Anche a Brindisi nasce il Centro di orientamento oncologico

Gestirà le problematiche cliniche e amministrative, garantendo e verificando la presa in carico da parte della Rete anche sul piano sociale, in costante dialogo con il medico di famiglia e con un team multidisciplinare

BRINDISI – Nasce a Brindisi il Centro di orientamento oncologico (COrO): si tratta di una vera e propria piattaforma territoriale per assistere in ogni passaggio i pazienti oncologici. Con tanto di numero verde 800185003 e una rete di professionisti che assistono il cittadino nel difficile labirinto della malattia durante l’intero percorso. 

Il COrO gestirà le problematiche cliniche e amministrative, garantendo e verificando la presa in carico da parte della Rete anche sul piano sociale, in costante dialogo con il medico di famiglia e con un team multidisciplinare. In tutta la Puglia saranno attivati 17 CorO: 4 nella macroarea di Capitanata (Foggia e Bat), 5 nella macroarea Barese (Bari), 4 nella macroaera del Salento (Lecce) e 4 nella macroarea Jonico-Adriatica (Taranto e Brindisi).

Sul territorio provinciale, a livello aziendale sono state istituite due sedi del COrO, uno a Brindisi, presso l’ospedale Perrino ed uno a Francavilla Fontana nell’ospedale Camberlingo. Ognuno di questi due Centri è composto da un coordinatore: da personale medico (oncologo); infermieristico (infermiere care manager); amministrativo (con funzione di data entry); uno psicologo; un assistente sociale e rappresentanti delle associazioni.

Saverio Cinieri e Giuseppe Pasqualone-2

Si occupa in particolare di prenotare le visite specialistiche e gli esami strumentali; preparazione e consegna delle impegnative relative al percorso diagnostico-terapeutico; compilazione e aggiornamento del fascicolo sanitario del paziente; rilascio di esenzione ticket per patologia neoplastica; gestione della documentazione cartacea ed informatica; segnalazione del paziente al Gruppo di Patologia Interdisciplinare aziendale per la discussione collegiale.

Come funziona il CorO?

“Attraverso un numero verde regionale – spiega  direttore generale dell’Asl Giuseppe Pasqualone - al quale i cittadini-pazienti possono rivolgersi in caso di sospetta malattia tumorale. Il numero verde, poi, indirizza la chiamata al COrO di competenza. Il paziente (o il medico curante) quindi entra in contatto con il Centro e viene preso in carico. Il COrO predispone tutti gli esami necessari per la diagnosi specifica, attivando una agenda prioritaria per il paziente oncologico, in modo che tutte le indagini da eseguire (ad esempio Tac, Pet, esami endoscopici e istologici, ecc…)vengano effettuati con corsia preferenziale e senza pagamento ticket”.

Il  Centro interagisce con i gruppi multidisciplinari di patologia presenti nelle aree ospedaliere interessate. Completato l’iter diagnostico, il paziente viene indirizzato alla struttura ospedaliera più vicina per i trattamenti del caso.

“Si tratta di strutture operative con compiti di informazione ed eccoglienza dei nuovi pazienti oncologici che saranno seguiti dall'inizio del percorso di cura fino al termine di ogni ciclo terapeutico, attraverso un dialogo costate con i medici di Medicina generale, secondo un modello che consente di ricevere un'assistenza sempre più qualificata".

“L'obiettivo - continua - era quello di creare una capillare rete di comunicazione tra tutte le strutture sanitarie della Regione, ed ecco il Rop: la Rete oncologica Pugliese, una sorta di centrale di Coordinamento dell’offerta sanitaria; dunque una struttura di coordinamento degli interventi richiesti dal paziente oncologico, da cui sono nati i COrO”.

Conferenza centro orientamento oncologico 2-2

“Il Centro Oncologico di riferimento - spiega - ha il compito di informare e accogliere ogni nuovo paziente con una diagnosi o un sospetto di diagnosi di malattia neoplastica e accompagnarlo in tutto il suo percorso di cura, gestendo le problematiche cliniche e amministrative, garantendo e verificando la presa in carico da parte della Rete anche sul piano sociale, in costante dialogo con il medico di famiglia e con un team multidisciplinare".

"Con questa organizzazione - continua il direttore generale - la Puglia è stata tra le prime sette regioni a livello nazionale, prima al Sud, ad essersi dotata di uno strumento efficace che consente, innanzitutto di offrire al paziente una assistenza, fin dal primo istante in cui egli scopre di avere un problema, presumibilmente di natura oncologica. Un'altra ragione a cui mira questa organizzazione territoriale è quella di evitare i “viaggi della speranza”. Entrambi questi motivi rappresentano gli obiettivi dei COrO, il cui snodo fondamentale è quello della presa in carico dei pazienti, evitando lunghe attese e spostamenti da una struttura all’altra, anche per il solo disbrigo di pratiche burocratiche. Il che vuol dire un notevole risparmio di tempo e risorse per il paziente e per i familiari che lo assistono. Vuol dire anche una umanizzazione della cura. Altro aspetto di particolare rilevanza è la definizione dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (Pdta) per ciascuna delle principali patologie tumorali (polmone, prostata, mammella, colon retto, utero) in ambito oncologico regionale, che saranno varati nei prossimi giorni al termine di un importante lavoro preparatorio".

Oggi la Puglia è l’unica regione del Sud ad aver deliberato la rete, tra le 7 che l’hanno fatto, ma sono solo tre già attive: Piemonte, Veneto e appunto Puglia. “Da tempo ci stiamo occupando – ha spiegato Pasqualone – di temi delicati come l’alta mortalità per alcuni determinati tumori, puntando su strutture che abbiano volumi e competenze adeguati. Una battaglia che possiamo vincere solo con l'aiuto dei medici di medicina generale e delle associazioni. Un risultato che significa anche un decremento della mobilità passiva, 700 in meno rispetto all’anno prima. Un segnale che dimostra come i pazienti stanno apprezzando il modello e che esso sta funzionando”.

“Lo sforzo che la Regione Puglia sta portando avanti è notevole – ha spiegato Pasqualone – ma è fondamentale che le persone siano informate. Noi siamo certi di poter rendere operativa la macchina appena partita, affrontando e superando alcune difficoltà organizzative e anche di mentalità.

“In due anni la Regione Puglia è stata in grado di far nascere la rete. Ora però dobbiamo mettere a regime la macchina e il fattore vincente è l’organizzazione e il COrO, perché ciò rappresenta il valore aggiunto da affiancare alle professionalità che qui anche a Brindisi e Francavilla abbiamo. Dobbiamo, cioè dimostrare tutti insieme, medici, pazienti e volontari che il sistema funziona e che possiamo combattere qui in Puglia, a Brindisi, e vincere la malattia".

“Se dovessimo spiegare con una metafora cosa vogliono essere i COrO potremmo dire che essi vogliono rappresentare quella persona cara, quell’amico/a a cui affidarsi nel momento più delicato della propria vita. “Una sorta di Angelo custode - conclude - che ti aiuta a cercare il filo di Arianna nel difficile percorso della malattia”

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