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La sede della federazione e del Pd di Brindisi

La sede della federazione e del Pd di Brindisi

Un Pd trasfigurato: i "compagni" sono Flores, Cannalire e Renna

Se fossi un vecchio militante, e dopo aver bussato all'uscio di una sezione del Pd mi vedessi aprire la porta da Francesco Renna, Damiano Flores o Francesco Cannalire (nessuna antipatia personale, per carità), direi istintivamente: "Scusate, ho sbagliato porta". E me ne andrei

Se fossi un vecchio militante, e dopo aver bussato all’uscio di una sezione del Pd mi vedessi aprire la porta da Francesco Renna, Damiano Flores o Francesco Cannalire (nessuna antipatia personale, per carità), direi istintivamente:  “Scusate, ho sbagliato porta”. E me ne andrei. Forse per sempre. Sono loro i maggiormente votati della lista del Partito democratico di Brindisi, Flores un tantino di più di Antonio Elefante, il secondo in ordine di preferenze. Quindi molto peggio di una cambiale in bianco per Nando Marino, se dovesse diventare sindaco confermando al ballottaggio il successo del primo turno su Angela Carluccio.

E non abbiamo preso in considerazione le liste del candidato sindaco, e neppure abbiamo allargato la panoramica del prossimo consiglio comunale alle liste della Carluccio o del centrodestra. Perché, molto brevemente, al momento occorre fare il punto – per la Storia – anche sul lavoro fatto nel Partito democratico di Brindisi dopo il commissariamento deciso dalla segreteria regionale, e dopo l’arresto e la caduta del sindaco ribelle agli ordini di Bari, Mimmo Consales.

Perché poi se si deve discutere di cambiamento bisogna vedere chi ha tenuto in piedi la lista del Pd, assicurandole il secondo posto dopo quella del M5S, e se questo risultato è qualcosa su cui si può costruire a Brindisi un partito rinnovato, o se si è in presenza di una situazione ancora più grave di quella precedente. In un altro commento in questa pagina abbiamo parlato di cosa si attende, e attende, Brindisi da chi sarà il nuovo sindaco, ma il problema riguarda anche i partiti che lo sostengono.

Il caso Pd non è una faccenda secondaria rispetto alla formazione della nuova giunta se sarà Marino a vincere, e diciamocelo chiaramente, è il principale ostacolo ad un possibile accordo almeno con la sinistra di Riccardo Rossi (il quale ha già escluso apparentamenti). Una bella grana, un elemento di forte impopolarità per il partito, quella lista. Qualcuno direbbe, una mina vagante. Insomma, Marino dovrà chiedere aiuto a Bari perché a Brindisi sembra abbiano hanno fatto di tutto perché il Pd non sia in grado di svolgere il ruolo di guida della coalizione, ma invece ancora una volta quello di problema numero uno.

Il rimedio potrebbe essere quello di una giunta senza deleghe a consiglieri comunali? Non lo sappiamo. Chi ha fatto il pasticcio lo risolva, e anche in fretta perché, come già detto, in questa città non c’è più un secondo da perdere.

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