Salute

Sanità, il piano anti emergenza: si procede verso l'accorpamento dei reparti

Durante l'incontro, il commissario straordinario Gorgoni ha esposto le soluzioni proposte in vista del periodo estivo. A rischio chiusura i Punti di primo intervento di San Pietro Vernotico, Ceglie Messapica e Cisternino

BRINDISI - A distanza di pochi giorni dalla precedente, questa mattina (29 giugno), nella sala Mario Marino Guadalupi del Comune di Brindisi, si è tenuta un'altra Conferenza dei sindaci, convocata per fare il punto sulle criticità della sanità locale dopo le recenti riunioni fra i vertici aziendali e i rappresentanti del governo regionale.

Al tavolo il primo cittadino del capoluogo, Giuseppe Marchionna, il vicesegretario comunale, Angelo Roma, e il commissario straordinario della Asl Brindisi, Giovanni Gorgoni, che ha relazionato sulla situazione attuale e sulle possibili soluzioni da adottare per fronteggiare l’emergenza.

"Nelle settimane scorse - ha dichiarato Gorgoni - avevamo individuato sette punti critici, addebitabili essenzialmente alla grave carenza di personale: Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia, Radiodiagnostica, Cardiologia, Pronto soccorso, Chirurgia generale, Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Soltanto per gli ultimi due le soluzioni restano ancora da trovare, per gli altri, abbiamo predisposto una serie di misure già sottoposte all’attenzione della Regione”. 

"Si tratta di un piano estivo - prosegue -  utile anche a consentire al personale sanitario - già sottoposto a notevole stress - di fruire dell’istituto contrattuale delle ferie".

"Temporaneamente la soluzione è rappresentata quindi dagli accorpamenti di reparti delle medesime discipline, salvaguardando le attività del Perrino, ospedale di II livello, almeno fino ad esito positivo dei concorsi ancora in atto". 

I sindaci presenti

Il commissario, dunque, ha illustrato ai sindaci presenti le principali proposte: per l'ospedale di Francavilla Fontana, il mantenimento dei reparti di Medicina, Chirurgia, Ortopedia e Pronto Soccorso, con l'accorpamento di Pediatria ed Ostetricia/Ginecologia con i reparti analoghi dell’ospedale Perrino di Brindisi.

Per il nosocomio di Ostuni, invece, confermata la sospensione delle attività di Chirurgia. Prevista, inoltre, l'istituzione di turni di guardia interdivisionale tra diversi reparti ospedalieri. 

Al "Perrino" di Brindisi, il reparto di Psichiatria sarà oggetto di un potenziamento con ricorso a psichiatri in servizio nei Centri di salute mentale. Al Pronto Soccorso del medesimo ospedale, l’iniziale emergenza è stata contenuta ricorrendo al supporto dei medici del 118, e tenendo conto che quelli in servizio sono solo 14 a fronte dei 55 previsti in pianta organica. 

Per quanto riguarda Radiodiagnostica, è stata presentata alle altre Asl pugliesi la richiesta di personale medico disponibile. 

Previsto, inoltre, il reclutamento di medici e infermieri per consentire l’attivazione di postazioni 118 in sostituzione di punti di primo intervento al momento chiusi.

“Ci dichiariamo aperti a qualsiasi suggerimento - conclude Gorgoni rivolgendosi ai sindaci - e ci auguriamo, in primo luogo, che un sostegno possa giungerci dalle altre Asl della Puglia”.

Alla relazione del commissario sono seguiti gli interventi di alcuni dei sindaci presenti: unanime l’auspicio che la Regione possa farsi carico in maniera attiva di una emergenza che non ha precedenti nella storia della sanità brindisina. Un nuovo incontro della Asl Brindisi con i vertici regionali è previsto per lunedì 3 luglio: in quella sede verranno perfezionate le proposte già formulate.

Ceglie, S. Pietro e Cisternino: il sistema sanitario è a rischio

Ceglie Messapica si trova al centro dell'attenzione delle proposte legislative regionali. Purtroppo, però,  in senso negativo. Circolava da tempo ed è confermata la volontà di chiudete il Punto di pronto intervento di Ceglie.

"È di ieri la notizia secondo cui il commissario straordinario della Asl di Brindisi, Gorgoni, ha proposto all'assessore regionale alla sanità la chiusura del Punto di primo intervento, insieme a quelli di Cisternino e San Pietro Vernotico" afferma Pietro Piccoli consigliere comunale commissario di Azione a Ceglie

"La politica locale non può restare inerme ma deve agire con forza e determinazione nell'interesse della comunità di appartenenza - prosegue - Il mio ruolo di consigliere comunale mi obbliga moralmente e politicamente ad intervenire chiedendo con urgenza la convocazione di un consiglio comunale che veda coinvolte tutte le rappresentanze politiche locali con la partecipazione del presidente della Regione Puglia, del presidente della Provincia di Brindisi, dei consiglieri regionali e provinciali della provincia di Brindisi ed i vertici della Asl Brindisi - conclude - Un confronto costruttivo non può che portare a soluzioni propositive nel perseguire ed attuare la tutela del diritto fondamentale alla salute sancito dalla Costituzione, che coinvolge tanto l'individuo quanto la collettività".

Scongiurare la fuga dei chirurghi

Sulla crisi della sanità brindisina, nella giornata odierna, si è espresso anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Luigi Caroli: “Nell’attesa che la commissione Sanità prima e poi il Consiglio regionale approvi l’Azienda Zero, che sembra essere ormai l’unica soluzione per evitare che il disastro sanità si trasformi in tragedia, di provveda subito a nominare un direttore generale della Asl di Brindisi a tempo pieno".

"Il direttore dell’Aress, Giovanni Gorgoni, è un ottimo manager ma la Asl di Brindisi, che in questo momento è quella con maggiori difficoltà in Puglia, ha bisogno di un direttore che non solo cerchi soluzioni estemporanee ed estive, insieme all’assessorato e al Dipartimento della salute, ma che cerchi di andare in fondo a problematiche che da tempo attanagliano la sanità brindisina. Una su tutte: la fuga continua dei chirurghi dal Perrino di Brindisi, che poi costringe a chiudere altre chirurgie per spostare medici ad horas – come fossero pacchi – da un ospedale all’altro. Qualcuno prima o poi dovrà spiegare perchè dal principale ospedale brindisino si fugge: ci sono problemi di sovraccarico di lavoro? Di sicurezza? Di disorganizzazione? - Conclude Caroli - Perché è evidente che di questo passo i brindisini saranno costretti ad andare a curarsi e operarsi fuori provincia senza che nessuno non solo trovi soluzioni, ma dia anche una spiegazione". 

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