La storia di Enrico Maria, nato a 24 settimane: "Grazie a chi lo ha salvato"

Ringraziamenti carichi di emozioni ai reparti di Ginecologia e Utin dell’ospedale Perrino di Brindisi arrivano dai genitori di un bambino che alla nascita pesava solo 572 grammi

BRINDISI – Ringraziamenti carichi di emozioni ai reparti di Ginecologia e Utin dell’ospedale Perrino di Brindisi arrivano dai genitori di un bambino, Enrico Maria, nato il 18 gennaio scorso dopo sole 24 settimane di gestazione. Al suo ingresso nel mondo pesava 572 grammi e aveva poche speranze di sopravvivenza, oggi ne pesa 2800 e il peggio ormai è alle spalle. I genitori del piccolo non smettono di ringraziare chi in questi lunghi e difficoltosi mesi si è preso cura del loro bimbo permettendogli di vivere. I primi fra tutti i dottori Antonio Cisaria ed Enrico Rosati e poi tutti i medici, infermieri e personale sanitario che con amore e soprattutto professionalità sono riusciti a regalare una speranza alla famiglia.

“È iniziato tutto il 4 dicembre quando la mamma fu ricoverata per minacce d'aborto. Fu messa a letto immobile, non poteva alzarsi ma solo aspettare che il tempo passasse. E così di giorni ne sono passati 52, sempre a letto, sempre a farsi mille domande e mille colpe...ma in quei giorni oltre alla famiglia, tutte le infermiere, le ostetriche e i dottori le erano vicini e cominciarono a far sentire la mamma non più “sola”, non più come una paziente ma una di famiglia. Si perché è questo che per tutti i medici, le infermiere e le ostriche le pazienti sono: "una persona di famiglia", sempre pronte ad aiutarti sia fisicamente che moralmente”. Si legge nella lettera di ringraziamento. 

“Ma un bel giorno il 18 gennaio il dottor Cisaria fu costretto a prendere una decisione importante: salvare la mamma anche a costo di perdere il piccolo. Ma la sua bravura e quella di tutta l'equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia, ha permesso di salvare la mamma e di far nascere vivo il piccolo Enrico Maria che anziché andare tra le braccia della sua mamma è stato subito preso "in braccio" dal dottor Rosati e la sua equipe che poi lo hanno salvato”.

“La mamma pian piano è tornata a stare bene ma per il piccolo è iniziato un lungo percorso di ripresa. Certo il suo peso e le sue poche settimane di gestazione rendevano ogni speranza di sopravvivenza quasi nulle. Ma il dottor Rosati e tutta l'equipe dell'Utin hanno fatto tutto quello che era possibile e anche di più, non lasciando mai nulla di intentato per salvare la vita al piccolo, che nel corso del suo percorso ha avuto tanti ostacoli che finora ha sempre superato grazie ai medici”.

“I medici e le infermiere dell'Utin sono stati la mamma e il papà, le zie per il piccolo, amandolo, curandolo e coccolandolo all'interno di un incubatrice come i veri genitori non avrebbero potuto fare. Ora il piccolo Enrico Maria ha superato 2,800 kg, ha superato tante difficoltà ma sta meglio”.  

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“Il grazie dei genitori va al dottor Cisaria e tutta la famiglia del reparto di Ginecologia e poi al dottor Rosati e la famiglia dell'Utin, si per noi genitori questa è stata come una seconda famiglia, di una professionalità e competenza straordinaria capace di fare il miracolo più grande: salvare nostro figlio”.

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