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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Trenitalia: la rivolta dei sindaci

ROMA - La rivolta dei sindaci pugliesi - in difesa della rete ferroviaria del Sud, mortificata dalla soppressione di treni e fermate - è approdata stamane a Roma. In prima fila i primi cittadini delle province di Brindisi, Bari, Foggia, Taranto, Lecce, i rappresentanti delle Amministrazioni provinciali e delle Anci Puglia, ma anche delegazioni dei Comuni della Basilicata e della Campania. Per il territorio brindisino erano presenti l’assessore provinciale ai Trasporti Donato Baccaro e gli assessori Andrea Pinto (Ostuni) e Bebè Anglani (Fasano).

ROMA - La rivolta dei sindaci pugliesi - in difesa della rete ferroviaria del Sud, mortificata dalla soppressione di treni e fermate - è approdata stamane a Roma. In prima fila i primi cittadini delle province di Brindisi, Bari, Foggia, Taranto, Lecce, i rappresentanti delle Amministrazioni provinciali e delle Anci Puglia, ma anche delegazioni dei Comuni della Basilicata e della Campania. Per il territorio brindisino erano presenti l'assessore provinciale ai Trasporti Donato Baccaro e gli assessori Andrea Pinto (Ostuni) e Bebè Anglani (Fasano).Il presidio si è tenuto sotto la sede di Ferrovie dello Stato, in piazza Croce Rossa.

Dopo aver protestato contro i tagli ai treni a lunga percorrenza dinanzi alla sede di Trenitalia, la nutrita rappresentanza di primi cittadini è stata ricevuta dall'amministratore delegato della società, Vincenzo Soprano. Trenitalia si sarebbe dichiarata disponibile a rivedere la riorganizzazione dei collegamenti ferroviari dalle regioni meridionali in direzione Roma e delle principali stazioni dell'Italia settentrionale, anche se l'orario invernale entrerà in vigore a partire dal 12 dicembre. Un faccia a faccia atteso da giorni quello tra l'amministratore delegato della società, Vincenzo Soprano, i sindaci, gli amministratori di alcuni comuni meridionali che oggi con la senatrice Colomba Mongiello hanno partecipato alla mobilitazione istituzionale, sotto la sede del gruppo Ferrovie dello Stato, a tutela del diritto alla mobilità delle comunità meridionali.

Quattro i temi posti dalla delegazione a Soprano: isolamento del Sud in particolare per i collegamenti notturni; riequilibrio degli investimenti destinati alle linee più appetibili per il mercato e quelle a più elevato contenuto sociale; concertazione del contratto di servizio; tutela dei livelli occupazionali. I primi tre argomenti saranno oggetto di un confronto tecnico tra Comuni, ministero dello Sviluppo, regioni meridionali e Trenitalia, che dovrà servire anche a programmare il contratto di servizio 2012 per il trasporto pubblico locale. Gli amministratori locali hanno chiesto inoltre di valutare l'attuazione di meccanismi di perequazione degli investimenti in favore delle regioni meridionali, utilizzando le risorse derivanti dall'attivazione delle linee di alta velocità e dalle gare per l'assegnazione della concessioni sulle tratte destinate al libero mercato.

"Nel lasso di tempo necessario a studiare la rivisitazione dell'orario invernale - conclude la nota dei sindaci - saranno attivati gli ammortizzatori sociali utili a tutelare i livelli occupazionali delle aziende dell'indotto ferroviario, nelle forme e nelle misure stabilite all'esito della trattativa avviata questa stessa mattina presso il ministero dei Trasporti". A margine i commenti. "L'incontro ha avuto un esito che non si può definire negativo. Abbiamo compreso che c'è la disponibilità di Trenitalia a ripristinare, in tutto o in parte, i treni cancellati purché si discuta con il governo e con le Regioni in quale maniera sostenere i costi di questi ripristini". E' quanto dichiara il sindaco di Bari, Michele Emiliano.

"Nel 2012 - prosegue Emiliano - si stanno assegnando tratte ferroviarie ad altri privati, diversi da Trenitalia. Solo che, mentre Trenitalia ha in mano tutto il peso delle tratte, incluse quelle economicamente non redditizie, i nuovi operatori di queste ultime non ne vogliono sapere. Quindi bisogna intervenire con un provvedimento perequativo che stabilisca che chi ottiene tratte particolarmente vantaggiose, deve farsi carico dei costi delle tratte meno redditizie, ma ugualmente indispensabili per la funzione sociale ed economica che rivestono".

"Il prossimo passo - ha detto ancora Emiliano - sarà la richiesta di convocare un tavolo di concertazione interistituzionale. "Adesso le Anci del Sud dovranno chiamare le Upi del Sud, Trenitalia, le Regioni e il governo per ripristinare i treni soppressi. È una corsa contro il tempo, perché dal 12 dicembre, per colpa di queste scelte scellerate, perderanno il lavoro 800 addetti ai vagoni letto e cuccette, e noi ci stiamo battendo in ogni modo perché ciò non avvenga. È chiaro - conclude - che se ripristineranno i treni, si avvicinerà anche la soluzione del problema occupazionale".

Seppure non presente alla manifestazione romana, il Governatore della Puglia, Nichi Vendola dichiara di sposare in pieno la battaglia: "Occorre che si ribalti immediatamente il paradigma che negli ultimi anni ha fatto passare anche sui binari la divisione del Paese". Vendola chiede la revisione dell'offerta sulla lunga percorrenza di Trenitalia: "I sindaci sono una voce forte e autorevole - afferma - perché rappresentano il disagio di milioni di cittadini che potrebbe, solo tra qualche giorno, diventare insopportabile. Occorre la convocazione immediata di un tavolo tra Regione e Governo. Ed è auspicabile la partecipazione al tavolo anche di Trenitalia e Rfi, alle quali però si chiede un ruolo di attuazione degli indirizzi strategici e non invece di suggeritori".

A margine dell'incontro, l'argomento finisce al centro anche di un plateale sfogo in Parlamento. "Mi sento imbarazzato". Con queste parole, messe a verbale in Aula, Piero Giarda ha detto basta alla consuetudine per cui durante il question time alla Camera il ministro per i rapporti con il Parlamento si trova spesso a rispondere anche alle interrogazioni di competenza dei colleghi, leggendo un testo preparato dagli uffici dei ministeri e a lui consegnato poco prima della seduta.

Il neo-ministro era oggi alle prese con sei delle otto interrogazioni all'ordine del giorno. Ma ha ammesso di non gradire la consuetudine di essere delegato a rispondere, quando Arturo Iannaccone, di "Noi per il partito del Sud", ha protestato per l'assenza di un membro del governo competente "per materia" proprio sulla decisione di Trenitalia di sopprimere tratte di lunga percorrenza che collegano il Sud con il Nord. "Devo dire che solidarizzo con l'interrogante - ha replicato Giarda - e che mi sento imbarazzato a leggere risposte su materie per le quali non sono, per il lavoro che svolgo, competente. Mi auguro - ha aggiunto - si possa rimediare a questa situazione anomala per la quale il ministro per i rapporti con il Parlamento è chiamato a leggere documenti che riceve pochi minuti prima dell'avvio della risposta".

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