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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica Ostuni

Tanzarella shock: ritira le deleghe ai tre del Pd e parte per la settimana bianca

OSTUNI - Crisi di Capodanno. Inaspettata, clamorosa ma ufficiale. La maggioranza di centrosinistra al Governo della Città bianca ora è sull’orlo del precipizio. In mattinata il sindaco Domenico Tanzarella ha firmato la revoca della delega a carico dei tre assessori nominati nell’agosto del 2009 in quota al Pd: Francesco Francioso (vice sindaco), Agostino Buongiorno (assessore al Turismo) e Andrea Pinto (Urbanistica). “Allo stato – si legge nel provvedimento del primo cittadino - è venuto meno il rapporto fiduciario, sul quale deve necessariamente fondarsi la scelta operata dal capo dell’Amministrazione”.

OSTUNI - Crisi di Capodanno. Inaspettata, clamorosa ma ufficiale. La maggioranza di centrosinistra al Governo della Città bianca ora è sull'orlo del precipizio. In mattinata il sindaco Domenico Tanzarella (prima di partire per la consueta settimana bianca) ha firmato la revoca della delega a carico dei tre assessori nominati nell'agosto del 2009 in quota al Pd: Francesco Francioso (vice sindaco), Agostino Buongiorno (assessore al Turismo) e Andrea Pinto (Urbanistica). "Allo stato - si legge nel provvedimento del primo cittadino - è venuto meno il rapporto fiduciario, sul quale deve necessariamente fondarsi la scelta operata dal capo dell'Amministrazione".

"I tre assessori - prosegue la nota - nella seduta del 30 dicembre scorso hanno tenuto un comportamento contrario alla lealtà nei confronti del sindaco, incidendo negativamente sull'operato dell'Amministrazione comunale. Pertanto, alla luce di tali motivazioni, il sindaco dispone di revocare ai citati assessori del Comune di Ostuni le deleghe conferite con provvedimento del 14 agosto 2009. All'assessore Francioso è altresì revocata la delega di vice sindaco".

Sin qui il dispositivo del sindaco. Un atto tecnico, destinato a evidenziare, comunque vada a finire, una crepa profonda: come non se ne vedevano da anni da anni all'interno del centrosinistra ostunese. Il Pd nei giorni scorsi si era opposto all'approvazione di una delibera per la copertura "in mobilità" (da Cisternino a Ostuni) di un posto di operaio al Cimitero, motivando così la propria posizione: "Si tratterebbe di una scelta priva di logica, dal momento che soltanto poche settimana fa il Consiglio comunale ha stabilito di avviare l'iter per l'affidamento ad imprese esterne della gestione dei Servizi cimiteriali".

Ne è seguito un lungo braccio di ferro con il sindaco, Domenico Tanzarella. Giovedì mattina l'ultimo atto, con la clamorosa prova di forza del primo cittadino: l'istanza di mobilità (presentata dal genero del consigliere comunale indipendente, Vito Semerano), inserita all'ordine del giorno dei lavori dell'esecutivo, è stata messa ai voti ed accolta a maggioranza, nonostante i Democratici avessero ribadito al sindaco la loro netta contrarietà. Sette assessori (tutti espressione delle liste vicine al sindaco) hanno votato a favore. Voto contrario, invece, quello espresso dai tre assessori del Pd (Francesco Francioso, Agostino Buongiorno e Andrea Pinto). L'atto è passato dunque a maggioranza e non all'unanimità. Quindi la tempesta.

Alla revoca del sindaco, segue anche la replica politica, ad accentuare la frattura tra il Pd e il resto della coalizione. "Le forze politiche della maggioranza (Psi, Ostuni che lavora, Tanzarella per Ostuni e Progetto città) - si legge nel comunicato - chiariscono quanto segue: "Dopo il pensionamento del signor Angelo Lacorteal cimitero di Ostuni v'è un solo dipendente che non riesce ad adempiere agli obblighi di custodia e di quanto attiene al servizio cimiteriale, pertanto, stante la necessità, nelle more della gara d'appalto per l'esternalizzazione dei servizi cimiteriali, la Giunta, presa visione di un'unica domanda di mobilità di un dipendente dal cimitero di Cisternino ad Ostuni, ha inteso accettarla, deliberando in merito, con il solo voto contrario immotivato dei tre assessori del PD, che precedentemente avevano dichiarato parere favorevole".

Nel mirino delle liste vicine al sindaco, soprattutto le dichiarazione del segretario cittadino del PD, Silvestro Iaia: "Fuori luogo sia nel merito che nei toni usati, anacronisticamente minacciose e ricattatorie e mostrano una particolare inadeguatezza al ruolo che egli ricopre". Le stesse forze, nell'invitare il sindaco ad andare avanti, ribadiscono di "aver sempre dimostrato collaborazione e lealtà nei confronti del Pd, oltre ogni ragionevole disponibilità, senza ipotizzare intese politiche diverse, seppur impegnati ad allargare la maggioranza ad altre forze politiche che aderiscano al progetto".

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