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Emiliano l'anti-Renzi? Meglio che governi bene la Puglia, ed eviti una guerra

Qualche giorno fa Claudio Cerasa, ottimo neo-direttore del “Foglio” post-Giuliano Ferrara, candidava Raffaele Cantone, magistrato anti-corruzione, come competitor di Matteo Renzi. Sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” Giuseppe De Tommaso, invece, per quel ruolo lancia Michele Emiliano.

Qualche giorno fa Claudio Cerasa, ottimo neo-direttore del “Foglio” post-Giuliano Ferrara, candidava Raffaele Cantone, magistrato anti-corruzione, come competitor  di Matteo Renzi. Sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”  Giuseppe De Tommaso, invece, per quel ruolo lancia Michele Emiliano.

Emiliano sarà fra qualche settimana presidente della regione Puglia e farà, molto probabilmente, bene. Il nuovo lavoro gli piace da tempo, ha “cazzimma” da vendere, ha fantasia, usa i media come cosa propria. Se non fosse talvolta così incredibilmente prepotente, come nel caso della “espulsione” del suo ex amico Luigi Quaranta dal Pd,  sarebbe un personaggio senza difetti.

Politicamente è una “mostruosità” essendo l’antesignano di quei populisti un po’ di destra e un po’ di sinistra, odia i partiti politici ma ne vuole dirigere il più forte, ama la sua terra più di tanti altri che hanno già occupato il suo futuro incarico. Per questo scrivo, e spero, che farà bene anche se bisogna sempre tenerlo sotto tiro, per difenderlo soprattutto da sé stesso.

Il direttore della “Gazzetta” non gli ha fatto un gran favore a lanciarlo come anti-Renzi. Non perché non sia possibile, ma perché c’è il rischio che Emiliano ci creda. E se Emiliano ci crede non farà bene il suo lavoro e poi solleverà sospetti nell’entourage del Fiorentino che è uomo che non perdona.

Emiliano finora ha combattuto contro animali politici di un’altra epoca. Ne ha capito le dinamiche, ne ha decrittato il linguaggio, ha scompigliato le loro carte, li ha fatti fuori uno dopo l’altro. Renzi non ha categorie entro cui è ascrivibile ed è politicamente un “selvaggio” come Emiliano, è uno di quelli che pensa che “ a brigante, brigante e mezzo” e se si accorgesse che l’ incontenibile presidente della  Puglia medita di scalzarlo aprirebbe, a modo suo e con i tempi suoi, una guerra senza quartiere.

Resti Emiliano a fare il “governatore” (che orribile parola!) della Puglia. Del resto non ha neppure cominciato. Anzi se vuole , ma non vorrà, un consiglio, si tenga lontano da Roma. Parli per acta, faccia cose (e veda gente come suggeriva il vecchio Nanni Moretti) ma lasci che il tempo di Renzi si compia fino in fondo. Poi si vedrà. Poi.

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