La Curia: “Non delegate, partecipate”

BRINDISI - “Le parrocchie e i gruppi ecclesiali non partecipano direttamente alla competizione elettorale: hanno però il dovere di offrire un contributo che è quello loro proprio, etico-religioso. Un primo impegno è quello di ricordare a tutti il valore fondante della partecipazione alla vita sociale e politica per concorrere responsabilmente alla determinazione della volontà politico-amministrativa, superando pigrizie e chiusure e rifiutando deleghe in bianco; la democrazia è passione per il bene di tutti che vive e si rinnova attraverso il coinvolgimento più ampio possibile di cittadini e associazioni, e il confronto tra proposte diverse di governo della Città”. Comincia così l’appello lanciato oggi alla città e ai candidati dalla Commissione Vicariale per il Territorio della Diocesi di Brindisi.

Veduta aerea di Brindisi

BRINDISI - “Le parrocchie e i gruppi ecclesiali non partecipano direttamente alla competizione elettorale: hanno però il dovere di offrire un contributo che è quello loro proprio, etico-religioso. Un primo impegno è quello di ricordare a tutti il valore fondante della partecipazione alla vita sociale e politica per concorrere responsabilmente alla determinazione della volontà politico-amministrativa, superando pigrizie e chiusure e rifiutando deleghe in bianco; la democrazia è passione per il bene di tutti che vive e si rinnova attraverso il coinvolgimento più ampio possibile di cittadini e associazioni, e il confronto tra proposte diverse di governo della Città”. Comincia così l’appello lanciato oggi alla città e ai candidati  dalla Commissione Vicariale per il Territorio della Diocesi di Brindisi.

“Le prossime elezioni amministrative per la scelta del sindaco e del Consiglio comunale – si legge nella nota - avvengono in un momento in cui, anche a Brindisi, si intrecciano i segni di una drammatica crisi economico-sociale, per l’assenza di prospettive occupazionali e la polverizzazione di alcune significative soggettività sociali, e nello stesso tempo messaggi di speranza per la presenza di richieste di rinnovamento etico-civile che provengono da varie espressioni della società brindisina. Da qui l’appello alla partecipazione responsabile ed il richiamo ai candidati, affinché emergano con chiarezza dal confronto sui programmi le proposte dei Candidati a sindaco e delle liste che li sostengono, “evitando genericità di espressioni, vaghezza di riferimenti, promesse non rispettose delle persone e della Città”.

Partendo dai problemi, quelli concreti. “Nella Città cresce sempre più il numero di uomini e donne, giovani e fanciulli poveri di diritti: al lavoro, alla casa, alla salute, all’istruzione, alla salubrità ambientale, alla partecipazione; la mancata e adeguata risposta a questi diritti ha portato la Città ad essere ulteriormente impoverita dal crescente crollo demografico e dall’inesorabile esodo di massa. Tale situazione rimanda a scelte strategiche e trasformazioni epocali di carattere nazionale, internazionale, ma anche locale che si sono succedute nel corso di un quarantennio, su cui pure si è sviluppata una riflessione critica nella città da parte di Associazioni e cittadini che hanno avvertito per tempo la inadeguatezza e la pericolosità di decisioni con riferimento prima alla realizzazione del polo chimico, e poi al passaggio dal polo chimico a quello energetico”.

E questo è il primo nodo: “Brindisi presenta oggi nello stesso tempo le ferite inferte dal volto feroce della competizione e della concentrazione finanziaria, e le miserie provocate da un modello di sviluppo su cui hanno scommesso tante Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni”. Ma è forte – sottolinea la Vicaria - la speranza che il prossimo appuntamento elettorale possa costituire occasione di crescita ulteriore di mobilitazione civile: ciò potrà avvenire se il confronto si svilupperà sulle risposte possibili alle povertà reali, al rafforzamento e alla promozione dei luoghi e del protagonismo sociale, al degrado etico-civile della nuova guerra tra poveri.

Analisi nella quale si innesta la riflessione sul tema della sicurezza: “La diffusione di alcuni inquietanti fenomeni legati alla criminalità organizzata e non, minorile e non, e alla sua conseguente capacità di controllo di alcune periferie, geografiche o sociali, non può essere affrontata e risolta solo attraverso l’impegno e la professionalità, pure eccellenti, delle forze di polizia e delle istituzioni ad esse preposte: ci sono nodi economico-sociali e socio-culturali che hanno bisogno di scelte e decisioni politico-amministrative”.

Impegno, quello finalizzato a favorire la crescita del tessuto sociale e culturale, dal quale non sono esenti le comunità parrocchiali locali: “In tale contesto anche le nostre Parrocchie e l’Associazionismo ecclesiale hanno, sicuramente, bisogno di riconsiderare la loro presenza e la loro responsabilità educativa a servizio anche della crescita civile della Città".

"La irriducibile natura e finalità religiosa delle Comunità ecclesiali non ne fa dei luoghi separati: anzi esse hanno bisogno di diventare sempre più centri di ascolto delle donne e degli uomini che abitano, vivono e a volte soffrono la Città, per provocarne e irrobustirne la tensione ideale e civile da spendere nella libera assunzione di scelte e decisioni politiche”.

La Vicaria invita quindi i candidati a Sindaco a riprendere e sviluppare il filo del discorso sul rapporto tra la Città, il suo sviluppo e le sue risorse, interrogandosi sul futuro del bene pubblico. “E’ noto che Brindisi nella sua storia ha intrecciato i momenti di sviluppo e di arretratezza prima di tutto all’uso del porto. Il porto, il mare, le sue terre fertilissime, il pregio dei suoi beni storico-archeologici e oggi anche l’aeroporto: che uso si fa di essi? Quali progetti ispirano per servire l’interesse generale? Come si può investire in essi attraverso le nuove tecnologie e nel nuovo contesto nazionale e internazionale? Chi deve decidere?

Capitolo a parte, quello legato ai flussi migratori e alla politica dell’accoglienza: “Non si può più fare a meno di considerare il complesso e variegato mondo dell’immigrazione che chiede a Brindisi, continuamente, di riconoscersi e riscoprirsi Città ospitale. È necessario ed urgente l’impegno a concretizzare strutture accoglienti, scegliendo vie preferenziali, pur nella legalità e perché le Istituzioni si occupino direttamente nella condizione delle stesse. Quali progetti e risposte perché chi giunge nella nostra Città possa trovare ospitalità, calore, rifugio, futuro? Si tratta di una sfida a cui occorre rispondere con le sole armi della rigenerazione morale, sociale e politica. L’augurio è che la sfida sia raccolta da tutta la Città e da tutti i candidati di tutte le liste per un rinnovato confronto civile, sereno e appassionato e nello stesso tempo per giungere a consapevoli scelte di voto”.

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