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Domenica, 23 Giugno 2024
Salute

Ai medici pugliesi è vietato cambiare ospedale: sindacati sul piede di guerra

La disposizione della Regione incontra la contrarietà di varie sigle: "Non è questo il modo di risolvere i problemi di personale"

Ai medici pugliese, per un periodo non determinato, è vietato cambiare ospedale, come da recentissime disposizioni regionali. I sindacati di categoria non ci stanno. "Tenuto conto della necessità di garantire la continuità assistenziale, soprattutto nel periodo estivo, si dispone che i dirigenti medici, già dipendenti a tempo indeterminato di strutture sanitarie pubbliche, non possono essere assunti da altre aziende ed enti del servizio sanitario regionale (Ssr), fino a nuove disposizioni regionali in materia". E', infatti, quanto si legge in una comunicazione inviata l'11 luglio ai direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario pugliese e firmata dall'assessore alla Sanità Rocco Palese, dal direttore del Dipartimento promozione della salute e del benessere animale Vito Montanaro e dal dirigente del servizio strategie e governo dell'assistenza territoriale rapporti istituzionali e capitale umano Ssr Antonella Caroli.

Una nota delle segreterie regionali Cimo, Fesmed/Anpo, Ascoti, federezione Cisl meidici veterinari dirigenti sanitari, Fassid, Uil Fpl spiega il punto di vista dei sindacati, critici con la decisione regionale: "A pochi giorni dall'annuncio del presidente Emiliano di voler eliminare i concorsi per assumere i medici, ci troviamo dinanzi all'ennesima decisione che, per come è scritta, è sembrata alle scriventi volta a punire i medici della Regione. Nel confermare tutta la contrarietà delle scriventi alla nota dello scorso 11 luglio, si ribadisce la necessità di investire seriamente sulla professionalità del personale sanitario e di valorizzare il ruolo dei medici e dirigenti dipendenti del ssr, senza la quale la carenza di organico non si risolverà. Proposte incostituzionali e giochi delle tre carte non servono a nulla".

I sindacati mettono, di fatto, in dubbio la legittimità dell'operato della Regione Puglia: "La materia assunzionale è regolata inderogabilmente da norme di legge e contrattuali nazionali, che non individuano al riguardo livelli di contrattazione decentrata, per cui nulla può essere concordato in difformità di tali fonti primarie. Pertanto, l'assessorato e il dipartimento Salute della Regione Puglia si assumeranno le responsabilità delle scelte organizzative e gestionali senza coinvolgere le scriventi sigle sindacali. Infatti le determinazioni regionali potrebbero essere illegittime e lesive degli interessi dei dirigenti medici e sanitari non medici. E' del tutto evidente, pertanto, che rigettiamo la validità della circolare del giorno 11 luglio e analoghe iniziative. Contrasteremo in ogni modo la negazione di un diritto garantito dalle norme e dai contratti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni fornendo il necessario supporto legale ai colleghi".

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