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Ondata di ricoveri per influenza mette in crisi alcuni reparti

Geriatria scoppia, pazienti anziani con complicanze dirottati in medicina generale e anche in Otorinolaringoiatria, a scapito di altri utenti

BRINDISI – Un’ondata di pazienti colpiti dall’influenza stagionale si riversa verso l’ospedale Perrino di Brindisi, facendo riemergere una serie disagi legati alla carenza di posti letto. Il reparto di Geriatria da solo non è in grado di contenere gli anziani con complicanze legate al virus influenzale, che necessitano di ricovero.Si ricorre pertanto alle extra locazioni in altri reparti. Ma con disagi per gli altri pazienti e per le attività programmate nelle diverse divisioni dell'ospedale.

Diversi reparti ospitano in questi giorni degenti smistati da Geriatria. Fra questi vi sono quelli di Medicina generale e Otorinolaringoiatria, l’unico servizio specialistico di questo tipo in provincia di Brindisi, che ha soli 14 posti letto. E' accaduto stamani, come racconta un paziente, che i medici siano stati costretti a rimandare a casa le persone che si sono presentate per essere sottoposte ad intervento chirurgico programmato, perchè non vi erano letti disponibili (casi anche molto delicati, peraltro).

Quello delle extra locazioni, del resto, è un problema che si trascina da anni. Fra dicembre e gennaio, in concomitanza con il picco influenzale, i disagi si acuiscono, con ripercussioni anche assistenziali. Perché un paziente geriatrico trasferito in Otorinolaringoiatria (per fare un esempio legato ad alcuni casi odierni), necessita di trattamenti differenti rispetto a quelli solitamente riservati alle persone ricoverate in quel reparto.

Altro capitolo di non poco conto è quello riguardante la carenza di medici specialisti, in particolare di anestesisti. In alcuni reparti non si può più operare tutti i giorni, a volte con drastiche riduzioni di accesso alle sale operatorie, proprio per indisponibilità di anestesisti. La priorità va ovviamente alle emergenze, e in questo caso soprattutto ad Ortopedia che opera praticamente sei giorni su sette, Sono le spie di allarme di una situazione generale che al Sud, e anche a Brindisi, assume caratteri di maggiore gravità. 

Non si può più dire che va tutto bene, e bisogna attivare al meglio le altre strutture territoriali della Asl, gli ex ospedali che hanno ricevuto particolari mission di medicina e cura di base, per evitare che una epidemia stagionale metta in crisi le attività ordinarie di alcuni reparti strategici, oltre che segnalare agli interlocutori istituzionali le pesanti carenze di medici, anche nelle strutture di pronto soccorso.

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