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Bilancio, ipotesi anche di richiesta di 4 milioni al Ministero della Giustizia

Sono i fondi anticipati dal Comune per la ristrutturazione di uffici, da inserire in bilancio. Resta sul tavolo l’ipotesi di rivedere la Tasi: incasso stimato pari a due milioni. Partiti intanto gli accertamenti per le caserme e per gli alloggi popolari

BRINDISI – Nella composizione del puzzle del bilancio di previsione 2015 è spuntata una tessera che vale quattro milioni di euro sul fronte delle entrate: è pari alla somma che il Comune ha anticipato per la ristrutturazione di uffici giudiziari e che adesso intende chiedere al Ministero, sotto forma di rimborso. L’indiscrezione trapela dallo stretto riserbo che circola non solo tra i componenti della giunta, ma tra gli stessi consiglieri della maggioranza di centrosinistra, i quali a dispetto delle due ore di confronto avute ieri (30 giugno) con il sindaco Mimmo Consales non si lasciano scappare una parola. Non ufficialmente.

Guai a parlare con la stampa, per lo meno con alcuni giornalisti. Ufficiosamente qualcosa si riesce a sapere, non fosse altro che il bilancio del Comune è di interesse pubblico. E così, insistendo parecchio, si viene a sapere che i funzionari del settore Servizi finanziari stanno lavorando per portare “a casa” fondi per quattro milioni di euro che l’amministrazione ha speso e rendicontato negli anni passati per garantire interventi straordinari e ordinari agli uffici giudiziari, sotto forma di anticipo in nome e per conto del governo. Più esattamente del Ministero di Grazia e giustizia, a cui l’Ente vuole rivolgersi per ottenerne la restituzione.

E’ evidente che se l’operazione dovesse andare a buon fine, si tratterebbe di un incasso importante per il bilancio. Così come sarebbe degno di nota l’introito a titolo di Tarsu, tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani, da parte delle caserme perché su questo fronte il Comune ritiene di avere margini di azione non essendoci una coincidenza fra i dati dichiarati da Carabinieri, Polizia, Finanza, Corpo Forestale dello Stato e quelli che risultano agli uffici.

Esattamente come è avvenuto per gli Enti ecclesiastici, invitati a regolarizzare le posizioni: si è scoperto che le superfici dichiarate erano pari a 1.805 metri quadrati, mentre quelle da conteggiare ai fini del pagamento delle imposte e tasse sono pari a 32.301,25. Oggi sono partite le lettere con cui i responsabili delle strutture militari e corpi civili dello Stato sono stati invitati a rendere note le planimetrie degli edifici occupati.

E’ stato anche avviato un censimento degli assegnatari degli alloggi popolari: il Comune vuole verificare chi sono i titolari di appartamenti concessi, quanto devono pagare e quanto effettivamente versano. I controlli riguarderanno gli ultimi cinque anni, posto che per il passato opera la prescrizione e non sembra esserci stata alcuna lettera di sollecito al pagamento che avrebbe potuto avere valore come atto interruttivo per il decorrere del termine.

Sul tavolo delle ipotesi resta la manovra sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, anticipata dal sindaco in occasione del precedente vertice di maggioranza: aumento di mezzo punto percentuale dell’aliquota dal 1,50 al 2 a cui potrebbe essere aggiunta la riduzione dell’esenzione da 200 euro a cento. Il doppio intervento, stando alle proiezioni fornite dal settore Servizi finanziari, sarebbe in grado di assicurare un’entrata di due milioni di euro, un milione e otto derivanti dal taglio dell’esenzione.

Dall’opposizione, per quanto frastagliata, si aspettano un aumento anche della Tasi, la tassa sui rifiuti, come effetto a cascata del sequestro della discarica di Autigno nell’ambito del procedimento penale pendente e del dirottamento del conferimento nell’area di contrada Formica. Tra le spese ridotte a zero, oltre a quelle relative all’ufficio di staff, diretta conseguenza dello sforamento del patto di stabilità nel 2014, c’è il capitolo relativo all’assistenza legale ai dipendenti.

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