"Analisi dei dializzati inutilizzabili". A Fasano scoppia il caso

Denuncia di un medico del servizio, ripresa dal consigliere regionale Fabiano Amati che chiede spiegazioni al direttore generale Asl

FASANO – Il problema è venuto a galla attraverso un commento apparso sulla pagina Facebook di un esponente politico di Fasano, ma proviene da un nefrologo e segnala un disservizio considerato grave non solo dallo stesso medico, ma anche dal presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale della Puglia, Fabiano Amati. Da qui una lettera aperta indirizzata al direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, al quale Amati chiede spiegazioni e, ovviamente, provvedimenti.

“Gentilissimo direttore, un medico in servizio a Fasano, il dottor Franco Di Tano del Servizio dialisi, sostiene di essere costretto a conservare in frigo le provette dei pazienti che dializzano di pomeriggio, in quanto non c'è possibilità di inviarle a Brindisi di sera. Queste provette giungono poi solo alle 13 del giorno successivo a destinazione, con dei risultati (emocromo, elettroliti in particolare) del tutto inattendibili”, riassume Amati.

Fabiano Amati“In virtù di tanto e quale fonte di responsabilità professionale, lo stesso medico avrebbe chiesto ‘con grande rammarico il trasferimento al Centro Dialisi di Monopoli’ accusando le scelte aziendali con ‘una sola parola: vergogna’. A parte ogni questione – prosegue Amati - sulla richiesta di trasferimento a Monopoli, se cioè fondata sui motivi sostenuti pubblicamente ovvero altri legittimi ma molto più personali o professionali, mi pare di poter dire che a questo punto le ipotesi sono tre”.

Ed ecco i casi ipotizzati da Fabiano Amati: “Il dr. Di Tano ha correttamente denunciato (sia pur con mezzo inusuale) la produzione di referti inattendibili o falsi per inidoneità dei reperti; il dr. Di Tano ha fornito la prova di inadeguatezza delle decisioni aziendali in materia; il dr. Di Tano ha diffamato il lavoro di altri colleghi e dell’azienda”.

“È evidente che nel primo caso bisognerebbe avviare un procedimento disciplinare a carico del personale adibito al prelievo e alla refertazione; nel secondo, collegato strettamente al primo, il procedimento – dice ancora Amati - dovrebbe riguardare anche la revoca o la modifica di tutti i provvedimenti aziendali; nel terzo, infine, il procedimento disciplinare dovrebbe riguardare lo stesso dr. Di Tano”.

“L’unica cosa certa è che questa storia nuoce in ogni caso all’ordinario affidamento dei cittadini alle strutture sanitarie e perciò non può essere retrocessa tra le opinioni spot a mezzo social; a maggior ragione perché dette opinioni provengono da dipendente Asl e professionista riconosciuto nella sua qualificata competenza, il cui giudizio non è sicuramente distorto da una dichiarata simpatia politica - per il Movimento 5 Stelle -, espressa negli ultimi anni anche con particolare ardore e partigianeria. In attesa di riscontro, invio il mio cordiale saluto”.

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