Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Tari più alta d’Italia, commissione speciale per ridurre la tariffa

Il Consiglio comunale approva all'unanimità la proposta di D'Attis: "Prevedibile un ulteriore aumento frutto di inefficiente gestione del servizio". Rossi: "Città invasa dai rifiuti, siete il nulla, qui c'è chi come Epifani ha approvato l'aumento nella passata Amministrazione". Colella contro il consigliere di Bbc: "Mister Hyde. La sindaca: "Non stiamo dormendo"

BRINDISI – Di fronte alla Tari più alta d’Italia, primato di cui tutti i brindisini farebbero volentieri a meno, il consigliere comunale di Forza Italia, Mauro D’Attis, ha chiesto e ottenuto all’unanimità la costituzione di una commissione speciale a cui spetterà il compito di studiare correttivi in grado di modificare il sistema di tariffazione. Ne faranno parte cinque consiglieri, cinque di maggioranza e tre di opposizione che lavoreranno, senza percepire gettone di presenza, né rimborsi, per tre mesi. Con possibile rinnovo per altri tre, nel caso in cui dovesse essere necessario più tempo. Tra i compiti dell’organismo, anche la verifica del sistema di controlli adottati dall’Amministrazione sulla gestione degli impianti, ancora sotto sequestro.

Mauro D'AttisAi consensi dei colleghi di minoranza, si sono aggiunti quelli dei moderati, sindaca compresa. Tutti d’accordo sulla necessità di correggere il tiro, ma prima di arrivare all’intesa i consiglieri si sono scontrati e pure parecchio, assumendo atteggiamenti probabilmente poco consoni all’Aula e al confronto democratico, costringendo il presidente Pietro Guadalupi a interventi a raffica per sedare gli animi.

D’Attis ha ricordato che “l’aumento spropositato  della Tari a carico dei contribuenti brindisini è il frutto di una serie di concause ascrivibili alla inefficiente gestione del servizio di igiene urbana e della gestione degli impianti di trattamento dei rifiuti solidi urbani (discarica di Autigno e impianto di CDR/CSS)”. Ha aggiunto che “è prevedibile un ulteriore aumento anche per il 2017 difficilmente sostenibile e giustificabile” e ha chiesto al “Consiglio comunale di dimostrare di aver operato in maniera approfondita e scrupolosa rispetto alla determinazione della tariffazione, dopo la pronuncia del Tar che ha accolto il ricorso presentato dagli albergatori di Brindisi”.

Il fuoco dagli scranni è partito in sede di dichiarazioni di voto, con Riccardo Rossi: “La città è sommersa da rifiuti, la state distruggendo, non ci sono proposte, non c’è niente. Persino la Giunta è evanescente e voi siete il nulla”, ha detto. Maurizio Colella dei Democratici e socialisti, fuori microfono: “Ehi, bello bello”. Luciano Loiacono: “Si porta la clak”. E ancora Colella rivolgendosi a Rossi: “Mister Hyde”.

La sindaca Carluccio ha preso la parola in difesa del suo governo: “Questa non è un’Amministrazione che dorme, non lo abbiamo determinati noi l’aumento della Tari”, ha detto. “Questo macigno sociale non è dipeso da noi, né possiamo prevedere i possibili sviluppi degli atti e dei ricorsi al Tar”. Luigi Sergi, anche lui dei Democratici e socialisti, al pari di Colella e Loiacono ex della passata Amministrazione: “Io non ci sto ad essere offeso né da lui, né quel piccoletto dei Cinque Stelle”. Ovviamente è stato redarguito dal presidente delle Assise. La parola è tornata a Rossi: “Potevate rispondere alla società Amiu oppure adottare un’ordinanza, invece niente. Ecco perché siete custodi del nulla. Qui c’è gente che rappresenta il passato e che ha votato l’aumento della Tari”, ha aggiunto rivolgendosi al consigliere Giampiero Epifani di Noi Centro.

Riuscire ad arrivare alla votazione non è stato semplice: voto favorevole di tutti. Era assente Rossi, motivo per questo di bersaglio verbale dei consiglieri di maggioranza. “Presidente, faccia mettere a verbale che ero fuori per un’intervista”. Guadalupi: “Non possiamo starle dietro, non ho mai sentito di un verbale così, lei non può chiedere la luna”. E Rossi: “Non faccia il maestrino con la penna rossa”.

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