Martedì, 19 Ottobre 2021
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“No all’aumento della Tasi”: Api prende le distanze dal sindaco

“No a qualsiasi aumento della tassazione: la Tasi, tassa sui servizi indivisibili, non si tocca. Piuttosto, il Comune farebbe bene a ridurre le spese di troppo e a tagliare il gettone di presenza ai consiglieri: il milione di euro che serve al bilancio si riesce a trovare”

BRINDISI – “No a qualsiasi aumento della tassazione: la Tasi, tassa sui servizi indivisibili, non si tocca. Piuttosto, il Comune farebbe bene a ridurre le spese di troppo e a tagliare il gettone di presenza ai consiglieri: il milione di euro che serve al bilancio si riesce a trovare”. Non più solo critici nei confronti della maggioranza di centrosinistra, ma distanti dalla coalizione e dal sindaco, quelli di Api-Iniziativa democratica.

Al secolo, si tratta di Francesco Cannalire, già assessore alla Programmazione economica, attuale consigliere comunale con delega speciale alla pianificazione strategica, e di Francesco Renna, consigliere eletto nel Pri con delega alla promozione turistica, poi passato in Brindisi di tutti e di fatto transitato in Api, anche se la comunicazione ufficiale arriverà in occasione del prossimo consiglio, quello in cui sarà portato in votazione il bilancio di previsione 2015.

Bilancio che, al momento, resta più che un rebus quanto a composizione delle voci di entrata e a “sostenitori”, vale a dire consiglieri pronti a votare “sì”. Stando così le cose, la coppia Cannalire-Renna, potrebbe non votare. E per la maggioranza sarebbe un problema visto che ci sono tre defezioni, due da Impegno sociale e uno da Scelta civica. Hanno, infatti, detto chiaramente come la pensano e hanno preso le distanze dal primo cittadino che giovedì scorso ha ventilato l’ipotesi di ritoccare all’insù l’aliquota della Tasi di mezzo punto dall’1,50 per mille al due con abbattimento della riduzione dagli attuali 200 euro e cento.

Francesco Cannalire (Alleanza per l'Italia)“Non se ne parla proprio”, dice Cannalire. “Non è questa la strada da seguire per alimentare il bilancio comunale. Lo dice anche la recente sentenza della Corte dei conti che boccia il ricorso all’inasprimento della pressione fiscale, ma evidentemente a Brindisi non l’hanno letta. Ci sono altri modi per fare cassa. Come? Innanzitutto tagliando le spese superflue, come quelle di rappresentanza”, sostiene.

E quelle a titolo di contributo per le manifestazioni, come il Negroamaro Wine Festival che vede in prima persona Renna tra gli organizzatori? “Ho detto tutte”, risponde in maniera secca. “E poi ci sono i gettoni di presenza dei consiglieri che possono essere ridotti ai minimi termini se non azzerati. Secondo me la somma pari a un milione di euro si riesce a trovare”.

Francesco RennaNon è che si tratta di una manovra in quale modo strumentale per strappare un ingresso in giunta di qualità, magari con il nome di un assessore come vice sindaco? “Assolutamente no. Non ci interessa la giunta: lavoriamo bene con le deleghe speciali”. Comunque, non agli aumenti dei tributi, e sì ai tagli dei gettoni.

Ma ciò avverrà automaticamente per effetto dello sforamento del patto di stabilità, e sulle tasse comunali porta anche la corrente dei cespiti da reperire per porre rimedio al dissesto, a meno che non vi siano altre idee. La colpa è di chi ha amministrato, quindi va ripartita sull’intera maggioranza: i tempi dei balletti sono finiti, e di vere idee per un cambio di rotta non se ne vedono affatto.

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