Domenica, 14 Luglio 2024
Salute

Emergenza sanità nel Brindisino: la preoccupazione delle associazioni oncologiche

Allarme sull'attuazione dei piani di prevenzione oncologica che un anno fa sono stati presentati dall’assessore Palese. Timori per la penalizzazione della Breast Unit di Brindisi

BRINDISI – L’emergenza che sta affrontando la sanità brindisina, fra carenza di personale, sospensione dei ricoveri e accorpamento dei reparti, potrebbe avere ripercussioni anche sui piani di prevenzione delle malattie oncologiche. Il monito è lanciato dalle “Associazioni oncologiche in rete” (Le Civette del Salento, Ail Brindisi, Fondazione Di Giulio, Fratellanza Popolare, Minerva Soc. Coop. Sociale, Cuore di Donna, Tribunale per i Diritti del Malato, Cittadinanza Attiva, A Mani Tese, Cif Torre Santa Susanna, Andos, Insieme contro il Cancro San Pancrazio Salentino, Agsa, Salute Pubblica, Dragon Boat Brindisi), attraverso una nota stampa in cui tracciano un bilancio della prima riunione delle associazioni di volontari che si occupano di malattie oncologiche che si è svolta giovedì scorso (6 luglio), su proposta del Csv Brindisi-Lecce 'Volontariato nel Salento". La Rete esprime preoccupazione per lo “stato di disordine sanitario imperante in provincia di Brindisi”.

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Il piano di prevenzione

In particolare, le associazioni intervenute all'incontro di rete, chiedono “dove siano finiti i piani di prevenzione oncologica che un anno fa sono stati presentati dall’assessore Regionale alla Sanità Rocco Palese a Brindisi, piani di prevenzione oncologica (da attuare con gli screening) previsti dal programma della Regione Puglia in raccordo con il piano nazionale 2021-2027”. 

“Attualmente – sostengono le associazioni - c’è disponibilità limitata di risorse umane, finanziarie e infrastrutture adeguate per programmi di screening, per la prevenzione delle ‘Neoplasie maligne’ quali cancro al polmone, colon-retto, utero-ovaio, prostata, tumori ematologici. Cancro al seno, implementazione dei test genetici avanzati, come previsto dalla L.R. del 2 febbraio 2022”.

Viene rimarcata la necessità di “creare reti integrate, protocolli standardizzati per garantire l’accesso equo agli screening implementando le agende di prenotazione dedicate alle malattie oncologiche, processi di presa in carico del paziente a livello globale”. “Altrimenti – proseguono - sarà inevitabile la contrazione degli inviti per gli screening previsti e il protocollo regionale dello screening senologico del giugno 2022, il quale impedisce, per esempio alle donne in fascia screening (50-69 anni), di potersi prenotare mediante Cup fatta eccezione per i soggetti che sono in possesso del codice di esenzione 048 che consente esenzione dal pagamento del ticket e non la priorità nelle agende di prenotazione di follow up. Lo spostamento di radiologi senologi potrebbe avere questo risultato”.

Nella nota si fa riferimento a voci “di una possibile suddivisione della Asl di Brindisi”. Le Associazione vorrebbero chiarezza in merito: “Brindisi e Provincia sempre più bistrattate e penalizzate? Nonostante l’esistenza di leggi e norme nazionali e internazionali?”. 

Rischio di ripercussioni sulla Breast Unit

Altro tema affrontato è quello riguardante la Breast Unit di Brindisi, reparto di eccellenza a livello regionale e non solo, in cui sono curate donne di Brindisi, Lecce e Taranto. “Quindi  - si legge nella nota della Rete delle associazioni - risolve i problemi di mezza Puglia e si teme che possa nuovamente essere penalizzata (come è avvenuto durante il Covid), con lo spostamento di medici in altri reparti. Le donne del Salento hanno diritti inviolabili che vanno salvaguardati. Si può immaginare un chirurgo in sala operatoria per ore ed ore?”
La Rete ricorda che “nel 2020 il Presidente Emiliano ha ricevuto il premio ‘Cancer Award’ per i percorsi oncologici, quindi dopo aver raggiunto livelli ottimali. Si può tornare indietro?”.

Richiesta di audizione

Le Associazioni hanno concluso l’incontro con l’impegno “a non desistere assolutamente da qualunque protesta, avanzando anche proposte per risolvere le criticità emerse prima che sia troppo tardi”. Chiedono, infine, “un'audizione immediata agli organi sanitari ed istituzionali preposti al governo della sanità pugliese”. Ricordano, a tal proposito, “precedenti riunioni svolte con direttori generali, direttori sanitari, dirigenti, Ccm, in cui si prometteva attenzione e cura delle persone fragili. La speranza è che non si ripeta tale desolante esito”.

Il coordinamento con gli Ambiti

Emergono le stesse preoccupazioni per le malattie ematologiche. All'iniziativa del 6 luglio ha preso parte il dottor Antonio Calabrese (presidente dell'Ambito Territoriale Sociale Br4 e Coordinatore degli Ambiti territoriali istituiti nella provincia di Brindisi) che ha posto in rilievo il lavoro di cooperazione con il Csv e l'associazionismo, sugli aspetti sociali delle malattie oncologiche che l'Ambito Br4 sta svolgendo utilizzando e valorizzando gli strumenti normativi della co-programmazione e co-progettazione. “Nel condividere quanto emerso nel corso della riunione – concludono le associazioni - ha dato la disponibilità degli Ambiti a sostenere un tavolo di confronto con le Istituzioni politiche e sanitarie perché sul problema ‘cancro’ non si può non avere risposte concrete ed esiti immediati per pazienti e loro familiari”.


 

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