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Spese elettorali: centrodestra in testa, Ora tocca a Noi solo 500 euro

Preventivi consegnati al Comune: 1.090 euro per i 5Stelle. Per la coalizione di Cavalera: 46.050; la metà per Ciullo, 12mila per Rossi, 3mila per Di Noi e 1.090 per i grillini

BRINDISI – Low cost per alcuni, mentre per altri la campagna elettorale a Brindisi, versione giugno 2018, sembra un investimento. Bilanci di previsione alla mano, il movimento 5Stelle conferma il basso profilo con 1.090 euro, ma questa volta deve fare un passo indietro di fronte al preventivo del movimento dei ragazzi, Ora tocca a Noi: 500 euro, appena. Spetta alla lista Brindisi Virtuosa in coppia con l’Udc il primato opposto in termini di costi con 16.500 euro. Somma più elevata. Salvo correzioni, in sede di rendiconto quando l’appuntamento del 10 giugno prossimo sarà stato archiviato.

I preventivi per le coalizioni

comune di Brindisi-2L’obbligo previsto dal legislatore è stato rispettato da tutte e 16 le liste in campo, a sostegno dei candidati sindaco in corsa verso Palazzo di città. Lo schema di bilancio preventivo per le spese elettorali è stato depositato ai sensi dell’articolo 30 della legge 81 del 25 marzo ’93 (e successive modifiche) per essere reso pubblico in aderenza alla trasparenza.

BrindisiReport ha raccolto la documentazione che può essere consultato presso la sede dell’ufficio elettorale del Comune di Brindisi e ha stilato una graduatoria, partendo dalla coalizione  più “economica”, quella cioè che ha scelto una campagna elettorale dal basso profilo economico, sino ad arrivare a quella che invece ha messo in preventivo spese elevate. Non sono comprese le spese per il candidato primo cittadino, per i quali ci sono preventivi a parte, ancora da pubblicare.

Il primato in termini di costi stimati spetta al centrodestra con Roberto Cavalera candidato sindaco: sei liste per 46.405 euro, risultato della somma tra 1.500 euro previsti da Idea, 16.500 dell’Udc, 11.700 di Forza Italia, 2.430 di Brindisi Popolare, 9.275 del Partito repubblicano, 5mila euro di Brindisi in Alto. La metà per la coalizione che vede come candidato sindaco Massimo Ciullo: cinquemila euro per Fratelli d’Italia insieme e più39, stessa somma per La Lega con Salvini e per Noi con l’Italia e per il movimento nazionale per la sovranità. Ventimila euro, complessivamente.

A seguire il centrosinistra in campo per Riccardo Rossi sindaco, con un preventivo di 12mila euro per quattro liste: seimila euro di Brindisi Bene Comune più 3.100 di Liberi e Uguali, più 500 euro di Ora tocca a noi e 2.400 per il Pd. Infine Impegno sociale per Ferruccio Di Noi aspirante sindaco con una stima di tremila euro.

Campagna elettorale low cost

Questi, sono i singoli preventivi di ogni lista. Cinquecento euro per Ora tocca a noi, per la prima volta presente alle elezioni amministrative: la spesa si riferisce unicamente ai manifesti. Non sono state indicate uscite di altra natura. Con poco più di mille euro, i 5Stelle ritengono di gestire il periodo della campagna elettorale: la somma dovrebbe coprire le voci di costo per i manifesti, per 250 euro; quella per i volantini pari a 550; quindi le stampe per la presentazione delle candidature per 120; più quelle per il programma per 120. Nessuno spot in radio o in tv, né per automezzi, telefono e luce. Cinquanta euro risultano a titolo di spese generali. Totale pari a 1.090 euro. Il prospetto porta le firme dei delegati di lista, Tiziana Motolese e Gianluigi Cazzetta.

Mille e cinque euro è quanto pensano di spendere gli esponenti della lista Idea che in sé racchiude gli ex di Brindisi prima di tutto: 500 euro per manifesti più 500 per stampati e 500 euro per spese di carattere generale. Non sono stati previsti costi per radio e tv, né per l’affitto dei locali, stando al preventivo che porta le firme di Claudio Niccoli e Cosimo Fusco.

A seguire il Partito democratico, le cui spese ammontano a 2.400, a titolo di preventivo: 500 euro per i manifesti, 100 per la radio, altrettanto per la tv, cento per l’affitto, cento per la luce e 500 euro a titolo di spese generali. Il bilancio è stato depositato dal coordinatore cittadino, Francesco Cannalire.

Spesa prevista pari a 2.430 euro per Brindisi popolare, la lista nata dall’unione fra Alternativa popolare e il movimento Coerenti per Brindisi, rimasto orfano dell’ex assessore all’urbanistica Pasquale Luperti, dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sulla Multiservizi. La lista costi comprende: manifesti per 200 euro, stampati per 500, presentazione candidature per 50, spese per la radio 100 euro, per la tv 300 e spese postali per 50 euro, affitto locali 300 euro, automezzi 200 euro, spese telefoniche 150 euro, spese per la luce 350 e infine riproduzione di materiale audiovisivo pari a 180 euro.

Preventivo pari a tremila euro

Impegno sociale, lista che viaggia in solitaria non avendo accettato alcuna alleanza, prevede una spesa pari a tremila euro: zero euro per la propaganda su quotidiani o settimanali, così come su emittenti private, 1.800 per i volantini, 400 euro per affitto sala e momenti pubblici, 200 euro per manifesti e altrettanto per spese postali, stando al prospetto presentato dal coordinatore cittadino Alessandro Formosi.

Cento euro in più, per Liberi e Uguali: il costo previsto è pari a 3.100, risultato delle spese per i manifesti pari a 500 euro, più 300 euro per la presentazione delle candidature, più 300 euro per la presentazione del programma, più 500 euro per annunci, dibattiti e tavole rotonde e poi mille euro per tutto quello che attiene alla comunicazione via tv, infine, 500 euro per l’affitto dei locali.

Si sale a cinquemila euro, stando ai prospetti  per le liste Brindisi in Alto, Fratelli d’Italia in coppia con più39, Noi con l’Italia, per il Movimento nazionale e per la Lega con Salvini. Brindisi in Alto mette in preventivo di spendere 500 euro pe i manifesti, cento per gli stampati, 50 euro per la presentazione delle candidature, 80 per quelle relative alla presentazione del programma e ancora mille euro per la radio, mille per la tv, 500 euro per spese di vario genere, 1.500 per l’affitto dei locali, 200 per la luce e, infine, mille per la riproduzione del materiale audiovisivo.

Questo, il prospetto dei costi stimati per la lista Fratelli d’Italia con il movimento più39: 500 euro per i manifesti, 1.500 per gli stampati elettorali e i giornali, 400 per il programma, 200 per la presentazione delle candidature, 200 per la radio e il doppio per la televisione, 1500 per l’affitto, 300 per la riproduzione di materiale televisivo.

La lista di derivazione fittiana, Noi con l’Italia, ha inserito nel bilancio preventivo 650 euro per manifesti, 1.250 per talloncini e 1.250 per i fac-simili della scheda elettorale, non ci sono spese per dibattiti in radio e tv e 350 euro per il carburante. Per il movimento nazionale: 500 euro per manifesti, 1.500 per stampati, 200 per la presentazione dei canditati e 400 per il programma, 200 per radio e il doppio per tv, 300 per materiale audiovisivo e 1.500 per l’affitto dei locali.

La Lega con Salvini ha messo in conto le seguenti spese: 500 per i manifesti, 1.500 per stampati e giornali, 200 per radio, 400 per tv, 200 per conferenze in radio, 400 per quelle in tv, 1.500 per affitto e 300 per riproduzione di materiale audiovisivo.

Over cinquemila

Mille euro in più, per in totale di seimila euro, per il preventivo di Brindisi Bene Comune: il movimento nato con il simbolo delle formiche, ha conteggiato duemila euro per manifesti e stampati, 200 per l’affitto dei locali, cento euro per elettricità, tremila euro per la riproduzione del materiale audiovisivo e infine 700 euro per spese generale.

Supera l’asticella dei novemila euro il bilancio preventivo del Partito repubblicano italiano: duemila per manifesti, 250 per stampati, 50 euro per la presentazione delle candidature e 25 per quella del programma, mille per radio, 2.500 per la tv, duemila per l’affitto, cento per le spese postali, 500 per automezzi, cento per le spese telefoniche, 250 per luce e 500 per la riproduzione di materiale audiovisivo. Il totale è pari a 9.275 euro.

Over diecimila

Forza Italia supera i diecimila euro, con un preventivo complessivo di 11.700 euro: 2.500 per manifesti, mille per stampati, tremila euro per tv e stessa somma per radio, 700 per l’affitto del locale usato per le manifestazioni dei candidati, in ultimo 1.500 per euro il materiale audiovisivo.

La campagna elettorale più costosa a quanto pare è quella della lista nata dall’intesa tra l’associazione Brindisi virtuosa del notaio Michele Errico e l’Udc di Raffaele Iaia: 7.500 euro sono stati messi in preventivo per coprire i costi dei manifesti, 1.500 per quelli delle pubblicazioni necessarie per la presentazione delle candidature e mille euro per quella del programma, mille euro anche per le tavole rotonde, 500 per le spese postali, mille per l’affitto dei locali, 800 per l’energia e infine 2.200 per il materiale audiovisivo.

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