato. Soffre la competizione con Meloni, ma ci ha comunque provato a ritrovare gli antichi (mica tanto) fasti. In provincia ha raccolto 7.811 preferenze, il 6,54 per cento, lontano dall'11 e passa per centro di Forza Italia. Il partito che fu di Silvio Berlusconi ha raccolto 13.787 preferenze, grazie anche all'ottima performance di Laura De Mola (7.318 voti). Ci ha provato, ma non ci è riuscito. Non è servita qui la candidatura del generale Roberto Vannacci (1.898 preferenze nel Brindisino, ma oltre 500 mila in cinque circoscrizioni). E non è servita la visita di Salvini a Brindisi a poche giorni dalle elezioni, visita condita da tanti dubbi e altrettante polemiche.

On. Valentina Palmisano (M5S) 2022-2

M5S e l'unica brindisina a Strasburgo

E i Cinque Stelle? La nota positiva, nel Brindisino, si chiama Valentina Palmisano. La provincia di Brindisi torna ad avere una rappresentante a Strasburgo. Qui il dato è nettamente migliore rispetto al resto d'Italia (18.592 voti, pari al 15,57 per cento). Tanto per fare un paragone con le europee del 2019: all'epoca, in questa provincia, Mario Furore raccolse 1.633 preferenze. Oggi Palmisano può contare su 6.414 voti. Che diventano 43.371 in tutta la circoscrizione Sud, facendo dell'avvocata ostunese la seconda candidata più votata, alle spalle di Pasquale Tridico, per quanto riguarda i pentastellati. A proposito, il Movimento 5 Stelle, solo due anni fa, durante le politiche, era il primo partito in Puglia (27,9 per cento), in provincia di Brindisi (29,35 per cento) e nella città di Brindisi, dove è andato oltre il 35. Dopotutto, ogni volta che Giuseppe Conte viene a Brindisi, è un bagno di folla assicurato. Eppure il voto nazionale dà da riflettere proprio all'ex presidente del Consiglio.

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