Martedì, 23 Luglio 2024
Salute

Sanità in crisi nel Brindisino, Fp Cgil: "Condotta antisindacale da parte dell'Asl"

Il sindacato preannuncia ricorso contro l'azienda sanitaria, sulla base dell'articolo 28 dello statuto dei lavoratori

BRINDISI – La Fp Cgil preannunzia un ricorso nei confronti dell’Asl Brindisi per condotta sindacale. Il sindacato si appella all’articolo 28 della legge 300, il cosiddetto Statuto dei lavoratori, per l’adozione di “provvedimenti unilaterali” non rispettosi delle prerogative sindacali. Lo denuncia la segretaria provinciale della sigla sindacale, Chiara Cleopazzo, che parla di un’Asl Brindisi “a rischio estinzione”.

La sigla sindacale offre la propria chiave di lettura della profonda crisi che attanaglia la sanità brindisina, afflitta da sette grandi criticità in altrettanti reparti chiave dei presidi ospedalieri di Brindisi, Ostuni e Francavilla Fontana. Dopo la sospensione dei ricoveri presso il reparto di Chirurgia generale dell’ospedale della Città bianca, la settimana scorsa si è svolto un tavolo tecnico presso la sede della Regione. In quella sede l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, ha aperto alla possibilità di far convergere nel Brindisino del personale proveniente da altre province. 

“Il fatto più inquietante - sostiene Chiara Cleopazzo - è che la ‘debolezza provocata’ del sistema sanitario pubblico, rischia di essere affidata al solo mercato, in una condizione di privatismo strisciante che non ha precedenti nella storia del Servizio sanitario pubblico nella nostra provincia. Perché di questo si tratta”. 
La Fp elenca una serie di problematiche: “i cittadini non possono curarsi a causa delle liste d’attesa troppo lunghe o bloccate salvo poi avere immediatamente la prenotazione quando si accede in regime privatistico ospedaliero attraverso ricorrendo all’attività intramoenia”; Il piano di riordino della provincia di Brindisi, nonostante abbia il rapporto in termini percentuali più basso della Puglia (2, 7 per mille abitanti contro i 3,4 regionale e 3,7 nazionale), non è mai stato completato atteso che non sono stati circa 100 posti letto ed ora si chiudono addirittura altri reparti”; “Asl e Regione si dicono impossibilitati ad assumere medici a causa di una conclamata carenza, senza tuttavia fare una verifica del motivo invece che li porta a scappare dalla Asl Br per lavorare altrove, ma nulla dicono sul fatto che non assumono personale di comparto pur essendoci graduatori disponibili, nonostante la carenza strutturale di organico”. 

E poi il sindacato si chiede “come mai non si parli delle opere ferme tanto col rischio di far perdere i finanziamenti già ottenuti?”. E ancora: “Come mai in questi giorni di caldo afoso in alcuni reparti non funzionano gli impianti di climatizzazione mettendo a serio rischio la salute dei Lavoratori e soprattutto dei pazienti più fragili?”.  

“Da settimane – prosegue Chiara Cleopazzo – osserviamo, tra l’altro, a decisioni unilaterali da parte della Asl Br che interessano macro – strutture in totale dispregio delle prerogative sindacali riconosciute dal Ccnl e dalle leggi vigenti che ricordano ‘tempi storici’ poco edificanti per il nostro Paese”. “Ed ancora, le organizzazioni sindacali – si legge ancora nella nota della Fp Cgil - apprendono a posteriori di chiusure di reparti chirurgici complessi e servizi, di modifiche organizzative/gestionali, di mobilità involontaria del personale dipendente senza poter essere parte attiva di confronto”. 

“In definitiva, la Fp Cgil – conclude Chiara Cleopazzo - fa rilevare alla Aal Br che occorre immediatamente ripristinare una gestione aziendale che sia rispettosa del Ccnl, delle leggi e del dettato costituzionale in materia di esercizio dell’attività sindacale, consigliando quindi di non adottare nuovi atti amministrativi di siffatta natura eludendo il confronto con le parti sociali”. 

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