Referendum Costituzionale

Il coraggio del No: analisi di una riforma che non serve al Paese

Il suddito ideale del regno totalitario", scriveva Hannah Arendt, " è l'uomo per cui la distinzione tra vero e falso, non esiste più"

Il suddito ideale del regno totalitario", scriveva Hannah Arendt, " è l'uomo per cui la distinzione tra vero e falso, non esiste più".  Persuadere l’elettore cancellando la  frontiera tra realtà e finzione, annichilire ogni reale bisogno, silenziare  ogni dibattito sui “reali problemi del paese” che non sono l’Italicum e la riforma della costituzione, ma la riforma del lavoro, della giustizia , della controllo sulla finanza, della sanità, della pubblica amministrazione  che allontana  teste pensanti e braccia valorose,  è stato l’obiettivo politico dell’ultimo anno.

Perdonate la volgarità:  ci hanno tritato le palle per un anno con l’Italicum,  come se la causa della crisi fosse la legge elettorale, tanto che molti si saranno persuasi  che il figlio troverà lavoro, che il fisco non li tartasserà più, se cambiamo la Costituzione.  Addossare alla Costituzione i problemi di questo Paese è  stata un'operazione intellettualmente disonesta.  Se è così, prima di votare dobbiamo porci solo una domanda: queste modifiche costituzionali servono al Paese ?

Nel metodo, prescindendo dalle forzature di  questa legislatura (fiducia, discussione della riforma costituzionale in notturna, sostituzione dei membri della minoranza Pd in Commissione, ricatti di elezioni anticipate) dopo la  sentenza numero 1/2014 della Consulta alcuna  legittimità può avere  un Parlamento di nominati nell'attuare la riforma della Costituzione che deve rappresentare  tutti .

In Assemblea Costituente Piero Calamandrei ebbe a dire: "La Costituzione non è a disposizione del Governo e della maggioranza di turno. È un patto che si pone a un livello superiore, che fonda la nostra comunità politica, che dovrebbe essere sottratto alle contingenze del momento”.

Nel merito:

1.La riforma non velocizza le leggi.   Durante l'ultima legislatura, il 97,8% delle leggi approvate ha ricevuto nessuna o una sola modifica da parte di Camera e Senato. L'Italia ha bisogno di leggi semplici, chiare ed oneste; la riforma non darà  più potere al Parlamento, il quale dovrà votare tutti i provvedimenti del Governo entro 70 giorni. Ciò comporterà un potere esecutivo rafforzato a scapito del legislativo.

2. I nuovi senatori non rappresenteranno i territori,-  ovvero noi -  pensiamo a decisioni  che toccano l’ambiente, la salute , il turismo,  sensibili, alle sole direttive del partito che li ha eletti. Il rischio di avere tante Taranto è reale.

3. I  nuovi senatori non prenderanno l’indennità, ma un rimborso per le spese (ivi incluso il personale) per  le  commissioni e l'immunità parlamentare, sì;  non potranno  essere perquisiti o arrestati senza il consenso del Senato. E la cronaca giudiziaria insegna come il livello locale rappresenti la dimensione più sensibile  alla corruzione. Quale apporto qualitativo e quantitativo utile  potranno dare senatori contestualmente  sindaci - consiglieri regionali ? 

4. Il Senato non è abolito; mantiene i suoi poteri sulle politiche dell'Unione europea, sulle leggi di revisione della Costituzione, sulle leggi che concernono enti locali ed altre  materie del nuovo art. 70. Il Senato elegge due  giudici della Corte Costituzionale e partecipa all'elezione del Presidente della Repubblica; può proporre modifiche su qualsiasi altra legge della Camera,  incrementando i conflitti fra Stato ed enti territoriali. Dov’è il vantaggio per il Paese ?

5. La storiella del risparmio dei costi : secondo la Ragioneria di Stato, il risparmio generato dalla riforma sarebbe di soli 58 milioni di euro, su 23 miliardi di euro di costi della politica. Ma il mio diritto di cittadinanza  non può essere il prezzo da pagare alla riduzione dei costi. Vorrei rammentare come  l’abolizione delle Province non  ha ancora registrato effetti.

Non senza dimenticare che il Governo che promuove la riforma aveva  stanziato 300 milioni di euro per dare un bonus di 500 euro a tutti i diciottenni (nuovi elettori), senza  distinzione di reddito delle loro famiglie (qualcuno ci dovrebbe spiegare perché  il reddito rileva per l’erogazione di 4/6  ore settimanali di assistenza per un disabile gravissimo !!) .

6. L'iter legis diventerebbe molto più complesso rispetto ad oggi. Basta confrontare l'attuale art. 70 della Costituzione e quello della  riforma. Ci saranno, in base alla materia, leggi approvate da entrambe le Camere e leggi approvate dalla sola Camera con la possibilità per il Senato di proporre modifiche su cui la Camera si esprimerà in via definitiva: un sistema con almeno  9 procedimenti a rischio contenzioso. E l’assegnazione per materia delle proposte di legge, unita alla facoltà del Senato di avocarne per un parere, rende difficile l’asserita accelerazione. Dov’è il vantaggio per il Paese ?

7. In un contesto dominato dal fiorire di nazionalismi, è singolare il rafforzamento del potere esecutivo a scapito di quel sano sistema di contrappesi nato alla fine della esperienza dittatoriale. Una sola Camera al servizio del Governo lascia il comando a forze incontrollate, se non si affiancano contraltari per contenerle. La nostra Costituzione, non a caso,  assegnava alla partecipazione popolare  il ruolo di controllore  del politico eletto.

8. Il diritto di cittadinanza si avvia all’estinzione: si eleva la soglia da da 50.000 a 150.000, per le leggi di iniziativa popolare. Perché Governo, vuoi menomare la partecipazione popolare invece di  valorizzare la sovranità  che deve “appartenere al popolo”?

9. Regioni di serie A e di serie B . Le modifiche non si applicano alle Regioni autonome. Lo Stato non potrebbe intaccare le autonomie senza un consenso preventivo. E così, i  trasferimenti nelle regioni a statuto speciale, in caso di vittoria del Sì,  lieviteranno, grazie ai veti  delle regioni su ogni decisione.  Pronti ad imparare il tedesco ?

10. La riforma provoca  di fatto, una modifica della "forma repubblicana" che l'art. 139 della Carta individua come limite assoluto alla revisione.  Certo la  prima parte della Costituzione non viene formalmente  toccata ma la modifica della seconda parte incide sui principi. Il combinato disposto tra l’ "Italicum" e il progetto di revisione costituzionale produce una  democrazia d'investitura, di lontana memoria fascista.  Il Governo con la nuova legge elettorale, potrà ottenere maggioranze utili anche per l'elezione degli organi di garanzia (per il Governo). Qual è il vantaggio per il Paese ?

Credete davvero che privarci della sovranità popolare, produrrà  benessere, fine del precariato, della corruzione, dinamismo  economico ? La storia insegna. Nel 2013 un report di JP Morgan,  additava quali ostacoli alla competitività dei Paesi del Meridione europeo: "esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori da elidere  e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo".  

Dimidiazione dei diritti, allentamento delle tutele per i lavoratori,  modifica della Costituzione… tutte puntualmente arrivate. Guardandoci da fuori, sembriamo proprio dei cretini; in piena crisi economica, necessarie riforme dagli effetti concreti sulla vita dei cittadini ridotti alla povertà, assistiamo inermi alla manipolazione dei fatti, delle informazioni, fatta da un Governo  che ha impegnato ogni energia in una attività di dimidiazione dei diritti sociali e politici, spacciati come necessari.

Scrolliamoci questa sciatteria culturale: chiediamoci da  dove veniamo  e dove  vogliamo andare noi. Partiamo dalla nostra storia, dalle cose che hanno prodotto del bene,  da coloro,  che ci hanno permesso esprimere opinioni libere,  che ci hanno regalato  diritti e libertà   che non sappiamo più difendere.

“Io mi domando, onorevoli colleghi, come i nostri posteri tra cento anni giudicheranno questa nostra Assemblea Costituente: se la sentiranno alta e solenne come noi sentiamo oggi alta e solenne la Costituente Romana, dove un secolo fa sedeva e parlava Giuseppe Mazzini. Io credo di sì: credo che i nostri posteri sentiranno più di noi, tra un secolo, che da questa nostra Costituente è nata veramente una nuova storia: e si immagineranno, come sempre avviene che con l'andar dei secoli la storia si trasfiguri nella leggenda, che in questa nostra Assemblea, mentre si discuteva della nuova Costituzione Repubblicana, seduti su questi scranni non siamo stati noi, uomini effimeri di cui i nomi saranno cancellati e dimenticati, ma sia stato tutto un popolo di morti, di quei morti, che noi conosciamo ad uno ad uno, caduti nelle nostre file, nelle prigioni e sui patiboli, sui monti e nelle pianure, nelle steppe russe e nelle sabbie africane, nei mari e nei deserti, da Matteotti a Rosselli, da Amendola a Gramsci, fino ai giovinetti partigiani, fino al sacrificio di Anna-Maria Enriquez e di Tina Lorenzoni, nelle quali l'eroismo è giunto alla soglia della santità”.

A costoro  è toccato un compito molto difficile, morti nel lavoro quotidiano di restituire all'Italia libertà e dignità.   A noi tocca un compito molto facile:  tradurre in leggi chiare ed oneste l’auspicio di una società giusta. Riprendiamoci la capacità di lettura degli eventi, impariamo a desiderare il meglio, a lavorare per ottenerlo, a guardare lontano, perché  la mediocrità e la scelta dei mediocri, ci farà tornare indietro.

Rammentiamo a noi stessi ed ai nostri politici  il 4 dicembre, quali siano  le questioni da affrontare  delle quelli noi elettori, non ci siamo affatto dimenticati,  - alle quali non vogliono mettere mano e delle quali non si deve parlare -  e proteggiamo la  Costituzione  che ci ha protetto, consentendoci di non essere più sudditi, ma cittadini .  

Un attimo prima di votare, chiediamoci se  la causa della corruzione dilagante,  di un fisco infernale, delle liste di attesa in ospedale, del dirigente  incompetente, del precariato selvaggio, delle raccomandazioni, dell’inquinamento,  delle fughe di cervelli,  è della Costituzione  o di leggi oscure e disoneste,  scritte anche da chi oggi oppone al No, il ricatto dell’instabilità del governo.

Soltanto noi possiamo salvare noi stessi. L’instabilità è sempre meglio di un pessimo governo; alla finta “governabilità” preferisco la capacità di rappresentare le diverse opinioni dell’elettorato, perché  quella diversità siamo noi.

Cosa temo?  I distratti, coloro che,  vivono di furberie, hanno la memoria corta, plaudono al nuovo non eletto, esperto negli effetti speciali e nelle elemosine periodiche, convinti che il Salvatore della Patria è arrivato  perché sa  “parlar bene” ed  usa Twitter. 

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