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Fabiano Amati

Fabiano Amati

Sostengo Renzi, ma al referendum voterò "sì"

Sono renziano al cubo, oppure del cubo, cioè ogni tanto salgo e ballo da solo. Ed in questo senso voterò “si” il prossimo 17 aprile.” Lo ha dichiarato il presidente della Commissione bilancio regionale Fabiano Amati

“Sostengo convintamente e da tempo Renzi ma non appartengo a nessun “cerchio” stretto o largo. Il mio sostegno a Renzi ha la figura geometrica del “cubo”. Sono renziano al cubo, oppure del cubo, cioè ogni tanto salgo e ballo da solo. Ed in questo senso voterò “si” il prossimo 17 aprile.” Lo ha dichiarato il presidente della Commissione bilancio regionale Fabiano Amati, intervenendo nel dibattito in aula sul finanziamento della propaganda elettorale sul referendum del prossimo 17 aprile.

“Il Consiglio regionale della Puglia – ha spiegato Amati – è un soggetto elettorale in quanto promotore dei quesiti abrogativi sottoposti agli elettori il prossimo 17 aprile. È evidente, quindi, che per coerenza alla promozione dell’abrogazione della normativa vigente ha il dovere di svolgere propaganda elettorale per il “si”, pena una evidente contraddizione con quanto deliberato nei mesi scorsi. Comprendo benissimo che ruotano attorno a questa decisione valutazioni di natura esclusivamente politica, che avrebbero consigliato – e legittimamente – una più neutra iniziativa di mobilitazione finalizzata alla sola partecipazione alla consultazione referendaria. Faccio però presente che l’istituto referendario assegna all’elettore tre diverse condotte, tutte in grado di generare effetti sul risultato finale della consultazione: il voto favorevole, quello contrario e l’astensione.

Per questi motivi sarebbe stato davvero incomprensibile se il Consiglio regionale, pur nella sua qualità di promotore e cioè formalmente impegnato per il “si”, avesse poi mutato il suo orientamento originario spostandosi sulla promozione della partecipazione, così contravvenendo alla legittima aspirazione di altri soggetti ad avvalersi dell’astensione per far fallire la consultazione referendaria.

Per quanto mi riguarda è chiaro che la questione non possa risolversi solo su opinioni procedurali con riferimento alla migliore interpretazione della normativa referendaria. Per questi motivi avverto l’esigenza di dichiarare il mio “si” alla consultazione referendaria, perché l’eventuale successo del quesito non comporterà la revoca dei titoli abilitativi già rilasciati, limitandosi a far rivivere la normativa previgente , che ragionevolmente assegna la possibilità di completare lo sfruttamento del giacimento, decorsi i sette anni dal rilascio della proroga decennale, con la proroga prevista dall'articolo 29 della legge 21 luglio 1967, n. 613, e da una o più proroghe di cinque anni ciascuna se il concessionario ha eseguito i programmi di coltivazione e di ricerca e se ha adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dalla concessione originaria o dalle proroghe.

Il tutto, naturalmente, con la possibilità di revoca della concessione ove sussistessero gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale o archeologico-monumentale, anche su istanze di pubbliche amministrazioni o di associazioni di cittadini.

Verrebbe semplicemente ripristinato, in buona sostanza, il controllo autoritativo sull’attività di estrazione sino all’esaurimento del giacimento, anche in considerazione dell’evidente complessità tecnologica che comporta una concessione per la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare.”

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