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Un momento della conferenza stampa di Luperti

Un momento della conferenza stampa di Luperti

“Sono un Luperti, non un capo clan: sarei stato il più eletto. Peccato, lo devo a mia moglie”

L’ex assessore si commuove: “Vigilerò su Pug e rifiuti, ci sono interessi forti. Non sono proprietario di 30 ettari sulla costa”

BRINDISI – “E’ vero che sono un Luperti, ma non un capo clan, dentro o fuori alla Multiservizi: mio padre è morto 18 anni fa e sono orgoglioso di quello che mi ha insegnato e del fatto che mai mi hanno indagato per aver preso un pacchetto di soldi. Ma credo sia opportuno che adesso io faccia un passo di lato: lo devo a mia moglie che ha diritto alla tranquillità familiare e alla coalizione per non mettere in imbarazzo nessuno. Adesso vigilerò dall’esterno contro gli interessi, forti sul Pug e rifiuti. Perché ci sono eccome, altro che Luperti proprietario di 30 ettari sulla costa”.

La decisione

MULTISERVIZI SEDE-2Una volta deciso di restare fuori dalla competizione elettorale, 2018, Pasquale Luperti, a tratti anche commosso e costretto a indossare gli occhiali da sole per nascondere le lacrime, ha spiegato pubblicamente le ragioni alla base del suo “passo di lato e non indietro”, dopo aver subito la perquisizione nell’inchiesta sulla Multiservizi e sulla presunta concussione elettorale, contestata al suo amico Daniele Pietanza e a Carlo Zuccaro, entrambi dipendenti Multiservizi. Lo ha fatto in mattinata nella sede del movimento Brindisi Popolare, risultato dell’intesa tra Alternativa Popolare e Coerenti per Brindisi, quest’ultimo movimento tenuto a battesimo dallo stesso Luperti dopo l’addio a Impegno sociale. Perché proprio qui e non altrove, visto che Luperti, non vuole creare problemi a nessuno? Risposta: “Perché è un movimento in cui credo molto. Penso che questa lista sarebbe stata la prima della coalizione con Roberto Cavalera sindaco, come fu per Impegno sociale e prima ancora per il Pd. Tutte le volte c’ero come candidato al Consiglio comunale, ma stavolta non posso esserci: vorrei, ma non si può e per me è un peccato perché sarei stato di nuovo il più suffragato”. Per la serie, viva la sincerità nel consegnare la sua personale ambizione. Stoppata dall’azione della magistratura.

Le inchieste già dal 2012

“In verità io sono sotto la lente della Procura già dal 2012”, ammette. “Non lo sa nessuno, neppure il mio fraterno amico, l’ex sindaco Mimmo Consales”, ha detto. Consales era presente alla conferenza stampa in veste di giornalista. C'erano anche l’ex amministratore unico della Multiservizi, Francesco Trane, e alcuni candidati della lista nonché sostenitori. Presenti alcuni familiari, come la madre e lo zio Marco Giustizieri: “Non è giusto però che non ti candidi”, gli ha detto. Sul finire, si è visto Ermanno Pierri, ex assessore della Giunta Antonino, figlio del coordinatore cittadino di Area Popolare, Teodoro. L’inchiesta di sei anni fa, si riferisce a una presunta truffa in ambito privato, con avviso di proroga notificato a lui più due persone. “Non se n’è saputo più niente, ma non attiene ad elezioni o al Comune”.

Adesso è diverso. Il discorso è cambiato. “Onestamente sono sotto inchiesta per aver fatto politica e se sono delinquente per un topo morto o un albero caduto, non lo so”, ha detto. “Sono mortificato per il mio pediatra, Priore, e per la signora Tramonte che neppure conosco, entrambi indagati. Così come per l’avvocato Trane, il quale non è mio uomo: dopo una battuta di pesca con Silvestre chiesero se volessi cannoli e lutrini. Dissi di no. E’ stato considerato un gesto di sudditanza quel secchio di pesce”.

L'audio su Whatsapp

Daniele Pietanza-2“Quell’audio su Whatsapp (oggetto dell’inchiesta, ndr) l’ho sentito e l’ho avuto pure io, ma non ci sono minacce per avere voti. Credo che Pietanza chiarirà tutto dinanzi al gip”. Luperti potrebbe chiedere di essere ascoltato dal pm Giuseppe De Nozza, secondo il quale Multiservizi era diventata il suo “serbatoio elettorale” tramite Pietanza.  “La verità è che io ho una colpa: ho instaurato in questi anni rapporti umani con molte persone. Continuo ad avere fiducia nella magistratura, resto convinto che la legge sia uguale per tutti, ma permettetemi di dire di essere orgoglioso di essere finito negli esposti fatti da Sandro Trane; dal mio ex compagno di banco in Consiglio, Francesco Cannalire; e pure dalla figlia dell’ex capo dei Lavori pubblici del Comune”.

Michele Emiliano

“Di conseguenza, ha ragione Michele Emiliano: sono un Luperti sino in fondo, perché è difficile piegarmi. A lui, al governatore, ho pensato quando iniziai a far i selfie elettorali: volevo dirgli che c’era gente che ci metteva la faccia per sostenere me. Io poi presentai denuncia per diffamazione nei suoi confronti, ma non so che fine ha fatto. In ogni caso, non sono mai finito nella lista degli impresentabili della presidente della Commissione parlamentare antimafia e di questo sono orgoglioso. Così come sono orgoglioso di non aver trovato un posto di lavoro a mia moglie. E’ per lei che ho deciso di non ricandidarmi: non può  subire le conseguenze di colpe che non ha”, ha detto. "E che non ho".

“Ma sia chiaro, non è che sparisco: io vigilerò, continuerò a rompere perché a Brindisi ci sono due interessi importantissimi, il Pug, il piano urbanistico generale, di cui tutti parlano, e farà certamente comodo avere 32 consiglieri che non conoscono la differenza tra delibera e determina, e i rifiuti argomento del quale parlano bene e razzolano male. Che non mi si venga a dire che io, poi, riesca a gestire il Consiglio comunale da fuori, con la forza del pensiero. In ogni caso mi auguro che la magistratura faccia attenzione ai candidati e ai non candidati”.

Gli occhi lucidi

Pausa, beve un bicchiere d’acqua e si mette gli occhiali da sole. La voce diventa tremante e gli occhi ludici: “Voi giornalisti, continuate a raccontare  la verità che Brindisi ne ha bisogno. E a proposito, non è vero che Luperti e la famiglia sono proprietari di 30 ettari lungo la costa come dicono alcuni. Quanto a Goggi, penso sia difficile che torni a occuparsi del Pug, visto l’atto di costituzione stilato dall’avvocato Canepa del Comune. In ogni caso, ribadisco: non mi candido”. E scatta l’applauso. Per alcuni, conferenza stampa a tratti melodrammatica. 

I casi Tanzarella e Almiento

Ad inizio della conferenza stampa, Luperti ha contestato Domenico Tanzarella, definito come “presidente abusivo della Provincia”: “Ho scritto al prefetto e la prefettura mia ha risposto che si tratta vicenda complessa per cui è stata inoltrata istanza di chiarimenti al Ministero dell’Interno”. Secondo Luperti non è ammissibile che Tanzarella, presidente facente funzioni, dopo la caduta di Maurizio Bruno, resti alla guida dell’Ente, impegnato nella gestione della Santa Teresa. “Ho anche presentato diffida”. Non solo. Luperti ha anche contestato la riconferma di Rosario Almiento alla Stp: “C’è stata, secondo me, una spartizione elettorale tra Fi, Pd e lo stesso Tanzarella, e mi spiace che abbia partecipato anche un uomo di Stato come il commissario prefettizio. Come vedete la mia campagna elettorale inizia sempre in maniera scoppiettate". Campagna elettorale stoppata. Su Facebook, messaggi di vicinanza di elettori vecchi e nuovi che avrebbero voluto sostenerlo. Il "santino" elettorale era già stato stampato.

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