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Mozione di sfiducia, raccolte 13 firme dopo l’appello di Luperti

Domani mattina arrivano quelle di Impegno sociale, per un totale di 16. Ma D'Attis frena: "Elezioni nel 2018, tre mesi di commissariamento sono pochi, sfiducia dopo il 24 febbraio"

BRINDISI – I consiglieri di opposizione seguono la scia di Pasquale Luperti e Marika Rollo e firmano per portare in Assise la mozione di sfiducia chiesta dai Coerenti. Ma c’è un’eccezione importante, quanto a conseguenze possibili, perché all’appello non ha risposto Mauro D’Attis di Fi, secondo il quale Brindisi potrebbe uscire dalle sabbie mobili in cui è intrappolata solo dopo un anno e sei mesi di commissariamento. E per questo la sfiducia andrebbe posticipata al 24 febbraio, in modo tale da far rientrare la città nel turno elettorale del 2018.

Mauro D'Attis al votoPer l’azzurro, in altri termini, dare la parola agli elettori brindisini da qui a qualche mese, il prossimo maggio, non aiuterebbe il capoluogo essendo troppo ristretto il lasso di tempo per la formazione di nuovi progetti politici attorno ai quali creare aggregazione, sino ad arrivare all’individuazione del candidato sindaco. Allo stato attuale e guardando ai prossimi tre-quattro mesi, chi ci sarebbe sullo scenario politico?

Nessuno. O quasi, perché non sarebbe affatto l’esclusa l’ipotesi che tornino gli uscenti o chi per loro. Per questo D’Attis ha disertato la riunione delle opposizioni che si è svolta nel pomeriggio di oggi e ha scritto un post su Facebook: “Nuove elezioni a Brindisi città? Se sì, nel 2018. Tre mesi di commissariamento non basterebbero perché al peggio non c’è mai limite”.

La sua defezione, quella firma che non c’è, ha un peso importante perché se è vero che la mozione di sfiducia proposta dalla coppia dei Coerenti Luperti-Rollo è destinata ad approdare in Aula, è altrettanto vero che se D’Attis non la voterà in Consiglio, alla luce delle sue considerazione, l’obiettivo non sarà centrato. Non ci sarà sfiducia, per la quale sono necessari 17 voti a differenza dei 13 per portarla in discussione. E l’Amministrazione Carluccio sarà salva. Nei fatti, quindi, per quanto possa essere paradossale sarebbe D’Attis a diventare salvagente della maggioranza. A meno che la mozione non venga congelata per essere riesumata dopo il 24 febbraio, quando cioè sarebbe superato il termine per votare nel 2017 e le elezioni cadrebbero nel 2018. E’ questa la posizione politica di Fi?

Se lo chiedono i firmatari: sono arrivate 13 firme, compresa quella di Pisanelli che appariva il più titubante per lo meno secondo alcuni. Mancano i tre consiglieri di Impegno sociale che fa capo a Carmelo Palazzo e che dovrebbero firmare domani mattina, essendo impegnati. In tal caso si arriverebbe a 16.

Nando Marino alla conferenza di presentazione del programma elettorale-2-2“Brindisi non merita l’ulteriore umiliazione di altri giorni di chiacchiericcio politico ed è per questo che ritengo che sia necessario andare dal notaio per formalizzare le dimissioni da consigliere comunale”, sostiene Nando Marino, sfidante diretto di Angela Carluccio. Marino ha firmato per la mozione, ma ripete: “Basta con questa soap che vede Carluccio come protagonista e come registi Massimo Ferrarese e Marcello Rollo”. I due chi per lei, più volti citati ma non menzionati nei comunicati stampa delle opposizioni.

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