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Salute

“Un nuovo ospedale a Brindisi”: sì unanime da parte del consiglio comunale

Passa l’ordine del giorno proposto dal sindaco Riccardo Rossi: “La struttura a torre del Perrino fin dall’inizio ha mostrato delle criticità”. L’opposizione favorevole, “ma prima si risolvano le altre criticità della sanità locale"

BRINDISI – Il consiglio comunale di Brindisi dice sì alla proposta di un nuovo ospedale per la città di Brindisi. E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno a firma del sindaco Riccardo Rossi, durante la riunione dell'assise svoltasi oggi (martedì 31 gennaio). L’amministrazione comunale chiederà l’inserimento di un nuovo nosocomio nell’ambito delle programmazioni del sistema sanitario nazionale e di quello regionale. Per adesso si tratta solo di una manifestazione di intenti. Va da se che occorrerebbero degli anni perché un progetto di tale portata possa concretizzarsi. 

L’iniziativa del primo cittadino scaturisce dalle condizioni critiche in cui versa la sanità brindisina. Emblematiche, in particolare, le criticità che affliggono l’ospedale Perrino: una struttura concepita in un’altra epoca, attualmente fonte di numerosi disagi. Ma i problemi della sanità, come rimarcato dallo stesso Rossi, non si potranno risolvere solo con la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera.

Nelle premesse del suo intervento, il sindaco ha infatti parlato di una situazione “estremamente complessa” a livello di sistema sanitario nazionale, che si riverbera anche a livello locale. Vi sono infatti delle carenze strutturali e delle carenze di personale, sia sul fronte medico che infermieristico. Tali difficoltà “in parte dipendono - afferma Rossi - da un’errata programmazione avviata nella prima parte degli anni '90”. E a detta del sindaco il fondo non lo si è ancora toccato, perché “nei prossimi anni – spiega - a fronte di 10 medici in uscita per quiescenza, è previsto che ve ne saranno circa 6 in ingresso”. 

Le criticità del Perrino

I nodi della sanità brindisina, sviscerati dal sindaco con la collaborazione del dottor Gianni Quarta, consulente dell’amministrazione comunale sulle questioni sanitarie, rientrano quindi in un “tema nazionale di programmazione – afferma Rossi - che necessita tempo”. Fra i nodi c’è appunto la situazione dell’ospedale Perrino. “Perché - si chiede il sindaco – è necessario nuovo ospedale?” Perché “il Perrino - prosegue Rossi - nasce nella progettazione e pianificazione a fine anni ‘60. Ha impiegato quasi 40 anni per essere realizzato e ha una struttura a torre che è stata poi superata negli anni. Già dall’inizio ha mostrato delle criticità”.

Il sindaco fa riferimento, in particolare, alle difficoltà nel separare i vari reparti con percorsi ben delineati, emerse durante l’emergenza Covid. “Questo – afferma - ha reso evidente come le moderne strutture si indirizzino a padiglioni a terra, ben isolati”. Il primo cittadino fa poi una panoramica su una serie di deficit di tipo tecnologico e infrastrutturale che comportano frequenti interventi di manutenzione straordinaria, con dispendio di risorse economiche”. Da qui l’esigenza di una nuova struttura, così come già pianificato, rimarca sempre Rossi, nelle altre province pugliesi. “Vorremmo interessare sia il governo nazionale che regionale - conclude Rossi - per trovare le risorse necessarie per programmare un nuovo ospedale che potrebbe essere realizzato nelle aree prospicenti al Perrino, lungo l’asse fra Brindisi e Mesagne".

 L'opposizione

Tale proposta è stata sostenuta anche dai banchi dell’opposizione, ma con alcuni distinguo. I consiglieri comunali Pierpaolo Strippoli (Movimento 5 stelle) e Marco Vadacca hanno infatti posto l’accento sulla necessità di affrontare le varie problematiche che attanagliano la sanità locale. Strippoli ha sollevato questioni di tipo organizzativo e dirigenziale. “Una nuova struttura – afferma - ha dei costi. I soldi andrebbero investiti sul personale, come si fa nella struttura di Villa Bianca a Lecce, dove sono effettuati circa 2500 interventi chirurgici all’anno contro gli scarsi 1000 del Perrino”. Vadacca rivolge invece l’invito a non costruire “una cattedrale nel deserto”. Il consigliere comunale ha spiegato come non servano “mega strutture con reparti completamente vuoti”. “Si risolva prima – dichiara Vadacca – il problema delle assunzioni”. 

Dello stesso tenore l’intervento di Massimiliano Oggiano (Fratelli d’Italia), che fra l’altro, in sede di dichiarazione di voto, ha rimarcato come la maggioranza non avesse il numero legale di consiglieri per poter proseguire con la seduta. “Se il messaggio dell’ospedale nuovo può servire per smuovere le acque - afferma Oggiano - facciamolo pure. Però lo riteniamo uno strumento di distrazione di massa per nascondere tragiche inefficienze che finora hanno scontato solo i brindisini”.
 

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