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Asl, sit-in dei precari: contratti in scadenza a fine anno

Davanti alla sede della direzione generale, in via Napoli, il 31 ottobre prossimo, con inizio alle 10

BRINDISI - Sit-in davanti alla sede della direzione generale dell’Asl di Brindisi, in via Napoli,  il  31 ottobre prossimo, con inizio alle 10, per protestare contro l'orientamento dell’amministrazione regionale che non intende prorogare i contratti a tempo determinato che scadono il 31 dicembre 2018.

La sede della direzione Asl di Brindisi"E’ questa una posizione unilaterale che sarà immediatamente avversata dalla Fp Cgil di Brindisi in coerenza con la posizione già assunta al tavolo regionale del 23 ottobre scorso presso il dipartimento della salute della Regione Puglia, dal segretario generale Puglia", si legge nella nota. “Bisogna evitare inutili contrapposizioni fra gli idonei in graduatoria e chi già lavora ma ha un contratto in scadenza. Una guerra di questo genere non giova a nessuno, anche in vista dei prossimi, massicci, pensionamenti che creeranno nuove occasioni per tutti, per gli idonei e per i precari”, dice Pancrazio Tedesco, segretario generale della Cgil Fp.

"Occorre evidenziare, oltretutto, che tra qualche mese fra i pensionamenti già deliberati dalla Asl e la possibile quota 100 proposta dal governo si aggraverà tale grave carenza di organico che porterà al collasso l'Azienda sanitaria locale, stante l’impossibilità a garantire  i Lea. E’ acclarato che il rapporto abitanti/numero di personale vede in termini percentuali la Asl agli ultimi posti rispetto al dato nazionale e regionale".

"Inoltre,  non è pleonastico ricordare che il personale addetto all’assistenza sopporta dei carichi di lavoro spropositati, con ricadute negative sulla sicurezza dei pazienti (aumento del rischio clinico), sulla qualità del servizio e sulla salute degli stessi lavoratori; la carenza di personale inficia l’applicazione della L. 161/2014 – il giusto orario– con implicazioni anche di natura giuridica; la mancanza del personale di supporto, di cui si è inteso depauperare il fondo per le relative assunzioni, costringe quotidianamente i responsabili di reparto a determinare un illegittimo e che il demansionamento del personale infermieristico e non solo, cosi come già acclarato dal tribunale di Brindisi.

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