Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

"La politica che impedisce a Brindisi di essere una città normale"

Sempre sul tema dell'operazione di riassetto delle quote di controllo del Consorzio Asi di Brindisi, riceviamo e pubblichiamo un intervento di Antonio Carito.

BRINDISI - Sempre sul tema dell'operazione di riassetto delle quote di controllo del Consorzio Asi di Brindisi, riceviamo e pubblichiamo un intervento di Antonio Carito di Italia Unica.

La nota diffusa ieri dal Presidente dell’ASI Marcello Rollo, seguita come da copione da  quelle di Noi Centro e affini, e da quella di Maurizio Bruno, più che chiarire, inqueta. Inquieta perché ci si chiede come mai il presidente della Provincia, Maurizio Bruno (PD), pur avendone tutto il tempo, non abbia avvertito la necessità di un più approfondito dibattito all’interno del proprio consiglio provinciale, non abbia avvertito la necessità di informare i cittadini. Ma non è solo Maurizio Bruno a trovarsi in questa imbarazzante situazione, lo è anche il sindaco di Brindisi che parimenti non ha avvertito la necessità di attendere un confronto all’interno del consiglio comunale (ma questa non è una novità).

Insomma, parrebbe proprio che i vari protagonisti di questa vicenda abbiano agito come se si trattasse di un fatto “privatistico”  . Se si fosse realizzata la diminuzione della partecipazione della Provincia, la nuova compagine consortile (in peso elettorale) avrebbe visto il comune di Brindisi portarsi al 45,22% a cui  ad esempio,  sarebbe sufficiente la sintonia con la Camera di Commercio al 4,81%, per raggiungere il 50,03% cioè la maggioranza assoluta, che significa potere decisionale, autonomia nella elezioni dei vertici e dei ruoli da assegnare.  

Ci vengano risparmiate da parte di Rollo e dei suoi amici, le lezioncine tecnico giuridiche (per altro tutte da verificare ), noi non poniamo  il problema sotto l’aspetto della liceità degli atti (che certamente non ci compete ), ma certamente poniamo un problema di opportunità, di tempistica, di trasparenza, di preventiva informazione ai componenti le assemblee  delle Enti interessati e più in generali ai cittadini e alle forze sociali. E’ molto triste assistere a queste tipo di azioni dal sapore machiavellico, di certo preferiremmo che si aprisse un serio dibattito sul ruolo dell’ASI, sulla sua reale utilità, la sua gestione, i suoi programmi, i suoi costi.

E’ a tutti noto il ruolo politico che riveste Marcello Rollo, egli non è solo  il presidente dell’ASI ma è anche e sopra a tutto il leader della formazione politica che con  solo il 5% dei voti  alle recenti elezioni comunali, ha determinato il sindaco, i componenti lo staff del sindaco, assessori con importanti deleghe e ha tutt’ora un suo esponente alla presidenza della Energeko. Che Marcello Rollo ambisca legittimamente ad un riconferma alla presidenza dell’ASI (il mandato scade il 31 agosto) non è di certo un segreto, che il nuovo assetto societario in seno all’ASI (tentato in una calda giornata del 5 agosto) ne avrebbe agevolato il cammino è un dato di fatto, far finta di ignorare che ciò comporta implicazioni di natura politica, è pura ipocrisia .   

Questa vicenda è emblematica di un certo modo di intendere la politica e la gestione della cosa pubblica , è questo modello che a nostro avviso, impedisce a Brindisi  di essere una città “normale”. Come può accadere infatti che decisioni così importanti vengano prese da singole persone quasi fossero lì a titolo personale e non invece quali portatori dei deliberati ufficiali (si badi bene, non ufficiosi)  degli Enti di cui hanno il potere di  rappresentanza e di indirizzo, ma di certo non la proprietà assoluta.  

E’ anche vero che se tutto ciò accade, accade per la colpevole “distrazione” di quegli esponenti politici  che sulla vicenda si sono distinti per il loro silenzio, silenzio che non sappiamo se dovuto a semplice ignoranza del problema (il che è in ogni caso grave) o altro, “altro” che non può che alimentare dubbi di varia natura.

 
 

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