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Giovanni Antonino

Giovanni Antonino

La novità nella politica brindisina si chiama Giovanni Antonino

La politica brindisina di questi anni non ha nulla di innovativo da proporre che Giovanni Antonino. L’uomo sui progetti del quale hanno campato le amministrazioni successive: gli interventi di arredo urbano, i parchi, il water-front

BRINDISI – La politica brindisina di questi anni non ha nulla di innovativo da proporre che Giovanni Antonino. L’uomo sui progetti del quale hanno campato le amministrazioni successive: gli interventi di arredo urbano, i parchi, il water-front. Erano sue visioni, le hanno completate gli altri mentre lui pagava i suoi debiti con la giustizia per le tangenti sul carbone e poi per quelle dell’operazione British Gas prese ai tempi in cui era sindaco.

Dire che l’uomo non ha stoffa non sarebbe corretto: ne ha a sufficienza nel suo campo, quello in cui Area Popolare – Ncd lo ha voluto come dirigente provinciale, vale a dire marketing territoriale, sviluppo economico, politiche comunitarie. E’ il suo lavoro. Dire che dopo di lui la politica a Brindisi non abbia prodotto o arruolato talenti dotati di idee e progettualità avanzate, anzi li abbia tenuti a debita distanza, tagliati fuori, dissuasi, spaventati, invece è la dura realtà.

I buoni cervelli dell’imprenditoria, della cultura, delle professioni non fanno parte della classe dirigente brindisina, dove i requisiti di accesso – lo abbiamo visto – sono ben altri. Ci ha provato Domenico Mennitti a dare una sterzata, ma la maggior parte dei mattoni che gli avevano fornito non erano di buona qualità. Poi di nuovo la stessa malattia, in forma più virulenta. Sino a giungere al punto che a liquidare la sinistra nella città di Brindisi ci ha pensato il Pd.

Scriveva Antonino sulla sua pagina Facebook già ieri: “Ebbene sì: dopo tanti anni torno a ricoprire un incarico di partito. In un settore, peraltro, che mi ha sempre attratto. Fare marketing localizzativo, rendere attrattivo il territorio, favorire gli investimenti, anche grazie agli strumenti di supporto messi in campo dalla Comunità Europea, magari valorizzando, a un tempo, i ‘beni comuni’ spesso lasciati in stato di abbandono, credo sia una strada obbligata per rilanciare l'economia e l'occupazione nel nostro territorio”.

“Ho quindi accettato con entusiasmo la proposta che mi è giunta dai vertici provinciali di Area Popolare e dall'amico Ciro Argese in particolare (colui che oggi ha dato ufficialmente la notizia dell’investitura, ndr). Spero solo di essere all'altezza del compito. Dovrò scrollarmi un po’ di ruggine che mi si è accumulata addosso e rimettermi a studiare. Ma ‘leggere le carte’ e partorire idee mi è sempre riuscito bene” .

Ora, Area Popolare fa parte della nuova alleanza anomala partorita dai soliti ignoti, assieme a Pd, Forza Italia, Psi per il rinnovo del consiglio provinciale. Esito dato per scontato, ergo ciò che di programmazione resterà per adesso in capo alla Provincia di Brindisi sarà il campo di azione dell’ex sindaco. Da quella posizione Antonino potrà anche assistere allo scoppio di quella santabarbara su cui si era arrampicata l’attuale maggioranza al Comune di Brindisi pur di conquistare la vittoria alle amministrative. Poi chissà. A Brindisi se ne sono viste tante. Disincantati, attendiamo

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