Emergenza radiodiagnostica, ricoveri sospesi: la Cgil accusa la Asl

Il segretario Antonio Macchia parla di gravi problemi organizzativi, chiede l'attuazione del Piano di Riordino e chiama la Regione

BRINDISI – È una situazione di grave criticità quella della dotazione strumentale del servizio di Pronto soccorso dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi e dell’unità di Radiodiagnostica, secondo il segretario generale della Cgil di Brindisi, Antonio Macchia (foto sotto). È grave, per il sindacato, anche il ritardo nell’attuazione delle strutture sanitarie territoriali che dovrebbero alleggerire il principale presidio ospedaliero del territorio, oggi intasato – è già accaduto – dall’arrivo del virus influenzale.

Fuori uso l’angiografo, fuori uso le Rmn con migliore definizione di immagine, problema quest’ultimo che l’Asl sta cercando di tamponare con il noleggio di un’apparecchiatura mobile, perché si attende dal Comune la risposta alla richiesta di autorizzazione a costruire dei nuovi locali per le risonanze, fuori uso dal 18 al 23 gennaio anche la Tac 64 Slice.

A ciò si aggiunge la sospensione provvisoria dei ricoveri programmati al Perrino disposta dal direttore medico del presidio ospedaliero, per far fronte al picco dei ricoveri per influenza. Fanno eccezione i casi di neoplasie, urgente, situazioni tempo-dipendenti e chirurgia bariatrica.

antonio macchia cgil-2

Il problema delle tecnologie diagnostiche

Non si ha notizia di situazioni precedenti paragonabili a quella che il personale medico, soprattutto gli anestesisti-rianimatori, ha dovuto affrontare tra il 18 e il 23 gennaio, con Tac, angiografo e alcune Rmn fuori uso. Ma al Perrino sono stati comunque indirizzati anche i pazienti in gravi condizioni per ictus, incidenti, problemi respiratori, aneurismi, patologie gastrointestinali acute, per i quali era necessaria una diagnosi urgente. Un flusso che avrebbe dovuto essere indirizzato verso altri presidi ospedalieri proprio nella contezza della situazione della dotazione strumentale del Perrino.

Una settimana di reale difficoltà di chi ha dovuto sopperire all’emergenza, risolvendo situazioni difficili e assumendosi il rischio di rimettere in ambulanza i pazienti per inviarli da Brindisi verso altri centri per la radiodiagnostica, trasferimenti – hanno scritto i medici anestesisti e rianimatori all’Ordine provinciale di categoria, ai vertici della Asl, ai direttori delle unità operative, ma anche all’Assessorato regionale alla Salute – che comportano l’esposizione dei pazienti a conseguenze di cui gli stessi medici non intendono più assumersi la responsabilità.

Per il segretario della Cgil, “la mancanza di programmazione sta avendo gravi implicazioni anche sulla dotazione delle apparecchiature ad alto tasso tecnologico quali angiografo, Tac, Rmn, ormai desuete, che sono costantemente in riparazione al Perrino, al punto tale da non poter garantire nemmeno la diagnostica di urgenza. È quasi quotidianità, infatti, che i pazienti ricoverati vengano costretti a viaggiare per andare dove si può essere sottoposti agli esami (con tutti i rischi connessi all'allungamento dei tempi diagnostici e terapeutici). Per far fronte a tale inadempienze gestionali si è deciso di ricorrere a noleggi onerosi di alcune apparecchiature sopra citate”, dice Macchia (240mila euro Iva esclusa per sei mesi, 480mila Iva esclusa in caso di proroga, è il costo previsto).

La sospensione dei ricoveri programmati

Se fossero già pienamernte operative le nuove strutture territoriali si sarebbe potuta affrontare diversamente una problematica come quella della stagione influenzale, senza sospendere i ricoveri programmati al Perrino. “Pta (Presidi territoriali assitenziali, ndr), miglioramento del territorio, presa in carico delle cronicità, lotta alla mobilità passiva, alle liste di attesa lunghe, riconversione e riqualificazione della spesa, la necessaria attenzione al fabbisogno di posti letto per acuti, attraverso ragionamenti epidemiologici e non ragionieristici, dove sono?”, si chiede Antonio Macchia.

“Quante volte lo abbiamo detto, gridato, scritto, non perché Cassandre , ma perché vedevamo e vediamo – scrive ancora il segretario generale della Cgil - ancora il declino  ed i rischi per la sanità pubblica nella nostra provincia, attraverso i numeri ed i dati, ad esempio dei posti letto per acuti ancora non attivati rispetto alle previsioni del Piano di Riordino Ospedaliero, liste di attesa lunghissime o bloccate per la mancanza di strumenti (altro che innovazione tecnologica) e medici, che scarseggiano in varie specialità”.

La richiesta è quella di dare corso al Piano di Riordino ospedaliero: la Cgil chiede l’intervento della Regione Puglia, parla di “sfascio organizzativo o quasi” della sanità nel Brindisino, di garanzie del Livelli essenziali di assistenza.   

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