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Vertice di maggioranza: Pd e Noi Centro alla resa dei conti. Il "Laboratorio" sfuma

Il vertice di maggioranza svoltosi venerdì potrebbe sancire, anche in termini numerici, la fine del "Laboratorio Brindisi". I centristi di Massimo Ferrarese non firmeranno il documento sottoscritto dal Pd e dagli altri gruppi di Centrosinistra. La frattura si è consumata sui tempi e sui modi della transizione verso quella che il sindaco Mimmo Consales ha definito la seconda fase del suo mandato

BRINDISI – Il vertice di maggioranza svoltosi venerdì potrebbe sancire, anche in termini numerici, la fine del “Laboratorio Brindisi”. I centristi di Massimo Ferrarese non firmeranno il documento sottoscritto dal Pd e dagli altri gruppi di Centrosinistra. La frattura si è consumata sui tempi e sui modi della transizione verso quella che il sindaco Mimmo Consales ha definito la seconda fase del suo mandato. Noi centro di Toni Muccio e Udc di Giuseppe De Maria chiedono che si proceda con l’azzeramento della giunta e dei vertici delle società partecipate (Multiservizi, Energeco e Farmacie comunali sono appannaggio dei centristi; consorzio Torre Guaceto e porticciolo turistico sono guidati da uomini rispettivamente vicini ad Api e Progettiamo Brindisi) subito dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2014.

Nel documento partorito a mezzanotte inoltrata dai capigruppo e dai segretari cittadini delle altre forze di maggioranza, invece, si chiede di cambiare subito i presidenti delle partecipate (i dirigenti in quota Udc e Noi centro, in particolare, dovrebbero rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi entro i primi giorni della prossima settimana) per poi rinviare a settembre il rimpasto di giunta (il terzo di questa consiliatura). A sollecitare il riequilibrio dei rapporti di forza nell’esecutivo e nelle partecipate era stato lo schieramento in cui si sono radunati Massimo Pagliara e Antonio Ferrari (Centro democratico), Luigi Sergi (indipendente), Maurizio Colella e Salvatore Giannace (Progettiamo Brindisi): tutti presenti alla riunione iniziata intorno alle 16 di venerdì nella sala giunta di palazzo Nervegna.

I centristi erano rappresentati da Di Maria, Muccio e dal segretario cittadino di Noi centro, Giampiero Epifani. Per il Pd erano presenti Salvatore Brigante, capogruppo consiliare, Antonio Elefante, segretario cittadino dei democratici, Luciano Loiacono, presidente del consiglio comunale, e (a sorpresa) Pasquale Luperti, assessore comunale all’Urbanistica. Intorno al tavolo si sono seduti inoltre Ferruccio Di Noi (Brindisi di tutti), Francesco Cannalire (Api), Antonio Manfreda e Maurizio Pesari (rispettivamente capogruppo e dirigente di Impegno sociale), e il repubblicano Luigi Casciaro, ex Muccio, Consales e Epifani-3assessore all’Ambiente. Il primo cittadino ha preso parte al vertice solo per pochi minuti: il tempo di invitare i gruppi a trovare un accordo condiviso, mettendo in chiaro che questo dovrà essere l’ultimo rimpasto di giunta. “Con questa giunta – avrebbe dichiarato il sindaco – dovremo andare avanti fino alla scadenza del mandato”.

I toni del confronto fra Pagliara e Muccio sono stati particolarmente accesi. Il primo ha chiesto ai centristi di chiarire se fanno parte, o meno, della maggioranza. E Muccio ha risposto stizzito, ribadendo che Noi centro ha sempre perorato una giunta politica e non ha mai messo in discussione il suo appoggio alla maggioranza. Intorno alle 18, i centristi hanno lasciato il tavolo per prendere parte a un impegno elettorale. Il vertice è proseguito fino alle 20,30 a palazzo Nervegna, per poi trasferirsi nella sede del Pd. Muccio si è fatto rivedere dopo le 22. La riunione è andata avanti fino a pochi minuti dopo la mezzanotte, ma la distanza fra le parti è rimasta.

“Non abbiamo difficoltà a far parte della maggioranza e siamo disponibili a rimettere tutto in gioco – dichiara a BrindisiReport il segretario cittadino di Noi centro, Giampieri Epifani – a patto che lo si faccia dopo l’approvazione del bilancio. Non capiamo quale sia il senso di affrontare prima il discorso sulle partecipate, per poi riparlare a settembre della giunta. Le due cose devono andare di pari passo. Abbiamo chiesto, ripeto, solo 20 giorni di tempo per l’approvazione del bilancio di previsione. Ieri mi aspettavo di discutere di sviluppo e non di spartizione”. E Muccio rincara la dose contro alcuni esponenti della maggioranza “che sono bravi con le parole – afferma il capogruppo di Noi centro – ma che quando si trattava di votare alcuni provvedimenti fondamentali per l’azione amministrativa, non erano presenti in aula. Non siamo legati alle poltrone. Chiediamo solo 20 giorni di tempo”.

Si è dunque aperta una frattura che potrebbe portare alla fuoriuscita dalla maggioranza degli uomini di Ferrarese. Ed è il caso, a questo punto, di fare i conti. Senza l’appoggio dei quattro consiglieri centristi, l’esecutivo sarebbe appoggiato da 17 consiglieri più il sindaco (ne basterebbero 16 più uno per avere la maggioranza). Ma appare abbastanza evidente come il Centrosinistra esca fortemente indebolito da questa fase di passaggio verso il Consales bis (o meglio quater), anche se Antonio Elefante, segretario cittadino dei democratici, si mostra ottimista.

DSC_1029-3“La maggioranza – dichiara Elefante – ha i numeri per andare avanti anche senza Noi centro e Udc. Dopo due anni, era necessario rivedere gli assetti delle partecipate. La giunta la rivedremo a settembre”. Qualcuno parla anche di forti divergenze all’interno dello stesso Pd, certificate dalla scelta di Salvatore Brugante di firmare di sua iniziativa l’ordine del giorno dell’opposizione sui lavoratori di Termomeccanica e l’impianto di compostaggio.

Ma Elefante smorza ogni polemica. “Se l’altra volta (quando ha visto la luce l'attuale giunta tecnica, ndr) – prosegue Elefante - era emersa qualche perplessità all’interno del partito perché si era agito in maniera troppo veloce, stavolta siamo tutti compatti. Brigante ha spiegato di aver firmato quell’ordine del giorno per un fatto personale. Perché intendeva risolvere il problema Termomeccanica. Oggi – conclude Elefante – siamo uniti come non mai”. (Le foto sono di Gianni Di Campi)

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