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Rimpasto di giunta: lo stallo continua. Rossi: "Stiamo ragionando"

Undici giorni dopo l'azzeramento delle deleghe deciso dal sindaco manca ancora l'intesa fra le forze di maggioranza sui nuovi assetti dell'esecutivo

BRINDISI – I tempi per la “nuova” giunta non sono ancora maturi. Le forze di maggioranza che sostengono il sindaco Riccardo Rossi non riescono a trovare l’intesa sugli assetti dell’esecutivo. Sono passati ormai 11 giorni dall’azzeramento delle deleghe deciso dal primo cittadino lunedì 1 marzo, ma fra vertici di maggioranza e riunioni di partito, la fumata bianca tarda ad arrivare. Salvo colpi di scena, l’impressione è che bisognerà aspettare la prossima settimana perché qualcosa (forse) si smuova. Rossi mantiene riserbo. “Per adesso – si è limitato a dire a BrindisiReport – stiamo ragionando”. Il sindaco ha inoltre aggiunto che “sicuramente in questi giorni” si svolgerà un nuovo vertice di maggioranza. Difficile dire se potrà essere risolutivo. Fonti della maggioranza assicurano che si sta discutendo di programmi, non di nomi o di poltrone.

Le divergenze, però, si trascinano da mesi. Va ricordato a tal proposito che l’assessorato a Brindisi Smart è vacante da agosto 2020, quando Roberto Covolo si dimise per candidarsi, senza successo, a sindaco di San Vito dei Normanni. Un assessorato “pesante” come quello al Bilancio è sguarnito dal 17 novembre 2020, quando Cristiano D’Errico, in contrasto con il sindaco riguardo all’approvazione dello schema di bilancio previsionale, rassegnò le dimissioni. Dopo due anni e mezzo di mandato, del resto, gli equilibri sono cambiati rispetto all’avvio di legislatura. Inizialmente la giunta era supportata da Brindisi Bene Comune, Pd, Leu, Ora Tocca a Noi.

Adesso la maggioranza è composta da Pd, Bbc, Impegno per Brindisi (gruppo costituito dai due consiglieri eletti fra le file di Leu, rimasta fuori dai giochi dopo le dimissioni del suo unico esponente in giunta, Cristiano D’Errico), Italia Viva (gruppo costituito da due consiglieri fuoriusciti dal Pd) e Ora Tocca a noi (sceso da due a un solo consigliere, dopo il passaggio di Livia Dell’Anna fra le file del Pd). Al di là dei punti programmatici, l’impressione è che il nodo più intricato sia quello riguardante il settore urbanistica. I dubbi sulla riconferma del professore barese Dino Borri restano.

Le voci secondo le quali potrebbe succedergli il segretario cittadino del Pd, Francesco Cannalire, non si smorsano. In quel caso, come già spiegato nelle “precedenti puntate”, i democratici, per non alterare gli equilibri, dovrebbero sacrificare uno fra Tiziana Brigante (vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici), Isabella Lettori (Servizi sociali) e Oreste Pinto (Sport e Attività produttive). E a quanto pare, come ormai noto, il più a rischio sarebbe Pinto. Salvo sorprese dovrebbero restare Roberta Lopalco (Politiche ambientali e Aree protette) e Mauro Masiello (Trasparenza e Legalità). A Impegno per Brindisi e Otan dovrebbe spettare un assessore a testa. Infine ci potrebbe essere posto per un tecnico scelto dal sindaco. Queste dinamiche, da quel poco che trapela, sono consolidate da giorni. Le tessere del mosaico, però, sono ancora in ordine sparso. 

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