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Domenica, 16 Gennaio 2022
Politica

Zezza attacca Renna e Impegno sociale

BRINDISI - Claudia Zezza, coordinatrice del movimento Sviluppo e Lavoro, rappresentato in Consiglio comunale da Giovanni Brigante, torna sulla bocciatura dell'ordine del giorno con cui Salvatore Valentino aveva proposto l'istituzione del registro delle unioni civili. La definisce «un’altra occasione perduta per la città» e critica i consiglieri di Impegno sociale e Francesco Renna, oggi referente della corrente renziana del PD.

BRINDISI - Claudia Zezza, coordinatrice del movimento Sviluppo e Lavoro, rappresentato in Consiglio comunale da Giovanni Brigante, torna sulla bocciatura dell'ordine del giorno con cui Salvatore Valentino aveva proposto l'istituzione del registro delle unioni civili. La definisce «un'altra occasione perduta per la città» e critica i consiglieri di Impegno sociale e Francesco Renna, oggi referente della corrente renziana del PD. «È proprio sulle questioni dei "diritti civili" che si misura la distanza tra chi ha una visione realmente avanzata e progressista e chi invece mantiene posizioni, a volte anche rispettabilissime, ma fondamentalmente ispirate ad una visione conservatrice della società», dice la Zezza, che di certo non si aspettava il voto favorevole dei rappresentanti di Udc e Noi Centro.

«Per chi si dichiara impegnato nella costruzione di una società laica, democratica e progressista, in cui non ci siano comportamenti di esclusione sociale, di emarginazione o di pregiudizi dal sapore vetero-bigotto, queste sono ormai questioni essenziali e indifferibili: istituire il registro delle unioni civili presso il Comune significa consentire l'accesso ad alcuni diritti fondamentali per cittadini che ne sono esclusi, perché non rientranti nei canoni di famiglia tradizionale (si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza tra due persone legate da vincoli affettivi ed economici, che non vogliono o non possono accedere all'istituto del matrimonio). Mediante una registrazione assolutamente volontaria, anche le coppie di fatto potrebbero accedere ai diritti che il Comune deve garantire a tutti i cittadini (partecipazione a bandi per l'assegnazione di alloggi popolari, servizi sociali e sanitari...). In nessun modo le unioni civili danno la possibilità di assumere lo stesso cognome, di adottare bambini, di regolare l'eredità, voci queste disciplinate dall'istituto giuridico del matrimonio». Secondo la Zezza «solo un'ossessione omofobica e/o una visione integralista della società può giustificare una così forte pregiudiziale nei confronti di un provvedimento che, senza nessun obbligo, consentirebbe alle coppie di fatto un riconoscimento sociale e civile, come accade già in molte città italiane». E via con la stoccata a sindaco e consiglieri: «Ci chiediamo a questo punto come potranno il Sindaco e il partito di maggioranza relativa affrontare le prossime sfide su temi scottanti che riguardano la generalità dei cittadini, se non possono contare sull'appoggio dei propri alleati? In particolare vorremmo capire meglio di quale "impegno sociale" siano portatori i seguaci di Carmelo Palazzo, se si defilano ogni volta che c'è da contribuire con il proprio voto all'avanzamento civile e sociale della città, e di quale modernità è portavoce il consigliere Renna, che ha preferito non schierarsi, favorendo di fatto le consorterie oscurantiste che egli stesso dovrebbe voler rottamare».

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