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Vincenti, Consiglio di Stato accoglie

SAN DONACI - L'ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare proposta da Antonella Vincenti, assistita in giudizio dal prof. Saverio Sticchi Damiani, "aggiunge un ulteriore importante tassello al giudizio intrapreso dalla stessa consigliera comunale democratica di San Donaci, ex vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali del comune salentino, estromessa, come noto, dalla giunta comunale nell'agosto dello scorso anno". A renderlo noto è la stessa Vincenti stasera.

SAN DONACI - L'ordinanza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare proposta da Antonella Vincenti, assistita in giudizio dal prof. Saverio Sticchi Damiani, "aggiunge un ulteriore importante tassello al giudizio intrapreso dalla stessa consigliera comunale democratica di San Donaci, ex vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali del comune salentino, estromessa, come noto, dalla giunta comunale nell'agosto dello scorso anno". A renderlo noto è la stessa Vincenti stasera.

"La quinta sezione del Consiglio di Stato ha infatti affermato che l'appello sembrerebbe fondato - il condizionale e' d'obbligo perché si tratta di pronuncia resa in fase cautelare ( il merito e' fissato per il 10 luglio) - in relazione alla squilibrata composizione della giunta, quanto al rapporto tra i sessi". Infatti, dopo aver revocato la Vincenti, unica donna in giunta, il sindaco Serio decise di sostituirla con un nuovo componente di sesso maschile, determinando in questo modo la formazione di una giunta composta di soli uomini.

"Dopo la prima frettolosa revoca, ed a seguito del ricorso presentato, il sindaco ritiro' il proprio atto per riproporlo meglio argomentato e motivato; il ricorso proposto contro questo secondo provvedimento tuttavia, oltre a contestare l'illegittimità anche di questa seconda estromissione, censurava la composizione solo maschile della nuova giunta", aggiunge Antonella Vincenti. "L'ordinanza del Consiglio di Stato, chiarisce al di là di ogni dubbio che quell'atto del sindaco Serio (peraltro successivo ad uno analogo palesemente illegittimo) costituiva un'evidente discriminazione di genere", sostiene la Vincenti.

"Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, come dirigente del Partito Democratico e come coordinatrice della Conferenza Regionale delle donne democratiche, mi aspetto che il PD di Brindisi e quello regionale della Puglia dimostrino con fermezza e senza alcuna ambiguità la fedeltà e la corrispondenza ai principi di parità di genere contenuti nello Statuto, e mettano in campo a tutti i livelli ogni misura per contrastare ed impedire che si ripetano comportamenti regressivi di questo tipo, che rappresentano un palese indebolimento del profilo riformista del Partito Democratico", conclude la ex vice sindaco di san Donaci.

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