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Telecamere al Comune, D'Angelo (Pdl) protesta: "Perplesso sulla procedura utilizzata"

BRINDISI – Vuole vederci chiaro, esattamente come accadde per la Provincia. “E’ una questione di coerenza”. Il consigliere comunale del Pdl Cosimo D’Angelo ha rivolto un’interrogazione al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale per chiedere conto delle telecamere piazzate negli uffici di Palazzo di Città. Più precisamente, il consigliere di maggioranza esprime perplessità sulla procedura utilizzata.

Il consigliere Cosimo D'Angelo. Sullo sfondo, le telecamere

BRINDISI - Vuole vederci chiaro, esattamente come accadde per la Provincia. "E' una questione di coerenza". Il consigliere comunale del Pdl Cosimo D'Angelo ha rivolto un'interrogazione al sindaco, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale per chiedere conto delle telecamere piazzate negli uffici di Palazzo di Città. Più precisamente, il consigliere di maggioranza esprime perplessità sulla procedura utilizzata.

Premesso che - scrive D'Angelo - il comma 2 dell'art. 43 del D. Lgs 267/2000 stabilisce testualmente che"I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, dal comune e dalla provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del loro mandato, e considerato che il sottoscritto, in maniera del tutto fortuita, ha notato, affianco allo stipite destro superiore della porta di ingresso alla stanza del vice sindaco, la presenza di una telecamera funzionante", D'Angelo chiede lumi sull'intera questione. Lui, che qualche settimana fa, da rappresentante sindacale, aveva sollevato un problema analogo in Provincia. E il giudice del Tribunale del lavoro gli aveva anche dato ragione.

"Il posizionamento di tale videocamera - continua D'Angelo - parrebbe riprendere, oltre a coloro che si accingono ad entrare negli uffici del vicesindaco, anche quanti frequentano i corridoi attigui. Atteso che la normativa collegata all'installazione ed alla messa in funzione delle videocamere, prevede un accordo preliminare con le organizzazioni sindacali, oltre al rispetto delle norme previste dal Garante della Privacy che non appaiono rispettate, chiedo di conoscere come mai sia assente la tabellazione imposta dal Garante della Privacy relativa all'indicazione che l'area è sottoposta a videosorveglianza; quante telecamere siano state installate negli uffici comunali; se tali immagini siano sottoposte a registrazione e la tipologia di registrazione; i nomi dei responsabili al trattamento delle immagini; i nomi dei responsabili al trattamento delle immagini ritratte ai minori; il responsabile del procedimento per la messa in opera del sistema di videosorveglianza.

Non solo. Per quanto riguarda la procedura utilizzata, D'Angelo chiede copia "del documento preliminare per l'installazione delle telecamere; dell'accordo sindacale per l'installazione del sistema di videosorveglianza previsto dall'art. 4 dello Statuto dei lavoratori; degli atti tecnici legati all'individuazione dei punti di installazione delle telecamere; della determina di acquisto e messa in opera del sistema di videosorveglianza, degli atti, le note e le comunicazioni eventualmente effettuate al Garante della Privacy".

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