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Domenica, 21 Aprile 2024
Salute

Asl Brindisi, Fp Cgil: "La Regione nomini senza indugio il nuovo direttore generale"

Il sindacato pone una serie di interrogativi e di auspici sul futuro della sanità nel brindisino, in attesa che si chiarisca la posizione di Flavio Roseto, che ha prima rassegnato e poi ritirato le dimissioni da dg

In attesa che venga chiarita la posizione di Flavio Maria Roseto, che ha prima rassegnato e poi ritirato le dimissioni da direttore generale dell’Asl Brindisi, la Fp Cgil Brindisi invita la Regione Puglia a nominare “senza indugio” il nuovo manager dell’azienda sanitaria brindisina. Lo fa attraverso una nota a firma della segretaria provinciale della sigla sindacale, Chiara Cleopazzo, che rimarca l’importanza di “asssicurare in questo delicato momento la governance del sistema sanitario provinciale, indispensabile per imprimere un cambio di rotta utile a garantire il diritto alla salute dei cittadini del nostro territorio”.  La Fp Cgil pone quindi una serie di interrogativi sul futuro della sanità brindisina. Di seguito la nota. 

Vorremmo capire come la Asl intende programmare l’attività sanitaria dopo lo scenario determinato dalla epidemia da Sars – CoV – 2 che ha comportato, negli ultimi tre anni e più, un drastico allentamento dell’attenzione sulle patologie cronico degenerative come la onco- ematologia. È bene evidenziare che, ogni anno, nella nostra Provincia oltre 2400 persone ricevono la diagnosi di cancro e 1000 sono i decessi a causa di tale malattia, ed in tutto nella nostra provincia vivono 12.500 pazienti con diagnosi di tumore, su un totale di 393.000 abitant.

Vorremmo capire come si potenzia l’attività di prevenzione e quali investimenti si intendono adottare considerato che i tassi di incidenza dei tumori potrebbero avere una drastica impennata nei prossimi anni tenuto conto che la crisi energetica in atto e la carenza di gas ha comportato un notevole aumento dell’uso del carbone: i dati forniti nella relazione dell’Arpa Puglia sulla qualità dell’aria del dicembre 2022 vengono riportati in modo inequivocabile gli sforamenti dei valori soglia dei principali inquinanti che ci inducono purtroppo a pensare che ci sarà il danno sanitario così come avvenuto in passato.

Vorremmo capire come si vuole affrontare il dramma della mobilità passiva nazionale e infraregionale. Sono troppi i viaggi della speranza dei brindisini in altre strutture, fino ad arrivare - come già detto - a registrare il dato più eclatante del 50% dei residenti nella nostra provincia affetti da neoplasia che si reca fuori per diagnosi o cura.

Vorremmo capire come si intende definire e risolvere concretamente la vergogna delle lunghe liste d’attesa con esami addirittura non prenotabili. Molti sono ormai i processi di autoesclusione dalle cure di chi non ha possibilità di ricorrere alle cure private e questo lo riteniamo non solo insopportabile ma non degno di un Paese civile che all’art 32 della nostra Costituzione antifascista, nata dalla lotta di resistenza, prevede il diritto alla salute.

Vorremmo capire quando si vuole applicare il Piano di Riordino Ospedaliero tenuto conto che ad oggi si sono soprattutto soppressi servizi e posti letto senza attivare tutto ciò che era previsto dallo stesso piano. Ormai si chiude tutto. Si è appreso in queste ore che chiuderà pure l’ostetricia/ginecologia dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana. A tal riguardo, è importante osservare che la ristrutturazione della rete ospedaliera e territoriale della provincia di Brindisi ha avuto un forte ridimensionamento con una media posti-letto/per mille abitanti teorico – mai raggiunto - del 2,7 (tra chiusure e mancate attivazioni ora siamo al misero 2,3 – 2,4 ) contro una media nazionale del 3,7 per mille abitanti e regionale del 3,4. A ciò non è corrisposto nemmeno un adeguato potenziamento dei servizi territoriali.

Vorremmo capire quando si rivedranno i meccanismi di determinazione del fabbisogno di personale e individuare, nell’immediatezza, una risposta all’urgenza di risolvere o almeno mitigare le attuali gravi carenze d’organico. Tale drammatica carenza riviene in ragione del fatto che la Asl Br è tra quelle che più ha risentito delle restrizioni degli ultimi anni dovuto al piano di rientro. E probabilmente, il deficitario Piano di Riordino della Asl Br è scaturito non da uno studio epidemiologico bensì è stato verosimilmente calibrato in base alla dotazione organica esistente.

Vorremmo capire cosa si intende fare per bloccare l’emorragia di professionisti (medici, infermieri, fisioterapisti, ecc.) che abbandonano la Asl Br per andare a lavorare altrove. Segno evidente di una mancata fidelizzazione dei lavoratori alla propria azienda dovuto al fatto che si “lavora in cattività” a causa di uno stress psico-fisico insostenibile.

Vorremmo, in definitiva, avere risposte e tavoli di confronto proficui su tutto questo e su tanto altro, per contribuire fattivamente a costruire condivise battaglie di sistema a tutela del nostro servizio sanitario pubblico e universale.

                        

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